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Avis per Expo: i donatori di sangue hanno un migliore stile di vita

Avis per Expo: i donatori di sangue hanno un migliore stile di vita

30 Ottobre 2015

Chi dona sangue mangia (più) sano. E’ questo il confortante risultato dell’indagine condotta da Avis nel corso dei sei mesi dell’Esposizione Mondiale. “Avis per Expo: nutriamo la vita”, questa l’iniziativa di ricerca che l’associazione nazionale dei donatori di sangue ha realizzato raccogliendo, infine, 16.170 risposte complete di un questionario che ha sondato le abitudini degli italiani. A rispondere per la gran parte sono stati i donatori stessi (78% del totale): ciononostante le principali caratteristiche delle due popolazioni, donatori e non (età, scolarità, attività professionale) presentano significative analogie, per cui è stato comunque possibile fare un confronto tra lo stile di vita e la salute dei due gruppi.

Lo studio condotto dalla Nutrition Foundation of Italy (NFI) ha rilevato come i donatori sembrano caratterizzati da conoscenze migliori sulla relazione tra stile di vita e salute, e da una migliore “messa in pratica” delle loro conoscenze, con le donne che sopravanzano gli uomini in quanto ad “attenzioni”.

Chi dona è più attento alla salute o sono i “salutisti” che poi diventano donatori? Purtroppo lo studio non dirime la questione. L’impressione finale è però che programmi mirati di educazione e di formazione dei donatori possano consentire ulteriori miglioramenti del loro stile di vita.

roberto-saini-avis-mb“L’indagine conferma quanto noi sperimentiamo quotidianamente nei nostri centri di raccolta” ha commentato Roberto Saini, il presidente di Avis Provinciale Monza e Brianza “Chi dona sangue acquisisce una maggior consapevolezza del suo stato di salute e di come questo possa e debba sempre essere migliorato, per il proprio bene e per i malati che riceveranno il sangue donato”.

Donatori più preparati, donne più virtuose
In generale, i donatori si sono distinti per il maggiore numero di risposte corrette fornite alla prima parte del questionario: “Cosa sai … “. I donatori hanno dimostrato di avere un grado di conoscenza “molto buono”. In tutti i casi, inoltre, le donne si sono confermate più preparate sui temi della corretta alimentazione rispetto agli uomini.
Dall’analisi della seconda parte dei questionari (“Cosa fai … “) è emerso che l’essere donna, ancor più se donatrice, si associa ad un migliore stile di vita. Tra le donatrici è maggiore la percentuale di chi consuma regolarmente una prima colazione ricca e abbondante. Una maggiore percentuale delle donatrici presta anche attenzione all’apporto calorico, cercando di evitare i cibi eccessivamente energetici e utilizzando soprattutto olio extra vergine d’oliva come condimento; ha un occhio di riguardo per il sale, utilizza spezie al suo posto, consuma molta frutta e verdura.

Migliori abitudini alimentari e di vita
La ripartizione del campione allo studio in base all’appartenenza alle differenti fasce d’età (18-34, 35-49, 50-64, 65 e oltre) ha permesso di rilevare come sia il livello di competenza in tema di alimentazione e salute, sia la messa in pratica delle indicazioni nutrizionali e di stile di vita, siano migliori tra i donatori a tutte le età considerate. Per esempio, tra i donatori è più diffusa in tutte le fasce d’età l’ abitudine di
consumare 2 o più porzioni di frutta al giorno.
Anche sul fronte dell’attività fisica i donatori “battono” la popolazione di riferimento: hanno affermato di camminare, correre e/o andare in bicicletta regolarmente. L’attività sportiva varia con l’età: i donatori risultano più attivi al proposito.

A colazione caffè per tutti
Informazioni anche per quanto riguardo gli alimenti consumati a colazione.
Il caffè resta la bevanda preferita a colazione sia per gli uomini che per le donne (ancor più nelle fasce d’età più elevata), seguito dal latte, che viene consumato anche sotto forma di cappuccino. L’abitudine a bere latte si riduce progressivamente dai 18 anni in poi nella popolazione maschile, mentre aumenta progressivamente con l’età nella popolazione femminile. Più femminile sembra, invece, essere l’abitudine a bere tè.
Tra i cibi solidi, i biscotti riscuotono le preferenze dei partecipanti donatori, seguiti da brioches e merendine, cereali da colazione e fette biscottate. Con l’età aumenta anche il consumo di fette biscottate e di pane, nonché di miele e marmellata. Frutta e spremute vengono consumati solo dal 20% della popolazione allo studio.

SCARICA QUA LA BROCHUERE CON LA SINTESI DELLA RICERCA

In foto Roberto Saini

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*Questo contenuto non è un articolo prodotto dalla redazione di MBNews, ma è un comunicato proveniente da fonte esterna (Ufficio Stampa Avis MB) e pubblicato integralmente.

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