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Vimercate, Energy Park cresce sull'ex area di Alcatel-Lucent - MBNews
Economia

Vimercate, Energy Park cresce sull’ex area di Alcatel-Lucent

Posata sabato la "prima pietra" del nuovo comparto est dell'Energy Park di Vimercate dove troverà casa anche Micron.

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Posata sabato la “prima pietra” del nuovo comparto est dell’Energy Park di Vimercate dove troverà casa anche Micron.

Dopo aver riqualificato e creato un nuovo quartiere, l’Energy Park, con diverse aziende insediatesi negli ultimi anni, la società Segro, ha deciso di costruire il nuovo “Green building Campus”, nell’area che si affaccia sulla tangenziale est. Fino a un anno fa lì aveva sede Alcatel-Lucent, nella storica sede della nostrana Telettra. L’area, proprietà di Segro, vedrà in breve una vimercate-energy-park-gb2trasformazione radicale per la realizzazione di nuovi edifici ad altissima efficienza energetica: il primo edificio ad essere completato, denominato Gb One, sarà occupato da aziende del settore delle tecnologie avanzate. Il 60% dell’area verrà occupata da Micron, la costola di St che aveva deciso di trasferirsi dalla sede di Agrate, alle Torri Bianche di Vimercate.

“Nonostante la recente decisa virata verso gli investimenti nel settore della logistica, che ha coinvolto anche l’Italia, con la realizzazione del nuovo GB One, Segro conferma l’apprezzamento per quanto realizzato sino ad ora nel progetto di Vimercate ed ancor più, da un segnale forte di continuità con questo ulteriore investimento che ospiterà, tra gli altri, un prestigioso nuovo partner internazionale come Micron”, ha dichiarato Mario Ferroni Regional Director Segro Italia.

In totale saranno cinque i nuovi edifici che verranno costruiti: il Gb One, sarà pronto per l’estate 2016. Successivamente verranno consegnate anche le nuove strutture.

Presente al taglio del nastro anche il sindaco Paolo Brambilla e il vicesindaco Corrado Boccoli. Soddisfatto il primo cittadino della collaborazione che dal 2007 ad oggi c’è fra il comune e l’impresa Segro: nel nuovo comparto ad oggi lavorano 3mila addetti e si prevede che per la conclusione dei lavori nella parte ad est gli occupati in quell’area saranno almeno il doppio. Un segnale importante per il mondo del lavoro che va in controtendenza, in un’area come quella dell’ex silicon valley italiana, colpita duramente dalla crisi in questi ultimi anni.

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