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Monza, un anno di Villa Reale. La storia di una rinascita

Monza, un anno di Villa Reale. La storia di una rinascita

8 Settembre 2015

La Villa Reale di Monza soffia sulla sua prima candelina. L’8 settembre 2014 la Reggia del Permarini aveva aperto ai monzesi, e non solo, le sue porte dopo gli impegnativi lavori di restauro che le hanno permesso di ritornare agli antichi splendori. Un vero e proprio gioiello architettonico, un patrimonio inestimabile per la città di Teodolinda, che in questi 365 giorni ha sfiorato la soglia dei 300mila visitatori. Un anno pieno di successi che ha visto la Villa Reale, tra le altre cose, essere nominata sede di rappresentanza dell’esposizione universale Expo 2015.

BOOM DI PRESENZE – Sono quasi 300mila i visitatori che in questo primo anno dalla sua inaugurazione hanno varcato la soglia della Villa Reale. Solo nella prima settimana di apertura si è registrato un vero record di presenze. Cifre da capogiro per la Versailles brianzola: secondo i dati diffusi dal Consorzio sono stati 100 mila complessivamente i visitatori che hanno approfittato per dare uno sguardo alle sale restaurate, gli Appartamenti Reali e quelli che si sono recati nel Parco di Monza. Sono stati toccati picchi con oltre 16.000 mila presenze solo nel fine settimana.  I primi dieci giorni di apertura sono stati gratuiti e hanno fatto registrare una media di 7.480 ingressi quotidiani.
Il sindaco in quella occasione ha dichiarato: “L’obiettivo di restituire la Villa Reale ai cittadini è stato raggiunto. Sono molto soddisfatto. Le immagini delle lunghe code e delle sale affollate hanno fatto da degna cornice alla bellezza della Villa, perché hanno rappresentato uno straordinario esempio di civiltà e di rispetto. Il nostro futuro è già cominciato. Nel migliore dei modi”.

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 Villa Reale – visitatori in fila per l’inaugurazione

I NUMERI DEL RESTAURO – In poco più di due anni hanno lavorato nel corpo centrale, di quello che da molti è considerato tra i più affascinanti tesori dell’arte e della storia del territorio monzese, circa un centinaio tra operai e restauratori. Una struttura di 10mila mq per oltre 40 stanze, 3.550 mq di superficie, 2mila mq di parquet, 800 mq di superfici lapidee e 1.200 metri di impianti. Cifre da capogiro quelle che descrivono tutto il meticoloso lavoro iniziato nel marzo del 2012. I lavori hanno interessato il piano terra, nel quale sono stati compiuti interventi sulle pareti e componenti lignee, e il consolidamento delle strutture. Nel primo piano nobile gli operai hanno provveduto al consolidamento del cornicione del Salone delle Feste e al restauro della Sala Bianca, mentre nel Belvedere si è provveduto al suo consolidamento e messa in sicurezza. I lavori più corposi hanno riguardato il secondo piano nobile. Sono stati realizzati interventi di consolidamento, pulitura, sicurezza, integrazione pittorica e delle parti mancanti su volte, parquet e apparati lignei. Restaurati anche lo scalone d’onore e la facciata della reggia. I lavori di recupero dell’avancorte hanno interessato la pavimentazione esterna, gli impianti di illuminazione a raso, e i parterre di verde. Hanno subito interventi di pulitura e ripristino anche la cancellata e le colonne in granito, realizzate nel periodo napoleonico dall’architetto ticinese Luigi Canonica. E’ stato nell’ottobre 2014, poi, l’annuncio che il cantiere, passo dopo passo, stava procedendo. Le stanze regali sono state curate nei minimi dettagli grazie a una tecnica di ricostruzione “scientifica” che ha permesso, attraverso la verifica incrociata degli inventari immobiliari e l’anagrafica dei vari mobili, di ricomporre le stanze proprio come erano in origine. All’appello però mancano ancora parecchi mobili, alcuni di questi però sono già stati individuati.  Novità che ha lasciato e lascia a bocca aperta i visitatori è la biblioteca, stanza tra le più nobili, che all’epoca fungeva da raccordo tra gli ambienti del re e della regina. Sfortunatamente i libri non sono stati recuperati poichè portati via da Margherita ma, al loro posto, si possono ammirare le splendide porcellane. Risale allo scorso aprile, invece, il restauro, a cura della Sovrintendenza milanese (costato 360mila euro) della fontana.  Non solo è stata ripulita, ed effettuato un restyling della grande conchiglia che fa da vasca, ma è stato anche ripristinato il sistema di pompaggio dei giochi d’acqua attivati durante Expo.

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Villa Reale – fontana

TRIENNALE DESIGN MUSEUM – La bellezza quotidiana è nel Belvedere della Villa Reale di Monza. E’ stato inaugurato il 14 dicembre 2014 il Triennale Design Musem. Esposti una selezione di pezzi dalla Collezione Permanente del Design Italiano. Oggi nella neo restaurata Villa Reale c’è un suggestivo spazio con grosse travi in legno e colori caldi custode di oggetti che hanno segnato il gusto di un epoca e, alcuni di essi, anche quello contemporaneo. Oggi a quel sottotetto è affidata la missione di conservazione e valorizzazione del design italiano.

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Villa Reale – Triennale

PRIMO MUSEO DELLA REAL AUMENTATA – E’ assai più recente (giugno 2015) la comunicazione del primo caso in Italia di museo arredato grazie alla tecnologia 3D. Spetta, infatti, alla Villa Reale di Monza il primato del Bel Paese, grazie al ritorno di mobili e suppellettili attraverso la realtà aumentata. La missione iniziata dal Comune e dal Consorzio lo scorso autunno per convincere il Quirinale a restituire almeno una parte dei circa 200 mobili sottratti dopo l’omicidio di Umberto I° nel 1900 e la successiva chiusura della Reggia è fallita. Al no del Colle, però, gli studenti delle scuole superiori monzesi di Accademia+, associazione promossa e coordinata da Nuvolaverde Onlus, Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, Comune di Monza, Confindustria, Camera di Commercio e Confartigianato di Monza e Brianza, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia, hanno deciso di rispondere dando via libera a un nuovo progetto pilota ribattezzato Accademia + grazie al quale è stato possibile riprodurre in 3D parte degli arredi mancanti. Il progetto ha infatti permesso di ricostruire virtualmente una parte dei circa 200 arredi originali che, a partire dal mese di luglio, i visitatori possono ammirare mediante smartphone, tablet e smartglass.

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Villa Reale restaurata – arredi

LE MOSTRE – 365 giorni di grandi eventi culturali. La Villa Reale di Monza nel suo primo anno di apertura ha ospitato, e ospita tuttora, mostre di grandissimo pregio. Per festeggiare la riapertura, dopo i lavori di restauro, è stata allestita la straordinaria mostra di Giorgio de Chirico, la figura artistica più importante e poliedrica del panorama italiano del Novecento. Il 27 settembre 2014 hanno aperto i battenti dell’esposizione “Giorgio de Chirico e l’oggetto misterioso”, promossa dal Consorzio Villa Reale e Parco di Monza in collaborazione con il Comune di Monza, e ideata, prodotta e organizzata da ViDi in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico. Ospite nel Serrone della Villa Reale fino al 1 febbraio 2015, è stata fortemente voluta per inaugurare la stagione delle grandi mostre.

Questo è stato solo il primo tassello di un programma culturale in continua evoluzione. Un fenomeno unico nel suo genere,  a suo modo una pop star, da cui ci aspetta sempre un nuovo “concerto”, un fotografo più unico che raro, per usare solo due parole: Steve McCurry. Il  30 ottobre, la Villa Reale di Monza ha ospitato la grande arte del fotografo americano con una mostra, “Oltre lo sguardo”, che ha lasciato tutti senza fiato.  150 immagini, tra le icone più celebrate e scatti completamente inediti.

E’ stata poi la volta de “Il Fascino e il mito dell’Italia. Dal Cinquecento al contemporaneo”: un progetto ambizioso e affascinante. Attraversando le sale si sono potuti ammirare i capolavori provenienti anche da musei internazionali come l’Hermitage di San Pietroburgo, il Louvre di Parigi e il Prado di Madrid. Divisa in quattro sezioni con un preciso ordine cronologico: in totale 90 opere (capolavori di pittura, scultura ma anche fotografia) provenienti da circa sessanta enti visibili fino al 6 settembre. La mostra non si è limitata a raccontare come l’Italia sia stata vissuta tramite le opere dei protagonisti stranieri, ma ha evidenziato anche il suo ruolo come maestra delle arti e di cultura. Lucas Cranach, Anton Van Dyck, Claude Lorrain, Valentin de Boulogne, Rubens, Gaspar Van Wittel, Angelica Kauffmann, Johann Zoffany sono alcuni degli artisti in mostra che hanno attinto dal nostro patrimonio culturale.

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“Oltre lo sguardo”, Steve McCurry

Il Serrone è ancora teatro per le opere di Kazuyoshi Nomachi. Tra i più grandi fotografi giapponesi, in suo onore è stata allestita alla Reggia di Monza la mostra “Le vie dell’anima”, visibile fino all’8 novembre 2015. Duecento scatti: è la più grande mostra antologica dell’artista.  Nomachi, fotografo documentarista, ha dedicato tutta la sua vita al tema “della preghiera e della  ricerca del sacro”. Per oltre 40 anni, sin dal suo primo viaggio nel Sahara, quando aveva  venticinque anni, ha rivolto la sua attenzione alle più diverse culture del mondo che sono espressione dei popoli che vivono nelle terre più difficili e aspre, affascinato dai grandi spazi e dalla forza di quelle genti.

Ha debuttato lo scorso maggio “La bella principessa” di Leonardo Da Vinci. L’inedita opera del genio italiano, ritratto di Bianca Sforza, è stata presentata al pubblico in anteprima da Vittorio Sgarbi, in qualità di ambasciatore della cultura per Expo. L’opera sarà a disposizione del pubblico fino al 30 settembre prossimo, all’interno degli appartamenti reali di Umberto I e della regina Margherita. Questo capolavoro, attribuito a Leonardo Da Vinci, fa parte di una collezione privata e l’evento rappresenta un’occasione straordinaria, da non perdere. Si tratta di una mostra particolare anche per l’acceso dibattito che ha animato gli storici dell’arte per diversi anni. “La bella principessa” di Leonardo Da Vinci dal 21 maggio scorso, data della sua inaugurazione, ha ammaliato oltre 12mila sguardi. A circa 12.100 ammonta infatti il numero dei biglietti, dall’apertura al pubblico alla prima settimana di agosto, staccati per ammirare il magnifico dipinto nel Padiglione delle Belle Arti per Expo, ospitato alla Reggia del Piermarini.

GESTIONE DELLA VILLA, IL TAR  BOCCIA IL RICORSO DEI COMITATI – Non possiamo, infine, non ricordare l’ultima tappa della controversia nata intorno alla gestione della Villa Reale. Il 12 febbraio scorso il Tar della Lombardia ha bocciato il ricorso del comitato “La Villa Reale è anche mia” sulla gestione della reggia di Monza e sull’appalto di Infrastrutture Lombarde, che contestava sia l’affidamento ad un privato di un bene pubblico sia l’uso commerciale degli spazi monumentali. Il Comitato aveva fatto ricorso nel 2011 con tanto di raccolta firme. Il restauro è stato completato (con una buona parte di soldi pubblici 22 milioni di euro) ed è uno dei rarissimi esempi in Italia di lavori iniziati e terminati entro i tempi previsti. Anche il comitato nel presentare il ricorso non aveva chiesto la sospensiva, per non bloccare i lavori di restauro, ma la recente sentenza ha riconosciuto come modello vincente quello adottato a Monza per recuperare la Villa Reale, un bene che la città rischiava di perdere definitivamente.

 

 

 

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


Commenti

  1. Giusto per ricordarlo, il merito di questa iniziativa è da attribuirsi all’ex Sindaco Marco Mariani, unico personaggio che battagliando per anni sui tavoli di Regione, Consorzio e, soprattutto, Comune di Monza, ha permesso l’inizio di questa meravigliosa storia.
    Ricordiamo come tre anni fa la maggior parte del mondo, politico e non, era contrario a questa iniziativa, compreso l’attuale Sindaco e le 20.000 teste di c___o che hanno firmato quella disastrosa petizione, comitato compreso, che ha cercato di ingannare i cittadini speculando sulla vicenda.

    Tutti, ripeto, tutti i visitatori, i cittadini di Monza (che invito a visitare la Villa, se non l’hanno ancora fatto!) devono essere consapevoli che senza Mariani questo percorso di recupero non sarebbe mai iniziato.
    Impossibile dimenticare gli anni di battaglie in consiglio comunale, per strada, in giunta, nei corridoi, per completare i mille passi necessari per far partire i lavori.

  2. Giusto
    per ricordarlo, il merito di questa iniziativa è da attribuirsi all’ex Sindaco
    Marco Mariani, unico personaggio che battagliando per anni sui tavoli di
    Regione, Consorzio e, soprattutto, Comune di Monza, ha permesso l’inizio di
    questa meravigliosa storia.

    Ricordiamo come tre anni fa la maggior parte del mondo, politico e non, era
    contrario a questa iniziativa, compreso l’attuale Sindaco e le 20.000 teste di
    c___o che hanno firmato quella disastrosa petizione, comitato compreso, che ha
    cercato di ingannare i cittadini speculando sulla vicenda.

    Tutti,
    ripeto, tutti i visitatori, i cittadini di Monza (che invito a visitare la
    Villa, se non l’hanno ancora fatto!) devono essere consapevoli che senza
    Mariani questo percorso di recupero non sarebbe mai iniziato.

    Impossibile dimenticare gli anni di battaglie in consiglio comunale, per
    strada, in giunta, nei corridoi, per completare i mille passi necessari per far
    partire i lavori.

  3. Tutto questo lo dobbiamo sprattutto al Sindaco Marco Mariani ( Lega Nord ).
    La bocciatura del ” Comitato ” ne è la prova : fu il P.D. ad adoperare elettoalmente le argomentazioni idiote di questa gente raccontando ai monzesi che la giunta leghista voleva trasformare la Villa Reale in un Mac Donald.
    Pazienza : l’ anno prossimo li mandiamo a casa.

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