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Speciale Gran Premio di Formula 1 a Monza, una storia lunga quasi un secolo

Speciale Gran Premio di Formula 1 a Monza, una storia lunga quasi un secolo

24 Agosto 2015

Il primo fine settimana motoristico di settembre si avvicina e con esso il Gran premio d’Italia di Formula 1, che rischia di essere il penultimo ospitato dal mitico Autodromo nazionale di Monza.

Il contratto tra Sias, la società che gestisce il circuito, e Bernie Ecclestone, il “padrone” della Formula 1, è in scadenza e si sta trattando per il rinnovo.
Al magnate britannico importa poco o nulla che Monza nell’automobilismo sia ormai sinonimo di tradizione. Quello di quest’anno sarà l’86° Gp d’Italia, l’81° disputato all’interno del più grande parco circondato da mura d’Europa. Portare via la Formula 1 a Monza è come portare via il Concorso ippico Piazza di Siena a Roma o il Torneo di tennis a Wimbledon, con il “piccolo” particolare che il Gp d’Italia è l’evento sportivo nazionale che muove più soldi e tifosi…

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Il fascino delle gare automobilistiche a Monza è cresciuto col tempo di pari passo coi successi delle vetture Ferrari, sorta di Nazionale italiana a motori che vanta tifosi in ogni angolo del pianeta. Ma sono tanti gli aspetti che hanno fatto del Gp disputato nel capoluogo della verde Brianza il più amato dagli appassionati di tutto il mondo, anche più di quello comunque affascinante di Montecarlo. A cominciare proprio dall’aspetto ambientale.

A Monza si corre all’interno del Parco Reale, costituito nel 1805 per volere di Eugenio di Beauharnais, viceré del napoleonico Regno d’Italia, come complemento alla Villa Reale costruita anni prima dal governo austriaco. Un connubio assurdo, avversato già all’epoca della realizzazione dell’autodromo, nel 1922, ma che resiste per ora alle critiche e agli attacchi grazie al grande consenso popolare che il motorismo ha sempre avuto alle nostre latitudini.

A prendere la decisione di costruire il circuito all’interno del parco fu l’Automobile Club di Milano: in soli 110 giorni la pista era realtà. La realizzazione del nuovo impianto fu coordinata dal direttore dell’Aci Milano, Arturo Mercanti, ed esso fu progettato dall’architetto Alfredo Rosselli e costruito dall’impresa guidata dall’ingegnere Piero Puricelli.

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L’autodromo era inizialmente costituito da due anelli che potevano essere utilizzati insieme o separatamente, una pista stradale di 5.500 metri e una pista ad alta velocità di 4.500 metri. A percorrere per la prima volta il giro completo di 10mila metri del circuito furono i piloti Pietro Bordino e Felice Nazzaro alla guida di una Fiat 570 nella giornata del 28 luglio 1922.

La storia dell’autodromo di Monza è contrassegnata da numerosi incidenti mortali, in parte dovuti ai lunghi rettilinei che nel tempo hanno fatto raggiungere ai piloti velocità altissime. Nel 1923 il pilota Ugo Sivocci morì per un’uscita di pista e successivo schianto contro gli alberi dell’Alfa Romeo P1 da lui condotta durante le prove del Gran premio d’Europa. Nel 1928 sul rettilineo d’arrivo del Gran premio il pilota Emilio Materassi perse il controllo della sua Talbot Darracq 700 investendo il pubblico che si trovava a bordo pista. Nel gravissimo sinistro morirono 22 persone e ne rimasero ferite una quarantina. Nel 1931 morì invece il pilota Luigi Arcangeli al volante di un’Alfa Romeo Tipo A durante le prove del Gp. Nel 1933 a inizio Gran premio di Monza, gara di contorno al Gran premio d’Italia, i piloti Giuseppe Campari, Mario Umberto Borzacchini e Stanislas Czaykowski persero la vita uno dopo l’altro per essere passati tutti sopra una macchia d’olio lasciata dalla Duesenberg del Conte Carlo Felice Trossi.

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A seguito di questi incidenti il circuito fu sottoposto a diverse modifiche. Nel 1955, nel corso dell’ultimo giro di una sessione di prove, il pilota Alberto Ascari si schiantò mortalmente contro la curva del Vialone al volante di una Ferrari 750 Sport. Unico testimone del sinistro fu il monzese Tino Brambilla, fratello di Vittorio, il pilota scomparso nel 2001 e al quale di recente è stato intitolato il largo all’ingresso del parco di Porta Vedano. (Leggi qui)

Proprio la curva del Vialone fu ribattezzata curva Ascari dopo la tragedia del 1955. Sei anni più tardi, però, un altro gravissimo incidente portò il lutto nel mondo della Formula 1: durante il primo giro la Ferrari guidata da Wolfgang Von Trips si scontrò con la Lotus condotta da Jim Clark alla staccata della Parabolica e volò contro le reti di protezione uccidendo 15 spettatori. Nel 1970 toccò al pilota Jochen Rindt, che guidava la classifica del Mondiale, perdere la vita durante le prove del sabato. Siccome nessun pilota riuscì a scavalcarlo in graduatoria, a Rindt fu assegnato il titolo postumo. Infine, nel 1978 il pilota Ronnie Peterson fu estratto ancora vivo dalla sua Lotus che prese fuoco al termine di una carambola, ma spirò all’ospedale Niguarda.

Anche il motociclismo ha fatto registrare due vittime: nel 1973 nello stesso incidente morirono Renzo Pasolini e Jarno Saarinen.

Nei 5793 metri del tracciato di Monza si contano ben quattro lunghi rettilinei dove le vetture di Formula 1 superano abbondantemente i 330 chilometri orari. Per questo motivo è soprannominato il “tempio della velocità”. I punti di rallentamento principali sono le varianti Goodyear, della Roggia, Ascari e le curve Biassono, prima di Lesmo, seconda di Lesmo, del Serraglio, Parabolica.

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Il record del circuito è di 1’20”089 con una media di 260,685 chilometri orari ed è stato stabilito nelle prove del Gran premio d’Italia 2004 da Rubens Barrichello. Tale tempo non è però considerato ufficiale perché non stabilito in gara. A proposito di piloti veloci, il recordman di vittorie a Monza è del tedesco Michael Schumacher con ben cinque. Tra i costruttori, in testa c’è la Ferrari con 18 vittorie. Per quanto riguarda le pole position, il recordman è Juan Manuel Fangio con cinque, mentre il giro più veloce lo hanno fatto per tre volte in Gran premi diversi Phil Hill, Jim Clark, Clay Regazzoni, Ayrton Senna, Mika Hakkinen e Kimi Raikkonen.

Proprio quest’ultimo e Sebastian Vettel sono i piloti Ferrari per il 2015, coloro che avranno dalla loro parte il maggior numero di tifosi il 4, 5 e 6 settembre (Tutto il programma lo trovate qui). Purtroppo anche quest’anno non correranno a Monza piloti italiani, dunque non ci sarà la possibilità di aggiornare l’ultimo successo tricolore, ormai risalente al lontano 1966 con Ludovico Scarfiotti.

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Per tutti gli appassionati che vorranno andare a vedere il Gran Premio ecco qui il link per scaricare tutte le brochure dell’area ospitality e  qui il link per acquistare direttamente online i biglietti.

Scelta la postazione da cui vedere il vostro Gran Premio non vi resta che informavi sui parcheggi e le navette di collegamento al circuito [cliccate qui]

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PROGRAMMA

Giovedì – 03 Settembre 2015
16:00 18:00 PUBLIC PIT LANE WALK
(riservata ai possessori di biglietto “abbonamento tre giorni”) (16:30 17:30 sessione autografi piloti)

Venerdì – 04 Settembre 2015
10:00 11:30 FORMULA ONE – FIRST PRACTICE SESSION
14:00 15:30 FORMULA ONE – SECOND PRACTICE SESSION

Sabato – 05 Settembre 2015
11:00 12:00 FORMULA ONE – THIRD PRACTICE SESSION
14:00 15:00 FORMULA ONE – QUALIFYING SESSION

Domenica – 06 Settembre 2015
14:00 16:00 FORMULA ONE GRAND PRIX

Programma completo clicca qui

 

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Camillo Chiarino
Monzese da sempre, ma frequento assiduamente la Brianza perché amo la quiete e la natura. In particolare adoro la Valsesia, la terra dei miei antenati paterni. Giornalista professionista "tuttologo", mi piace scrivere in particolare di politica e sport. Sono tifoso di tutte le squadre cittadine di qualsiasi disciplina e seguo da vicino le partite del Monza 1912, della Vero Volley Monza e della Saugella Monza. A proposito di pallavolo, l’ho praticata per 17 anni in società della zona, ma quando capita non mi tiro indietro a giocare a nulla, soprattutto se l’invito arriva da una esponente del gentil sesso… Mi piace molto navigare in internet, visitare mostre e monumenti e assistere a concerti, in particolare di musica folk e celtica.


Commenti

  1. site admin dice:

    speriamo si concluda l’anno prossimo.

  2. Bel articolo! Complimenti Chiarino!

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