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Monza, parco Varisco: non si arresta la "guerra della recinzione"

Monza, parco Varisco: non si arresta la “guerra della recinzione”

21 Agosto 2015

Recinzioni divelte, coperture in plastica spaccate, viti danneggiate: non c’è pace in questa calda estate per il parco giochi Varisco. Una situazione che va avanti da qualche tempo, tanto da essersi guardagnata l’appellativo di “guerra della recinzione” dai residenti del quartiere.

A portare alla luce la situazione è il Comitato San Fruttuoso 2000: «Si tratta della rete metallica che circonda il parco giochi sul lato lungo via Tazzoli. Da mesi viene sistematicamente aperta, qualcuno di notte entra. Regolarmente il Comune richiude il varco, ma senza un successo definitivo. E con l’estate 2015 possiamo dire che i vandali stanno vincendo, gli interventi di ripristino stanno rallentando».

La rete metallica che circonda il parco giochi Varisco è costituita da pannelli fissati ad aste con agganci di plastica e viti. Qualcuno, nottetempo, regolarmente toglie le viti, oppure spacca la plastica, su due dei tratti della recinzione. «C’è chi dice che si tratta di persone che, sempre di notte, si infilano dentro il parchetto. Si pensa a ragazzi, spesso il mattino si ritrovano bottiglie vuote di birra e cartoni di pizze. Ma nel mese di luglio 2015 una mamma ha rinvenuto una siringa e questo ha suscitato preoccupazione. Non è bello, quando si portano i bambini al parchetto, dover compiere ogni volta un attento giro di perlustrazione, a scanso di brutte sorprese a terra. Il “giallo” inquieta i residenti nel quartiere. Soprattutto perché il parchetto Varisco, rimesso a nuovo di recente, è il più frequentato dai bambini».

Ora in tanti chiedono che il Comune faccia un intervento risolutivo, cambiando gli agganci della rete con elementi più robusti e anti-vandalo.

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Commenti

  1. Il problema è comune a tutti gli altri giardinetti di Monza: le recinzioni adottate di fatto hanno un valore puramente estetico, dato che romperle è un gioco da ragazzi.
    Bisogna fare come a Milano: cancellate in ferro, con doghe ben impiantate nel cemento, alte 2 metri e mezzo e appuntite in cima. Quelle non le violano neanche con i trampoli. Certo, il costo è nettamente maggiore, ma meglio fare un investimento sicuro e duraturo che non continuare a buttare via i soldi in questo modo.
    Nel caso specifico di via Varisco, non capisco com’è che nessuno veda nè senta mai niente: nessun condomio si affaccia sui giardinetti interessati? Nessuno è mai stato disturbato da schiamazzi? Oppure quando vedono o sentono abbassano la tapparella, salvo poi incazzarsi col Comune perchè non vigila?
    Alcuni anni fa, anche nei giardinetti del mio quartiere avevamo una banda di teppistelli, in trasferta dal q.re San Donato, che ogni sera veniva a devastare le strutture (e i segni purtroppo ci sono ancor oggi, dato che nessuna manutenzione è mai stata fatta da allora). Non so quante volte ho chiamato le fdo, offrendomi anche di scendere a testimoniare personalmente contro ciascuno di loro, dato che le facce erano sempre le stesse e sarei stato in grado di identificarli personalmente uno per uno. Ovviamente vi lascio intuire le risposte delle nostre amate “forze del (dis)ordine”!

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