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Seveso ricorda il disastro diossina, oggi il pericolo è Pedemontana

Seveso ricorda il disastro diossina, oggi il pericolo è Pedemontana

10 Luglio 2015

Seveso si prepara a ricordare l’incidente del 10 luglio 1976 alla fabbrica Icmesa di Meda. 39 anni più tardi la volontà è quella di mantenere viva la memoria, ma anche di tutelare il presente: recentemente, infatti, si è tornato a parlare di diossina in relazione con la costruzione dell’autostrada Pedemontana, i cui cantieri avrebbero smosso la terra contaminata, infliggendo un’altra ferita a luoghi e persone già duramente colpiti.

Diverse le iniziative proposte per venerdì. Il coordinamento Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile propone una conferenza presso il centro visite del Bosco delle Querce di via Ada Negri (ore 16.30). Interverranno il sindaco di Seveso Paolo Butti e diversi membri del coordinamento, tra cui Gemma Beretta, Alberto Colombo eGianni del Pero. «L’autostrada Pedemontana potrebbe risollevare il problema diossina – scrivono in un comunicato stampa – e dalle autorità competenti non ci sono ancora notizie certe su come verrà affrontato questo rischio». A seguire (ore 17.15), visita guidata a cura di Legambiente lungo il Percorso della memoria del Bosco delle Querce.

A partire dalle 18.30, inoltre, sarà possibile visitare la mostra “Pedemontana e diossina” presso il centro ricreativo La Petitosa del Parco Dho (ingresso da via dei Castagni). La villa del parco ospiterà anche un concerto: “Il tango della memoria”, a cura di Musicamorfosi e nell’ambito di Suoni Mobili (inizio ore 19.00). 

Il coordinamento No Pedemontana, invece, torna “sul luogo del delitto”, con una serata per rievocare gli avvenimenti del 10 luglio 1976. A partire dalle ore 21.00, in via Icmesa (della vecchia fabbrica è rimasto solo un muro, che ora qualcuno vorrebbe far diventare un monumento), verrà proiettato un video inedito, girato nelle zone evacuate dopo il disastro, e il documentario “Seveso: memoria di parte”. Seguiranno testimonianze e lettura di testi riguardanti la vicenda diossina, con interventi di cittadini e comitati. Sarà anche possibile visitare la mostra “Non si è trattato di un incidente”.

Il 10 luglio 1976 Seveso divenne suo malgrado protagonista di un incidente industriale che ebbe risonanza mondiale. Un’avaria nel sistema di raffreddamento di un reattore chimico della fabbrica Icmesa, del gruppo Hoffmann – La Roche, comportò la formazione di una nube di Tcdd, che fuoriuscì in quantità non ben definita e, spostandosi verso sud, investì il comune di Seveso, oltre a Meda e ai limitrofi Cesano Maderno e Desio, causando malori e dermatosi come la cloracne che colpirono oltre 200 persone, oltre a danni alla vegetazione e la morte di piccoli animali domestici (principalmente galline e conigli). Tuttavia passò una settimana prima che si ammettesse la fuoriuscita della diossina, e un’altra ancora prima che la zona A, la più colpita, venisse evacuata. 

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


Commenti

  1. Al di là degli effetti immediati che si ebbero all’epoca, come la cloracne, sarebbe interessante, 40 anni dopo, vedere la variazione in % rispetto alla media dei malati di cancro tra gli abitanti che vissero quei momenti, nonchè delle mutazioni genetiche.
    Oltre ai fini medici e statistici, costituirebbe un bel monito per coloro che vorrebbero rimuovere le tossine sotterrate per costruire la pedemontana.

    • massimo dice:

      perfettamente d’accordo, un motivo in più per fermare la pedemontana voluta solo per i soliti appetiti…………..

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