Economia

Alcatel: mobilità per 23 persone. E in mensa scatta l’happy hour

Aperta oggi, in concomitanza del primo happy hour aziendale di Alcatel, la mobilità per i 23 lavoratori dell'azienda ancora in cassa integrazione.

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Aperta oggi, in concomitanza del primo happy hour aziendale di Alcatel, la mobilità per i 23 lavoratori dell’azienda ancora in cassa integrazione.

I sindacati e i delegati Rsu di Alcatel hanno definito quello di oggi l’happy hour della vergogna. Per i sindacati è paradassole infatti che proprio nel giorno in cui l’azienda ha deciso di far iniziare il suo appuntamento a cadenza mensile per far socializzare i propri dipendenti, abbia deciso di inviare agli ultimi 23 lavoratori in cassa in deroga a zero ore la lettera di mobilità: “Sono mesi che l’azienda sta facendo pressioni su queste persone negando loro un anticipo del Tfr e non anticipandogli la cassa in deroga, come è solitamente uso fare – afferma Antonio Castagnoli, della Fiom Cgil – questi lavoratori non ricevono quindi più un reddito da mesi e per alcuni di loro è veramente difficile andare avanti: c’è chi ha una famiglia alle spalle che può aiutarli ma c’è anche chi è dassola con figli a carico e non sa come arrivare alla fine del mese.”

La situazione è difficoltosa anche perchè più del 70% dei lavoratori in mobilità ha più di 50 anni, un’età non facile in cui ricollocarsi e trovare un nuovo impiego. Come Maria, che da 30 anni lavora in Alcatel e nelle aziende che la hanno preceduta: “A gennaio sono stata lasciata a casa e ora faccio parte di quei 23 che hanno ricevuto la lettera di mobilità. Da parte dell’azienda abbiamo avuto solo ostruzionismo e nessun tipo aiuto. La società addetta alla ricollocazione non è riuscita a trovare un nuoivo impiego a nessuno di noi. Basterebbe che l’azienda tornasse sui suoi passi come fatto da Micron o anche proponendo dei contratti solidarietà.”

E i contratti di solidarietà o un allungamento della cassa è ciò che chiederanno i sindacati al prossimo incontro dello Sviluppo Economico. Quattro giorni hanno inviato la richiesta a Roma e sono in attesa di avere una data precisa.

“A gennaio potrebbe arrivare la fusione con Nokia e magari aprirsi nuove opportunità di lavoro – conclude Castagnoli – prolungando la cassa fino al nuovo anno potremmo quindi dare una nuova prospettiva a chi oggi rischia di restare a casa.”

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