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Strage migranti: questa sera veglia in Arengario a Monza

Strage migranti: questa sera veglia in Arengario a Monza

20 Aprile 2015

“É uno stillicidio ormai insopportabile quello dei migranti che muoiono in mare. Quello di oggi è numericamente il più grande. Non possiamo stare ne zitti ne fermi davanti a più di 700 persone: in cerca di vita, che vengono inghiottite dal mare”.

Con queste parole associazioni, partiti e sindacati del territorio di Monza e Brianza organizzano per questa sera in Arengario a Monza una veglia di testimonianza: “700 morti: ne zitti ne fermi”.  L’appuntamento è per le ore 20.30 e si invita a portare una candela.

“Una strage ampiamente annunciata. Dopo la chiusura dell’operazione “mare nostrum” che aveva salvato oltre centoventimila persone dalla morte sicura, l’assurda decisione di dar vita all’insufficiente e sbagliata operazione “frontex” ci ha condotti in questa barbaria senza fine  – si legge nel volantino -. E’ l’ora del cordoglio ma anche della responsabilità. Si mettano in atto immediatamente tutte le misure necessarie coinvolgendo l’Unione europea e facendo del territorio un luogo di accoglienza che sappia essere riconosciuto rifugio per coloro che fuggono da guerre e dittature, come prevede la nostra Costituzione che celebreremo il prossimo 25 aprile”.

Il consiglio comunale di Monza in corso in questi istanti (ore 19 ndr) si fermerà per circa un’ora affinchè tutti i consiglieri e l’amministrazione possano prendere parte alla veglia.

 

(ultimo aggiornamento ore 19.11)

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Commenti

  1. Aldilà della solidarietà umana non se ne può più di chi specula per scopi di lucro e di voti ! Ma pensare,in primis,agli italiani che non ce la fanno più no ? Disoccupati-senza occupazione; pensionati;esodati…sono solo un numero che non serve a nulla e che non conta più nulla ? Sempre più schifato…

    • Anzitutto RIP per i defunti.
      Quanto all’accoglienza, di certo non scopro l’acqua calda, ma non mi stancherò mai di dire che questa gente va aiutata a casa loro. Paradossalmente si spenderebbe anche di meno.
      Torniamo alle colonie, non viste come occupazione e sfruttamento, bensì come insegnamento di know how agli stati africani per autogovernarsi. Un affiancamento pro tempore, insomma, ma vincolante, fino a quando non avranno imparato ad autogestirsi.
      Infatti, questi stati hanno proclamato l’indipendenza uno dopo l’altro agli inizi degli anni 60, senza però che esistesse un minimo di coscienza nazionale. I risultati si sono visti: lotte intestine, guerre tribali e massacri tra etnie all’interno degli stessi Paesi, cosicchè le già poche risorse vengono spese per l’arsenale bellico senza lasciare neppure le briciole per costruire quel minimo di servizi sociali che occorrerebbero.
      A tutto questo poi si aggiunge il problema della religione: l’islam non è integrabile col cristianesimo, a prescindere da che il fedele sia un moderato o meno. Da che mondo è mondo, infatti, la miglior forma d’integrazione è il matrimonio: ma loro non ammettono che una donna islamica sposi un uomo cristiano (se lo fa in modo laico, per la loro cultura, è passibile di pubblico ludibrio se non addirittura di morte), in tal modo la società potrà solo islamizzarsi. Quindi assoggettamento, non integrazione. E ve ne accorgerete quando cominceranno ad eleggere i loro rappresentanti in Parlamento e nelle pubbliche istituzioni. I buonisti a tutti i costi sono attesi al varco.

    • Anzitutto RIP per i defunti.
      Quanto all’accoglienza, di certo non scopro l’acqua calda, ma non mi stancherò mai di dire che questa gente va aiutata a casa loro. Paradossalmente si spenderebbe anche di meno.
      Torniamo alle colonie, non viste come occupazione e sfruttamento, bensì come insegnamento di know how agli stati africani per autogovernarsi. Un affiancamento pro tempore, insomma, ma vincolante, fino a quando non avranno imparato ad autogestirsi.
      Infatti, questi stati hanno proclamato l’indipendenza uno dopo l’altro agli inizi degli anni 60, senza però che esistesse un minimo di coscienza nazionale. I risultati si sono visti: lotte intestine, guerre tribali e massacri tra etnie all’interno degli stessi Paesi, cosicchè le già poche risorse vengono spese per l’arsenale bellico senza lasciare neppure le briciole per costruire quel minimo di servizi sociali che occorrerebbero.
      A tutto questo poi si aggiunge il problema della religione: l’islam non è integrabile col cristianesimo, a prescindere da che il fedele sia un moderato o meno. Da che mondo è mondo, infatti, la miglior forma d’integrazione è il matrimonio: ma loro non ammettono che una donna islamica sposi un uomo cristiano (se lo fa in modo laico, per la loro cultura, è passibile di pubblico ludibrio se non addirittura di morte), in tal modo la società potrà solo islamizzarsi. Quindi assoggettamento, non integrazione. E ve ne accorgerete quando cominceranno ad eleggere i loro rappresentanti in Parlamento e nelle pubbliche istituzioni. I buonisti a tutti i costi sono attesi al varco.

  2. Che ipocrisia, che faccie “di palta”, come si dice dalle nostre parti. Che falsità, che vuoto totale. Leggo “coinvolgendo l’Unione europea e facendo del territorio un luogo di accoglienza che sappia essere riconosciuto rifugio per coloro che fuggono”.

    Mai signori che parteciperanno questa sera alla manifestazione, giusto per curiosità, oggi che partito voterebbero? O meglio, per avere un pensiero più evoluto, che “idea” di gestione dell’immigrazione appoggerebbero”?

    L’Unione Europea non ha mai fatto nulla e mai farà nulla. Schifosi burocrati che sanno solo fare dichiarazioni indignandosi per l’accaduto. Grazie al cavolo!
    Accogliere senza limiti ogni forma di immigrazione non risulta sostenibile. Se arrivassero due milioni di profughi, cosa facciamo, li accogliamo tutti? Dove li mettiamo? Con quali soldi? Con quali prospettive?

    Anni fa ho conosciuto una persona che con 5.000 euro costruiva dei pozzi in Africa. Un Villaggio, dotato di pozzo, era in grado di coltivare la terra. La gente aveva di che mangiare e vendeva il surplus. Con i soldi ricavati costruiscono scuole cosi i bambini non fanno più 20 km a piedi. Scuola significa istruzione, istruzione combatte ignoranza, senza ignoranza queste persone cessano di essere vittime in balia degli sfruttatori delle tratte.

    Questo è solo un piccolo esempio, mica il problema lo si risolve solo con i pozzi, ma sarebbe qualcosa di CONCRETO, più utile di mille parole, manifestazioni, candeline accese in Arengario che NON SERVONO A NULLA!!!

    La gente muore nel mare perché noi permettiamo loro di venire. LA COLPA E’ NOSTRA. L’unica soluzione è NON FARLI PARTIRE. Non ingannarli con false prospettive. Aiutarli nei loro paesi, per quanto possibile.

    Dico per quanto possibile perché quando vedo un anziano nel mio quartiere, che ha lavorato una vita, che dorme praticamente su un asse di legno perché non ha soldi per cambiare un materasso, e poi paghiamo l’albergo a gente che (Palermo, dieci giorni fa) rifiuta sistemazioni in periferia e li vuole in centro città, mi girano parecchio i coglioni.

    • Noi Italiani,intanto,continuiamo nel cammino del declino,della fame e della paura…..a Gerno ( vedesi Lesmo ) è notizia di qualche giorno che un uomo è stato contagiato dalla tubercolosi…ma vi rendete conto o no del pericolo che stiamo già affrontando ?

  3. Ratteo Menzi dice:

    classiche iniziative buoniste (comunque miti in confronto a quanto avvenne per charlie hebdo) muoiono ogni giorno circa 30mila persone per fame perchè fare una veglia solo per queste 700?

    cercate di consumare meno piuttosto. il consumismo è una delle cause di queste morti.

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