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Monza, recupero ex Macello: l'iter riparte dall'anno zero

Monza, recupero ex Macello: l’iter riparte dall’anno zero

11 Aprile 2015

Anno zero per l’area ex macello di Monza. Anni e anni di polemiche e progetti faraonici per recuperare una delle zone abbandonate più suggestive della città sono oramai evaporati sotto l’effetto di una causa civile che ha condannato l’amministrazione comunale a risarcire oltre due milioni di euro alla società che si era aggiudicata la riqualificazione (senza però ricevere in consegna l’area).

Una causa che ha scatenato nuovi veleni, ma che, secondo il sindaco, Roberto Scanagatti, ha consentito anche al Comune di tornare ad avere totale disponibilità del lotto. E a iniziare una nuova progettazione partendo da zero. Magra consolazione di fronte al tempo e ai soldi sprecati in anni di chiacchiere. Tuttavia, il primo cittadino ci crede. Senza dimenticare gli errori del passato. Anzi, facendone magari tesoro, ha infatti dato via libera a una serie di incontri, riunioni e tavoli di confronto sul futuro delle aree dismesse di Monza che culmineranno sabato 11 aprile con un convegno in Villa Reale dal titolo “Patto tra Comuni e imprese per il recupero delle aree dismesse”.

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E l’area dell’ex macello, abbandonata a se stessa dalla metà degli anni Settanta, al centro di mille piani di recupero sempre abortiti, è in cima alla lista. “Stiamo cercando di coinvolgere più esperti possibile sul tema – ha spiegato il sindaco -. Non siamo in grado di far partire i lavori di recupero dell’area per ovvi motivi economici. Ma iniziando a parlarne, a presentare nuove idee, magari si riescono anche a trovare sponsor in grado di finanziare i cantieri”.

All’urban center, pochi giorni fa, l’amministrazione comunale ha aperto una mostra dedicata proprio all’area ex macello. Si tratta della tesi di laurea realizzata da due architetti del Politecnico di Milano che hanno posto l’accento sulle grandi potenzialità del terreno (per maggiori informazioni clicca qui). L’interesse del mondo accademico ha ovviamente stimolato l’amministrazione. In particolare l’assessore all’Urbanistica, Claudio Colombo, che aggiunge: “L’area costituisce un bene prezioso per la nostra città, attualmente in gran parte dismessa e in stato di notevole degrado ma ricca di potenzialità. Il nuovo documento di piano ha dato alcune indicazioni, sulle quali vogliamo aprire una discussione pubblica e partecipata”.

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Riccardo Rosa
Monzese di nascita, ma sogno California. Amo le serie tv americane e lo streaming (legale) oltre ad un'insana passione per la cara vecchia Inter. Ho 47 anni, ma nell'animo mi sento un 18enne, sempre alla ricerca di nuove esperienze con la mia nuova bicicletta fiammante. Ah già, dimenticavo: da anni sono un giornalista e con le lettere e il punto e virgola ho un rapporto viscerale. Cosa mi manca? Un biglietto aereo sempre pronto per i mari del Sud.


Commenti

  1. Porca miseria, buttare nel cesso 2 milioni in questo modo fa proprio girar le scatole! E poi ti dicono che non ci sono soldi nemmeno per riasfalatare una buca su una strada.
    Consiglio a Scanagatti di non prendere nessuna decisione fino alla scadenza del suo mandato, alla quale ormai non manca molto. Perchè se alle prossime elezioni dovesse vincere la destra, la delibera dell’attuale giunta verrebbe stravolta per l’ennesima volta, con le ennesime penali da pagare alla ditta aggiudicatrice dell’appalto.

  2. Maximus dice:

    E bravo Sindaco !
    Due milioni di nostri soldi buttati nel cesso.
    Continua a far venire clandestini a Monza , mi raccomando.
    Loro si che sono una risorsa.

  3. Veramente un schifo continuo ; questa giunta sta battendo tutti i primati negativi del passato.

  4. Scusate, ma dall’articolo non mi è chiara una cosa:
    per quale motivo c’è stata una causa civile contro l’amministrazione comunale? E quale è stata l’amministrazione che evidentemente ha commesso un errore che ha comportato il risarcimento di due milioni? Giusto per capire a chi dare le giuste responsabilità. Visto che le amministrazioni cambiano e che i tempi della giustizia sono lunghi, non è detto che chi paghi sia anche chi ha commesso l’irregolarità.
    Chiedo quindi cortesemente al giornalista di darci anche queste informazioni, se possibile. Grazie

    • Breve cronistoria della faccenda (parlo solo dei tempi recenti, tralasciando vicende più vecchie di 10 anni):

      Giunta FAGLIA: sotto campagna elettorale, montano un grande cartello che da sulla rotonda con l’annuncio del progetto di riqualificazione dell’area. In realtà si tratta solo di un “render” messo sul cartellone, visto che il Progetto non è stato fatto, non è passato ne per la giunta ne per il consiglio comunale, ne prevede alcuna copertura economica.

      Giunta MARIANI: all’inizio del mandato inizia la “raccolta di idee” su come meglio riqualificare quell’area. Ci sono varie idee di progetto ma ne viene scelto, ed approvato per le vie ufficiali, uno. In particolare, il progetto vincente prevede il recupero delle strutture di pregio (le “arcate” in ferro facenti parte dell’expo di primi novecento) e l’abbattimento di quelle non tutelate. Sono previste aree residenziali, commerciali, un’area “food” di particolare pregio (tipo ristoranti messi nell’ex mercato coperto di Firenze, per chi lo conosce), verde pubblico, sale pubbliche (per riunioni, per associazioni, sala registrazione musicale), skate park. E’ prevista la copertura economica ed l’azienda in questione si aggiudica i lavori.

      Giunta SCANAGATTI: come per molti altri progetti approvati dalla Giunta Mariani (recupero ex fiera, rotonda in largo mazzini, ecc.) si decreta il blocco dei progetti per sostituirli con progetti targati “giunta scanagatti”, con tutti i ritardi e le conseguenze economiche del caso.

      Spero di essere stato esaustivo (seppur estremamente sintetico).

      • Chiedevo informazioni al giornalista proprio per evitare commenti o interpretazioni di parte.
        Comunque grazie.
        Non metterei tutto sullo stesso piano però: mi pare che gli interventi in Largo Mazzini (visto che è citato insieme ad altro) sia stato efficace e molto più economico di altri progetti.
        Sarebbe bello iniziare a valutare i lavori per il risultato che si ottiene e non per il colore politico di chi lo fa eseguire.
        Saluti.

  5. Oggettivamente l’attuale soluzione di Largo
    Mazzini risulta la più economica. Sul fatto che sia la migliore, non sono
    affatto daccordo, cosi come non sono daccordo che funzioni benissimo. Le code
    sono state ridotte (non annullate però!), ma il prezzo dell’economicità è il
    disagio, veramente notevole, del fatto che sia stato eliminato il passaggio
    diretto verso via Azzone Visconti. Da Via Manzoni – Cavallotti, è necessario
    effettuare un giro veramente assurdo per raggiungere la direttrice Azzone Visconti.

    La soluzione della rotonda avrebbe invece consentito l’accesso a tutte le vie,
    da tutte le vie. Inoltre avrebbe evitato l’assurda situazione, che veramente
    non comprendo (spero sia un semplice errore in fase di soluzione) del verde
    all’attraversamento pedonale in via Manzoni non appena scatta il verde per le
    auto che provengono da via Azzone Visconti (che partono e si fermano 20 metri
    dopo, proprio al semaforo di Via Manzoni).

    Ecco, diciamo che l’onesta è necessaria da entrambe le parti! Io voto sempre per
    la situazione migliore, non per la più economica. Anche l’interramento di Viale
    Lombardia ha creato disagi, ma oggi (a parte l’orrenda sistemazione della
    superficie) nessuno dei residenti vorrebbe tornare alla vecchia soluzione.

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