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Condannato a 10 anni il padre rapitore di Emma. Alice Houda: "Ma non so dove sia" - MBNews
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Condannato a 10 anni il padre rapitore di Emma. Alice Houda: “Ma non so dove sia”

E' stato condannto a dieci anni di reclusione per sequestro di persona e sottrazione di minore, per aver strappato la piccola Emma Houda dalle braccia di sua madre, nel 2011.

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E’ stato condannto a dieci anni di reclusione per sequestro di persona e sottrazione di minore, per aver strappato la piccola Emma Houda dalle braccia di sua madre, nel 2011.

Mohammed Kharat, di cui non si hanno più notizie da mesi, è stato processato e condannato in contumacia.  La sentenza è stata pronunciata dal Tribunale di Monza  a quasi quattro anni dal rapimento. Il Tribunale ha inoltre rinviato gli atti alla Procura perchè valuti un’eventuale aggiuntiva incriminazione per sottrazione di minore a scopo di estorsione.

La vicenda di Emma è iniziata nel 2011, quando Alice Rossini ha deciso di chiudere la relazione con Kharat. L’uomo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, ha lasciato la loro casa di Vimercate (Monza) portandosi via la bambina che allora aveva ventuno mesi. Grazie alla complicità di un’altra donna che sembra sia riuscita a spacciarsi per la madre della piccola, Kharat è riuscito ad espatriare.
Da allora Alice Rossini non si è data pace. La sua storia è divenuta virale su tutti i social network, soprattutto quando la donna ha lanciato la campagna “Io sono Houda Emma”, per raccogliere l’attenzione dei media. La Rossini è poi volata al confine tra Siria e Turchia, a fine settembre 2014 e insieme ad una troupe delle “Iene” è riuscita ad incontrare Kharat. E’ stato in quell’occasione, secondo quanto raccontato dalla donna, che l’uomo ha avanzato l’ultima richiesta economica, trecentomila euro per restituirle sua figlia. Poi è sparito.

Un piccolo successo, abbiamo ottenuto un precedente che possa impedire ad altri di farsi venire la malsana idea di rapire i figli e portarli all’estero. Adesso mi aspetto qualcosa da parte del Governo italiano, che finalmente prenda atto che mia figlia sia in giro con un rapitore e non un padre”. E’ il commento di Alice Rossini, subito dopo la condanna. “L’ultima volta che l’ho sentita è stato quando sono andata in Turchia a settembre, sperando di poterla riabbracciare. Abbiamo parlato al telefono, in arabo, mi ha detto che gli mancavo che voleva tornare a casa, ma ovviamente non è accaduto. Sono riuscita ad incontrare lui ma la bimba non c’era. Per l’ennesima volta mia figlia si sarà sentita abbandonata da sua madre.” E da allora Alice Rossini non sa più nulla della sua bambina “E’ sparito, non si è fatto più sentire, non so dove siano. Ha sempre richiesto soldi e il ritiro delle denunce, questo gli interessa. Mi aspetto anche la condanna per estorsione”.

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