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Aree dismesse, patto fra Comuni e costruttori per fermare il degrado

Aree dismesse, patto fra Comuni e costruttori per fermare il degrado

14 Aprile 2015

Un fondo di sostegno agli interventi di recupero di vecchie aree dismesse e l’adozione di misure di sostegno per gli operatori del settore: sono queste le due proposte principali emerse dal convegno svoltosi sabato scorso nel salone d’onore della Villa Reale a Monza sul tema delle aree industriali abbandonate e inquinate.

L’incontro, organizzato da Assimpredil e Ance Lombardia, si è concluso con la firma di un protocollo d’intesa, che oltre al fondo e alle misure di sostegno prevede anche la costituzione di un tavolo di confronto fra tutte le parti, vale a dire fra Comuni e Imprese che sono i due principali protagonisti.

I numeri dicono che in Lombardia ci sono la bellezza di otto milioni di metri quadrati di aree dismesse nelle tre Province. Le aree dismesse sono 139 in Provincia di Milano, pari a una superficie di 6,6 milioni di mq, 40 in Brianza, pari a 1,3 milioni di mq, e 21 nel lodigiano, per una superficie pari a 451 mila mq.

“Il protocollo ha il significato che Comuni e costruttori convengano che il tema del consumo di suolo è reale – ha spiegato Claudio De Albertis, presidente di Assimpredil – Ace -. E che quindi bisogna semplificare insieme le procedure affinché diventi possibile utilizzare vecchi edifici e aree dismesse”. Monza sul fronte aree dismesse è da anni al centro dell’attenzione. Come in molte altri grandi città, i lotti abbandonati e degradati non mancano  e proprio recentemente è tornato alla ribalta il recupero dell’ex Macello Comunale.

“Siamo all’anno zero – ha commentato il primo cittadino, Roberto Scanagatti -. L’area è tornata nella disponibilità dell’amministrazione e stiamo cercando di porre le basi per un nuovo piano di recupero”. Fra le varie opzioni che il convegno conta di avviare compaiono il fondo nazionale o regionale le misure di sostegno. Vale a dire: sconti sugli oneri di urbanizzazione o concessioni sugli indici volumetrici.

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Riccardo Rosa
Monzese di nascita, ma sogno California. Amo le serie tv americane e lo streaming (legale) oltre ad un'insana passione per la cara vecchia Inter. Ho 47 anni, ma nell'animo mi sento un 18enne, sempre alla ricerca di nuove esperienze con la mia nuova bicicletta fiammante. Ah già, dimenticavo: da anni sono un giornalista e con le lettere e il punto e virgola ho un rapporto viscerale. Cosa mi manca? Un biglietto aereo sempre pronto per i mari del Sud.


Commenti

  1. mettere politica e costruttori insieme , non e’ altro che l’ennesimo atto di una cementificazione selvaggia del territorio..cosa che e’ stata fatta fino adesso.Che cosa sono i piani per migliaia di appartamenti di pzaale virgilio ed ex feltrificio scotti?? non e’ recuperare il dismesso, ma semplicemente costruirci sopra.
    Se non fai verde pubblico e’ solo altro scempio urbanistico. Altro che recupero…la spartizione delle clientele e delle coop

  2. Cippo Pivati dice:

    politica e costruttori… che simpatico connubio… per loro recuperare un’area dismessa significa convertirne uno sputo a verde e per il resto su palazzoni come hanno fatto a cederna… ah ovviamente rimarranno invenduti anche perchè la popolazione è sempre la stessa e la gente è sempre più in difficoltà (nonostante le menzogne del PD).

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