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Monza, murales di corso Milano: come nasce #video e cosa significa

Monza, murales di corso Milano: come nasce #video e cosa significa

18 marzo 2015

 “Foresta urbana” è così che si chiama l’opera di Matteo Capobianco in arte Ufocinque che ha ridato decoro urbano al sottopasso di corso Milano a Monza. 

A distanza di circa una settimana dal termine dei lavori l’artista spiega la poetica dell’opera. Un progetta di diffusione culturale e riqualificazione urbana sponsorizzato dal comune di Monza denominato Recover e che proseguirà in altri nove punti degradati della città.

“La natura rinasce su muro, si ricrea un legame con il terreno che sta dietro alle pareti,  dalla quale nasce il sottopasso pedonale dipinto” – scrive l’artista in una nota alla stampa che aggiunge – “Là, dove il processo di urbanizzazione ha portato via la natura l’artista va a “bucare” le superfici con dei grigi, che man mano che scuriscono danno vita a intrecci di rami, facendo scorgere un paesaggio naturale immutato, mentre in primo piano si ripresentano le sagome degli alberi, tutti interi, bianchi, che avvolgono la quasi totalità dell’ambiente”.

“Il tutto tende all’astrazione, le forme sono idealizzate, la scelta di eliminare i colori è un elemento fondamentale della ricerca di Matteo Capobianco negli ultimi anni, una scelta che vuole contrastare l’effimera sovrapposizione di luci e colori accattivanti dei media e della pubblicità, per creare un ponte con il proprio inconscio. L’ artista ricrea un analogo legame che esiste tra le differenti tecniche dei sui lavori, alberi – carta, dal principio, la materia prima, al risultato, il prodotto”. – si legge sempre nella nota che concludendo aggiunge – “Foresta urbana è come un ritorno alle radici del proprio lavoro, e un invito a immergersi nell’immaginario delle sue scenografie rappresentate in scala di grigi, ricreando gli effetti dati dai layer di carta che si sovrappongono nelle sue installazioni”.

Un tunnel che in qualche modo diventa anche un luogo della coscienza, dove chi entra è portato a pensare. L’opera artisticamente molto valida, lascia solo un dubbio (di cui abbiamo già scritto qui): se sia veramente adatta a quel luogo. Un giudizio che lasciamo a voi lettori…

Ricordiamo che Matteo Capobianco realizzerà una mostra personale “Charta” che verrà inaugurata sabato 28 Marzo alle ore 19 al Grauen studio in Via Tofane 1 a Monza, lungo la ciclabile del canale Villoresi, dove verranno presentati lavori inediti che spazieranno dalla pittura, al paper cut, fino all’installazione.

 

 

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Commenti

  1. laura dice:

    in effetti mancava un po’ di grigio in quel sottopasso!!….. forse un luogo di per sè abbastanza inquietante o quantomeno infelice andava studiato diversamente. senza mettere in discussione i risvolti psicologici e formali di questo genere di arte, che ciascuno può condividere o no, avrebbero potuto scegliere una decorazione/dipinto decisamente più vivace, più ‘urbana’ e meno psicologica

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