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Scopri il cammino di San Pietro: a piedi da Seveso a Milano

Scopri il cammino di San Pietro: a piedi da Seveso a Milano

24 Febbraio 2015

Tutti conoscono il cammino di Santiago, molti hanno sentito parlare della via Francigena, il fascio di strade che collegava tutta Europa a Roma. Ma pochissimi sanno cosa sia il cammino di San Pietro: la strada che Pietro da Verona (al secolo Pietro Rosini) avrebbe dovuto percorrere a piedi per raggiungere Milano partendo da Como. Non ci arrivò mai: venne assalito e ucciso. Era il 1252, e Pietro, nominato inquisitore da papa Innocenzo IV l’anno precedente, si trovava all’incirca a metà strada, a Seveso (c’è una cappella lungo la Comasina, tra Barlassina e Seveso, che lo ricorda).

Oggi l’associazione comasca di volontariato culturale Iubilantes propone di riscoprire quel cammino, prolungandolo fino a Milano, nell’ambito di un programma di valorizzazione delle “Vie Francigene e Vie Storiche di Lombardia e d’Italia”. «Pietro da Verona sarebbe dovuto arrivare fino alla chiesa di Sant’Eustorgio a Milano – spiega Ambra Garancini, presidente di Iubilantes -. Avrebbe seguito all’incirca il percorso della cosiddetta Comasinella: un percorso che, oggi, è inurbato». La strada storica andrebbe sviluppata, ma, muovendosi lungo le vie meno trafficate, diventerebbe un’importante risorsa per una mobilità dolce e sicura e per la valorizzazione dei centri storici dei comuni attraversati: Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago, Varedo, Paderno Dugnano, Cusano Milanino e Cormano Brusuglio, prima di arrivare, finalmente, a Milano. Sempre seguendo il principio della greenway: in qualsiasi punto deve essere possibile poter prendere un mezzo pubblico per tornare indietro.

«Ci occupiamo del cammino di San Pietro dal 1999, l’anno in cui andammo a Roma a piedi da Como – racconta Garancini -. A mio parere, come cittadino devo poter essere in condizione di muovermi a piedi da casa mia per raggiungere qualunque meta. Ora stiamo lavorando, con il supporto delle amministrazioni, per creare il cammino fino a Milano. Dovremmo arrivarci in autunno: e dopo, continuarlo a sud, fino a raggiungere Roma». Un obiettivo importante, tanto più che il progetto prevede anche di creare un collegamento con Coira, nel cantone dei Grigioni in Svizzera, tramite il valico dello Spluga. «È il punto di partenza perché diventi una realtà sul territorio – commenta Garancini -, con la possibilità concreta di un ritorno di tipo turistico».

Domenica 15 febbraio si è tenuto il primo test sulla seconda parte del cammino, dal santuario di San Pietro Martire a Seveso fino alla chiesa di Santa Giustina ad Affori. «La giornata era perfida, il tempo ha scoraggiato molti – racconta sempre la presidente di Iubilantes -. Ma siamo riusciti comunque a controllare la segnaletica leggera che segue il percorso, e domenica 15 marzo vorremmo ripetere l’esperienza, per riposizionare gli adesivi e renderli più visibili. Abbiamo intenzione di ripetere periodicamente il cammino, anche per renderlo noto ai cittadini». Tra i punti di interesse dei vari centri attraversati sono già stati selezionati, tra gli altri, Palazzo Arese-Borromeo per Cesano, le ville Agnesi-Mariani-Radice-Fossati e Erba-Odescalchi-Scotti per Bovisio e la Bagatti-Valsecchi per Varedo, la chiesa della Madonna del Pilastrello a Paderno, e villa Imbonati-Manzoni a Cormano.

Per informazioni e prenotazioni sulla prossima uscita:  tel. 031 279 684 – cell. 347 741 86 14 – e-mail [email protected]

In apertura, i giardini del seminario a Seveso, collegati al complesso del santuario dedicato a San Pietro

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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