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Monza, ragazzina picchiata in centro: la salvano in tre (tra l'indifferenza generale)

Monza, ragazzina picchiata in centro: la salvano in tre (tra l’indifferenza generale)

19 Febbraio 2015

Presa a spintoni, per i capelli, buttata a terra, un atto di bullismo al femminile in piena regola. Il tutto sotto gli occhi di passanti indifferenti nella centralissima via Manzoni a Monza. Il tutto all’ora di pranzo che pullula di auto e passanti.

A salvare un’adolescente dalle botte delle compagne di scuola, sono stati tre impiegati brianzoli.  «Stavo andando a pranzo con i miei colleghi, martedì poco dopo le 13, quando nei pressi della fermata degli autobus ho visto due ragazzine che picchiavano una terza, con una cattiveria inaudita – racconta B.G, 30 anni – io e i miei colleghi abbiamo accelerato il passo e nel frattempo abbiamo assistito ad un’indifferenza da non credere. Auto che rallentavano per guardare e poi andavano via e passanti che buttavano l’occhio ma non facevano nulla».

Pochi passi e i tre impiegati hanno liberato la ragazzina dalle grinfie delle altre due «Avranno avuto massimo quattordici anni – prosegue B.G. – le abbiamo divise e abbiamo detto che avremmo chiamato i carabinieri, così le due bulle sono scappate. La ragazzina piangeva, ci ha raccontato di essere bersaglio delle stesse ragazzine da tempo, a scuola e fuori, così abbiamo chiamato sua madre perché la venisse a prendere. Ci ha detto che il motivo delle botte di quella mattina era il suo rifiuto da consegnare loro soldi e gomme da masticare. Al di là dell’aggressività delle altre due, ci ha sorpreso il non reagire delle decine di adulti che erano di fianco a loro durante al pestaggio e non hanno fatto niente». Non è ancora noto se madre e figlia, in seguito all’episodio, siano andate a sporgere denuncia.

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Valentina Rigano
Nata a Milano nel '78', cresciuta in provincia di Monza e Brianza, sangue siculo-austro-serbo-toscano nelle vene, mi sento cittadina del mondo grazie alla passione per i viaggi passatami dai miei genitori. Studente irrequieta, ho scoperto la meraviglia del ricercare la verità degli accadimenti nel 2001. Grazie a un coraggioso direttore, ho iniziato dalla "cronaca di un marciapiede rotto", per arrivare a nera e giudiziaria passando dallo sport in tv, approdando alla famiglia MB News oltre che a collaborazioni con un'agenzia di stampa ed un quotidiano nazionali. Scrivere è la mia passione, un lavoro e anche un po' una missione:). Amo tutte le forme di sport e nel tempo libero mi rilasso in lunghi giri in auto cantando Ligabue a squarciagola o leggendo un buon libro spaparanzata in qualche parte del mondo, meglio se ci arrivo su un'auto senza finestrini o facendo l'auto stop! Mi direi "cronicamente combattiva, femminista progressista che rovescia le tazze di caffè e inciampa costantemente nei gradini e che sogna un faro circondato dal mare in tempesta dove scrivere libri...Un sacco di gradini per cadere"!!


Commenti

  1. Clara Tiengo dice:

    io lo detto e lo farò, oggi come oggi è impossibile mandare in giro i figli che non sanno difendersi, la mia come ha l’età gli farò fare o arti marziali o qualcosa che comunque le permetta di difendersi.

  2. cittadino dice:

    quante balle. questi episodi ci sono sempre stati, solo che anni fa non c’era il “web” e non se ne parlava…comunque bisogna togliere i figli dalla campana di vetro se no vengono su dei perfetti bambascioni.

  3. cittadino dice:

    ecco giusto tienili sotto la campana di vetro.Nel frattempo, insegna loro la lingua italiana..l’HO detto si scrive con l’ H , questa sconosciuta SILLABA.

  4. Clara Tiengo dice:

    ma infatti io la sto educando in modo che non si comporti mai da bulla, ma essendoci passata io stessa, (che volevo fare karate e mia madre non me lo ha permesso perché non gli piaceva), mi sono ritrovata a subire spesso atti di bullismo e non riuscivo a difendermi, mia figlia non deve fare questa fine, usare la forza solo quando serve, è questo che insegnano nelle arti marziali ed è quello che sto insegnando a mia figlia, solo per difendersi o per difendere chi ne ha bisogno.

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