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Ceriano, piazza per i “Martiri di Odessa” prefetto si oppone e monta il caso

Ceriano, piazza per i “Martiri di Odessa” prefetto si oppone e monta il caso

5 Febbraio 2015

La piazza intitolata ai “Martiri di Odessa” a Ceriano Laghetto continua a far discutere e sulla vicenda si è opposto anche il prefetto.

Già nei giorni scorsi si era assistito a un botta e risposta a mezzo stampa fra il primo cittadino di Ceriano, Dante Cattaneo, e l’ambasciatore ucraino in Italia, Yevhen Perelygin, che aveva espresso le sue rimostranze su più punti della delibera comunale e chiesto l’intervento del Prefetto Giovanna Vilasi.

La comunicazione da parte del prefetto non si è fatta attendere. Giovanna Vilasi in un documento inviato al sindaco Dante Cattaneo ha chiesto la cancellazione del nome del piazzale dedito a parcheggio davanti all’ufficio postale.. «Le intitolazioni non possono essere riferite a persone che non siano decedute da almeno dieci anni ed è facoltà del Ministero dell’Interno consentire la deroga, in casi eccezionali, quando si tratti di persone che hanno bene meritato per la nostra Nazione» si legge nella nota che precisa inoltre come «Per quanto riguarda poi l’intitolazione di un piazzale “Ai martiri di Odessa”, si sottolinea che i riferimenti nella motivazione a fatti accaduti di recente non permettono il rilascio dell’autorizzazione, come opportunamente dispone la normativa di riferimento».

Motivazione non condivisa dal sindaco Cattaneo che dichiara «Siamo consapevoli che per intitolare vie o piazze a persone, queste debbano essere decedute da almeno dieci anni, salvo possibilità di deroga. Quello che invece appare strano è intendere che questo vincolo dei dieci anni, non valga solo per le singole personalità a cui intitolare una piazza, ma anche per una moltitudine di persone vittime di un fatto tragico. Gli esempi in questo senso sono molteplici e significativi (Caduti di Nassiryia – 11 settembre…). Insomma la norma dei dieci anni non si applica quando si tratta di eventi, per così dire, collettivi, e che non vedono comunque un preciso riferimento a singoli personaggi o almeno così è stato sinora in diversi Comuni, anche della Brianza».

Fra le motivazioni della Prefettura oltre al riferimento temporale c’è di più «Ceriano Laghetto | Piazza Martiri di Odessa | Lettera del Prefetto al sindaco
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Si rappresenta peraltro la non opportunità di riferimenti ad accadimenti recenti, ancora al vaglio della magistratura ucraina, e che hanno determinato le rimostranze dell’ambasciatore d’Ucraina in Italia», che ha scritto alla prefettura il 30 gennaio. Sulle responsabilità della tragedia di Odessa del 2014 sta infatti facendo luce la magistratura ucraina, punto sottolineato dal diplomatico che in un’intervista di qualche giorno fa a un quotidiano locale ha definito l’intitolazione della piazza “un atto manipolato da forze politiche che appoggiano l’iniziativa russa”.

Ma è proprio l’intervento di Yevhen Perelygin che Cattaneo considera «Ceriano Laghetto | Piazza Martiri di Odessa | Lettera del Prefetto al sindaco
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inaccettabile»: «Ceriano Laghetto | Piazza Martiri di Odessa | Lettera del Prefetto al sindaco
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In questo caso il Prefetto non si limita ad un mero giudizio tecnico, ma giudica inopportuno dedicare una piazza ad un determinato evento. Ma da quando un ambasciatore di una nazione estera può interferire direttamente rispetto all’iter amministrativo di una delibera, chiedendo esplicitamente al Prefetto di revocare la decisione di un Sindaco e di una Giunta?».

Sulla questione il primo cittadino ha chiesto l’intervento anche del consigliere provinciale Andrea Monti, che già nei giorni scorsi si era interessato alla vicenda spalleggiando il compagno di partito (Lega Nord) approfondendo l’argomento sul suo blog. Oggi con un nuovo post il consigliere ha voluto anche lui riprendere e commentare la decisione del prefetto: «Ma da quando un ambasciatore di una nazione estera può interferire direttamente rispetto l’iter amministrativo di una delibera? E da quando, soprattutto, le rimostranze di un ambasciatore vengono fatte oggetto di un richiamo ad un Sindaco? Questo comportamento lo trovo davvero grave, un infortunio che sta bene a testimoniare la pochezza di un’Italia che ormai assomiglia sempre di più ad un’Italietta» scrive Monti.

Intanto Cattaneo dà la sua disponibilità «a riformulare la delibera omettendo dei passaggi che si possano prestare a pretestuosi rilievi, successivamente, se necessario, valuterò anche l’opportunità di chiedere l’intervento diretto del Ministro dell’Interno, affinché analizzi, dal punto di vista della normativa esistente, la correttezza o meno delle decisioni democraticamente assunte dalla Giunta comunale di Ceriano Laghetto. Una cosa è certa, non permetteremo a nessuno di cancellare questa nostra piazza!».

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Commenti

  1. Praticamente, secondo quello che afferma l’ambasciatore d’Ucraina, Un commando di Russi hanno bruciato vivi decine di altri Russi disarmati dentro ad un edificio di Odessa dopodiché sempre i Russi stanno depositando le indagini dando la colpa agli Ucraini. A mio avviso l’ambasciatore dimentica che sicuramente (lo giuro sul suo onore) i russi approfittando dell’incendio hanno cotto e mangiato un centinaio di bambini…Russi. informazione?

    • eh??? c’è anche la traduzione di quello che hai scritto?

    • Hahahaha…non male e condivisibile. Io aggiungo : Ma perchè dobbiamo intitolare piazze a persone-fatti non italiani/e ? Non ho mai visto,all’estero,fare lo stesso…

  2. Scommettiamo che se la intitolavano “Piazza Je Suis Charlie” nessuno si lamentava e anzi, tutti avrebbero applaudito e nessuno avrebbe tirato fuori cavilli come quello dei dieci anni? Ma si sa, per il regime alcuni morti sono più morti di altri…

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