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La storia di Maria Giulia, alias "Fatima", volata da Inzago a combattere in Siria

La storia di Maria Giulia, alias “Fatima”, volata da Inzago a combattere in Siria

12 Gennaio 2015

Non ha scelto alcuna matita ma il mitra, ed è partita per la Siria a combattere in nome della “guerra ai miscredenti”. Dopo aver forse contribuito alla conversione di tutta la sua famiglia, Maria Giulia Sergio, 27enne campana domiciliata a Inzago (Milano) ha lasciato l’Italia ed è diventata una “foreign fighter”.

Vincerò io e i miei servi credenti”, scrive Maria Giulia riferendosi ad un presunto dictat religioso, dalla sua pagina facebook dove il suo nuovo nome è Fatima. Una foto la ritrae (sempre sia lei) completamente velata di nero, insieme ad un’altra donna (forse la sorella) ed il Corano tra le mani. La giovane risulta nella lista dei cinquantatré foreign fighters italiani e tra un gruppo di giovani volati in Siria per combattere.

E’ cresciuta in provincia di Napoli, una famiglia come tante, nessun tipo di educazione particolarmente religiosa e radicata. Poi il trasferimento al nord. La sua storia italiana si conclude ad Inzago (dopo una breve pausa in Toscana), un piccolo comune alle porte della Brianza, dove ha vissuto con la sorella maggiore e i genitori, al termine della relazione con un nordafricano. Forse è stata questa unione a spingere Maria Giulia alla conversione, forse è stata la madre, non è chiaro. Poi, ormai divenuta “Fatima”, la 27enne ha trovato un nuovo amore si è sposata con un giovane albanese di religione islamica, nella moschea di Treviglio. Prima di partire per la guerra “santa”, Fatima si sposta a Grosseto, e da lì ha sottoscritto un appello contro l’abolizione del Niqab in Italia (il velo nero che avvolge totalmente il corpo della donna, con tanto di guanti per celare anche le mani). I suoi spostamenti, secondo quanto tracciato dai servizi segreti italiani, sarebbero iniziati da Roma, con un volo diretto in Turchia ed un secondo verso Gaziatep, in Anatolia, da cui grazie alle reti dei terroristi sarebbe riuscita a giungere vicino a Damasco. Ad attenderla vi sarebbe stato un gruppo di jihaidisti albanesi, ai quali lei potrebbe essersi offerta come martire e il suo compagno come combattente. Ora è buio pesto, sulla sua sorte, come è nero il colore predominante delle sue ultime parole dal profilo dei social network, dal quale Fatima grida a gran voce quanto reputi giusta la guerra santa contro il mondo occidentale. Da allora sono cessati tutti i contatti con la sua famiglia, il suo cellulare risulta muto. Sarebbe stato utile capire perché, nel convertirsi all’Islam, Maria Giulia abbia deciso di appoggiare la frangia della morte. La sua voce, probabilmente, non la sentiremo mai più.

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Valentina Rigano
Nata a Milano nel '78', cresciuta in provincia di Monza e Brianza, sangue siculo-austro-serbo-toscano nelle vene, mi sento cittadina del mondo grazie alla passione per i viaggi passatami dai miei genitori. Studente irrequieta, ho scoperto la meraviglia del ricercare la verità degli accadimenti nel 2001. Grazie a un coraggioso direttore, ho iniziato dalla "cronaca di un marciapiede rotto", per arrivare a nera e giudiziaria passando dallo sport in tv, approdando alla famiglia MB News oltre che a collaborazioni con un'agenzia di stampa ed un quotidiano nazionali. Scrivere è la mia passione, un lavoro e anche un po' una missione:). Amo tutte le forme di sport e nel tempo libero mi rilasso in lunghi giri in auto cantando Ligabue a squarciagola o leggendo un buon libro spaparanzata in qualche parte del mondo, meglio se ci arrivo su un'auto senza finestrini o facendo l'auto stop! Mi direi "cronicamente combattiva, femminista progressista che rovescia le tazze di caffè e inciampa costantemente nei gradini e che sogna un faro circondato dal mare in tempesta dove scrivere libri...Un sacco di gradini per cadere"!!


Commenti

  1. Darkkest dice:

    Speriamo che scelga la via del martirio e che il detonatore sia abbastanza difettoso da farla brillare senza gente intorno.

    • GeertWilders4president dice:

      O ancor meglio, con qualche (un centinaio) di membri dell’isis intorno.

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