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Grazie al Mosé Bianchi il sito della Reggia di Monza diventa internazionale

Grazie al Mosé Bianchi il sito della Reggia di Monza diventa internazionale

26 Gennaio 2015

In vista di Expo e del fatto che la Villa Reale sarà sede di rappresentanza, il sito della Reggia di Monza non poteva che internazionalizzarsi. E accadrà grazie al contributo del Mosè Bianchi.

Il sito della Villa Reale e del Parco di Monza (www.reggiadimonza.it) sarà presto disponibile in inglese, francese, tedesco e spagnolo. Plurilingue saranno anche le brochures dedicate al Parco e all’intero complesso monumentale che andranno in stampa per Expo.

Merito del progetto di alternanza scuola-lavoro studiato dal liceo linguistico Mosé Bianchi di Monza insieme al Consorzio di gestione di Villa Reale e Parco. Cinquanta ragazzi della 4AL e 4 BL del liceo sono al lavoro da lunedì per due settimane, sei ore al giorno, per tradurre i contenuti di storia della villa, dei giardini, del parco, ma anche tutte le informazioni pratiche per aiutare i visitatori stranieri nella visita.

L’accordo tra il dirigente scolastico, Guido Garlati e il direttore del Consorzio Lorenzo Lamperti sarà siglato nell’aula magna della scuola, giovedì mattina a mezzogiorno.

In base al programma stilato dalle professoresse Loredana Chiasera e Antonia Bissacco, mercoledì mattina i neo-traduttori sono attesi in Villa Reale per una visita guidata agli appartamenti di Umberto e Margherita.

“Ai ragazzi- spiega Lamperti- abbiamo chiesto anche un lavoro di ricerca e analisi dei siti delle residenze reali e dei parchi più celebri in Europa e nel mondo: da Schönbrunn a Versailles, da Central Park a Hyde Park per cogliere novità e suggerimenti”.

“Questo accordo- commenta il preside Garlati- è la dimostrazione di un liceo che sa stare al passo con i tempi ed è una grande opportunità per i ragazzi non solo per mettere a frutto le loro conoscenze, ma anche per saperne di più di un monumento così importante della loro città”.

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Commenti

  1. Laura Dossena dice:

    Qualcuno, presso la direzione del museo o tra il personale scolastico, ha la minima idea di quale incredibile passo falso rappresenti questa idea? Che un lavoro di questo genere richiede un professionista madrelingua e che non può essere affidato a degli studenti italiani? Vogliamo renderci conto che non c’è verso di valorizzare le nostre risorse (turistiche, culturali…) se non si dà la giusta importanza a questi elementi e non si smette una buona volontà di fare sempre tutto alla volemosebbene, risparmiando due euro per poi farsi ridere dietro da tutti i (potenziali) visitatori stranieri?

  2. Le traduzioni verso lingue straniere affidate a degli studenti? Viva la professionalità.

  3. Sonia Bartoli dice:

    Concordo pienamente con i commenti precedenti. La Villa Reale è un bene storico-architettonico di calibro internazionale –e come tale dovrebbe essere valorizzato opportunamente. Questo progetto, ovviamente all’insegna del risparmio sui costi della traduzione (che sarebbero invece da considerarsi un investimento a lungo termine a vantaggio del bene storico e della comunità), di certo non farà onore a questo nostro patrimonio a livello internazionale.

  4. Ma si sono ricordati della vicenda Expo? http://www.giornalettismo.com/archives/1412411/gli-incredibili-orrori-di-traduzione-in-inglese-sul-sito-dellexpo-2015-fanno-arrabbiare-tutti/

    Potranno essere anche bravi gli studenti ma… le traduzioni professionali ai professionisti, per favore.

    Uno spreco di tempo che costera’ molto. Peccato.

    • abbiam capito,non è che deve scrivere anche la nonna la mamma e la zia del traduttore..:-)

      • Laura Dossena dice:

        Il “traduttore” in questione, ovvero la sottoscritta, caro o cara “LV”, nel dettaglio non si sarebbe mai nemmeno sognato di accettare questo lavoro. Sono una professionista, e i professionisti non lavorano gratis, e non lavorano verso lingue diverse dalla propria madrelingua. Ma è ovvio che nella nostra Italietta si dà per scontato che tutti vogliano sempre portare acqua al proprio mulino. Chi ha scritto sono colleghi e colleghe, ma non solo. che conoscono bene l’importanza di un’internazionalizzazione corretta che, per una volta!, non faccia ridere i polli. Un valore che evidentemente i responsabili del museo e i professori dell’istituto non condividono.

        • Cittadino dice:

          non sognare di non accettare il lavoro perchè non te lo hanno offerto. mamma mia che arroganza.

  5. Carolina dice:

    Sono una studentessa della 4bl del liceo linguistico Mosè Bianchi di Monza. Innanzitutto ritengo che l’opportunità che il consorzio ci ha dato sia un’esperienza utile, formativa e, al di la della traduzione, si tratta anche di rendersi utili al servizio della nostra città, conoscere la storia della reggia di Monza e darci un primo assaggio su quel che è il mondo del lavoro (che, a quanto vedo dai commenti qui riportati, è spietato). Penso che sia una possibilità per rafforzare la lingua studiata e mettersi in gioco, nonché di ampliare le nostre conoscenze. Vorrei ricordare inoltre che siamo affiancati dai nostri docenti di lingua e madrelingua che revisionano ogni nostra traduzione che sarà poi successivamente analizzata da degli esperti traduttori stipendiati. Non si tratta in alcun modo di sfruttamento né di una perdita di tempo. Se questa è la considerazione che avete nei confronti di noi giovani, ritenuti il futuro d’Italia…

    • Carolina qui nessuno mette in dubbio la vostra buona volontà e sincero interesse di studenti, ma e’ il principio che è sbagliato. Non si è mai visto che si affidi un lavoro da professionisti a una scuola, seppur supervisionati. E non è così che si entra nel mondo del lavoro. Per quello ci sono gli stage: si va in azienda e ci si mette al servizio di chi fa quel lavoro da anni, cercando di imparare il più possibile e di capire come funziona. E’ come se il Comune che ha bisogno di ristrutturare un edificio, affidasse il lavoro ad un Istituto Tecnico invece che ad un ingegnere e a un geometra. Oltre a non essere professionale, non è nemmeno etico.

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