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Seveso, è ancora polemica sul cimitero tra Cgil e Butti - MBNews
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Seveso, è ancora polemica sul cimitero tra Cgil e Butti

È ancora polemica a Seveso tra sindaco e Cgil MB sui quattro operai di una cooperativa che con la chiusura di Aspes perderanno il lavoro. Il segretario Cgil accusa, Butti risponde.

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Continua la polemica scatenata da FP-Cgil MB contro il sindaco di Seveso in merito alla chiusura di Aspes. Anche l’incontro del 15 dicembre tra il primo cittadino e i sindacati si è rivelato inutile: i quattro operai della cooperativa “Le Margherite”, a cui Aspes si appoggiava per i servizi cimiteriali, resteranno senza lavoro.

«Secondo il sindaco saranno sufficienti altri due operai – riepiloga Lino Ceccarelli, segretario Cgil, in un comunicato diffuso alla stampa -, il dipendente del Comune che già lavorava insieme ai quattro della cooperativa, più un altro che rientra da Aspes: insomma – accusa -, lavoratori di serie A, che trovano un posto anche quando la loro azienda chiude, come nel caso di Aspes, e lavoratori di serie B, che perdono il lavoro, anche se il cimitero non chiude».

Una divisione manichea che il primo cittadino Paolo Butti non può ovviamente accettare: «Non si tratta di questo – ha replicato -. Abbiamo ricollocato i servizi delle attività in capo ad Aspes, ma non è possibile reintegrare nel Comune i dipendenti di altre società esterne, come invece abbiamo cercato di fare con quelli di Aspes. Gli operai della cooperativa, inoltre, hanno a disposizione dei paracadute sociali come la mobilità: non è molto, ma è già qualcosa». 

«Continuiamo a non comprendere come sia possibile che domani, a fare il lavoro di cinque, siano in due – continua il segretario Cgil -: o qualcun altro farà il lavoro, “rubandolo” a chi lo faceva fino a oggi e avrebbe diritto a continuare, oppure quel lavoro davvero non c’è, e allora il Comune dovrebbe spiegare innanzitutto chi, in questi anni, ha tollerato questo ipotetico spreco a danno dei cittadini». «Cinque persone sono troppe – spiega invece Butti -. E sono gli stessi lavoratori a dirlo: tutte le persone che ho contattato ritengono che una, massimo due persone siano sufficienti». Ceccarelli ha probabilmente ragione quando parla di sprechi: non a caso la decisione di chiudere Aspes, risalente ormai ad un anno fa, è stata presa da Butti proprio perché la società, nata nel 2000, era in perdita di 3 milioni e mezzo di euro.

«Tra qualche mese, dopo aver quantificato gli investimenti necessari, faremo un bando di gara – ha detto poi Butti, che ha anche spiegato come nei quasi 15 anni di vita di Aspes non siano mai state fatte valutazioni del genere -. In base ai bisogni cercheremo di ricollocare le persone della cooperativa». «Non accettiamo che il Comune si lavi la coscienza con l’impegno a chiedere, in futuro, ad un eventuale nuovo gestore dei servizi cimiteriali, la riassunzione degli operi licenziati – ribatte però Ceccarelli, che sostiene anche che gli operai in questione lavorano a 7 euro lordi l’ora, in condizioni di sicurezza definite dal segretario Cgil “inadeguate” -: sono chiacchiere infondate giuridicamente a meno che il Comune non intenda assumere un impegno scritto già oggi, che dia qualche reale garanzia, piuttosto che impegni verbali come quelli già disattesi nei mesi scorsi, quando il confronto sul futuro dell’appalto è stato più volte promesso, sia dal Sindaco che dal liquidatore della Aspes, ma nessuno lo ha mai mantenuto».

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