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Ac Monza, quanti paletti per Bingham! Dal Comune, dal notaio e dai tifosi

Ac Monza, quanti paletti per Bingham! Dal Comune, dal notaio e dai tifosi

24 Dicembre 2014

Il nuovo proprietario dell’Associazione Calcio Monza Brianza 1912, l’inglese Dennis Bingham, rischia seriamente di perdere la titolarità del club. Nei giorni scorsi il notaio che sta seguendo il passaggio di consegne dal connazionale Anthony Armstrong-Emery e il Comune, che concede lo stadio Brianteo e il centro sportivo Monzello, hanno fissato dei paletti che potrebbero far fallire il buon esito dell’operazione.

Cominciamo dal Comune: lo scorso 4 dicembre, quando ancora le trattative erano in corso, la Giunta si era riunita per adottare una serie di provvedimenti a propria tutela, dato che la società di calcio cittadina non aveva presentato entro il termine del 15 novembre, stabilito in una delibera dello scorso 17 giugno, il progetto definitivo di riqualificazione dei due impianti in concessione. Ma non solo: il Monza, che si trovava e si trova tuttora in stato pre-fallimentare, non aveva pagato una rata del piano di rientro dai debiti accumulati col Comune ed era impossibilitato a pagare le due rate residue, non aveva presentato la prescritta polizza fideiussoria e non aveva attuato quanto previsto in merito ai lavori per la messa in sicurezza dello stadio. L’allora amministratore delegato Maurizio Carlo Prada aveva dunque, in data 28 novembre, inviato in Municipio una nota in cui chiedeva, in particolare, una ulteriore dilazione dei debiti in essere, onde permettere all’azionista (che allora era ancora la società LuckySeven di Armstrong-Emery) di ottemperare alla ricapitalizzazione, e al Comune di procedere direttamente con l’assegnazione degli interventi urgenti richiesti e inerenti alla messa in sicurezza dello stadio e alle disposizioni della Commissione provinciale di vigilanza, trasformando quanto previamente concordato quale quota lavori in conto canone in puro canone.

monza-stadio-brianteo-2-mbEbbene, la Giunta ha deciso di accogliere le richieste ma al contempo ha fissato dei paletti che stavolta assicurano essere inderogabili. Con la nuova delibera l’Amministrazione comunale ha sospeso momentaneamente le valutazioni relative alle modalità di riqualificazione del Brianteo e del Monzello, “in attesa della definizione di un quadro più certo, in relazione al contesto socio-economico in cui collocare tale intervento”, ha confermato la concessione in uso fino al prossimo 30 giugno, ha accolto la proposta formulata dal Monza di rideterminare il piano di rientro relativo al debito residuo complessivo di 16.480 euro per canoni pregressi sino alla stagione 2012/13 (che sarà garantito mediante apposita polizza fideiussoria), “stabilendo il versamento di tre rate mensili a decorrere dal 60° giorno successivo all’approvazione della delibera, dando atto che sulla somma da corrispondere verranno applicati gli interessi”, ha dato atto che, in caso di inadempienza degli impegni, si “darà corso all’iter legale per il recupero coattivo dell’intero ammontare del debito, senza possibilità di rinegoziare ulteriori dilazioni con la società”, e che qualora la società “non corrisponda i pagamenti previsti alle scadenze mensili prefissate, dovrà essere revocata d’ufficio la concessione dello stadio Brianteo e dell’impianto sportivo Monzello”, e ha dato atto che le attività “relative alla presentazione degli elaborati grafici che evidenzino lo stato di fatto e gli adeguamenti da realizzarsi per consentire alla Cpv di esprimere il parere definitivo sull’agibilità dell’impianto nonché l’esecuzione dei relativi lavori, sono assunte a proprio carico dall’Amministrazione comunale”. In sostanza l’Amministrazione comunale ha “ritenuto di doversi fare carico direttamente, quale proprietaria dell’impianto, del funzionamento dello stesso, in via principale per mantenerne il valore, che verrebbe fortemente diminuito qualora venisse meno lo svolgimento della principale funzione sportiva, in via subordinata per garantire il prestigio sportivo della città, in considerazione della positiva posizione in classifica della squadra, che milita nel campionato di Lega Pro, evitando al contempo potenziali turbative all’ordine pubblico”. Resta invece invariato il canone annuo di 27.199,12 euro oltre Iva da pagarsi a fine stagione sportiva 2014/15, il pagamento dell’imposta di pubblicità in forma forfettaria per un valore annuale di 10mila euro e che l’Amministrazione comunale riconoscerà le opere eventualmente effettuate in conto canone nell’ambito del valore dovuto pari a 54.398,23 euro oltre Iva relativamente alla stagione 2013/14 e a 225.267,10 euro oltre Iva per i periodi precedenti. In conseguenza il Monza dovrà provvedere al pagamento in moneta (e non più con lavori in conto canone) delle quote non riconosciute (che sono la gran parte) entro 90 giorni dall’approvazione della delibera.

calcio-monza-brianteo-bingham-mbE il notaio che paletti ha posto? Premessa: lo scorso 12 dicembre l’Assemblea straordinaria dei soci, prima del passaggio di proprietà, aveva approvato il verbale, poi depositato nel Registro delle imprese, che recitava: “La sottoscrizione del capitale in aumento (per 1 milione e 158.270 euro, ndr) dovrà avvenire entro il termine di giorni 15 decorrenti dalla avvenuta iscrizione della presente delibera nel Registro delle imprese e sua pubblicazione nel sito internet della società; l’aumento del capitale è inscindibile; le eventuali azioni non sottoscritte dal socio nell’esercizio del diritto di opzione, potranno essere sottoscritte da terzi, entro l’ulteriore termine di 15 giorni decorrenti dal mancato esercizio del diritto di opzione nel termine concesso o comunque dalla rinuncia ad esso; all’atto delle sottoscrizioni dovranno essere eseguiti i versamenti come per Legge e pertanto per l’intero con riguardo al soprapprezzo e per almeno il 25% con riguardo al capitale”. Dunque, dato che il capitale sociale doveva, e deve ancora, essere ricostituito a 120mila euro, Bingham una volta acquistata la società (l’ha pagata un euro…) avrebbe dovuto versare subito almeno 1 milione e 068.270 euro. Ebbene, secondo indiscrezioni il notaio si sarebbe deciso a porre un paio di scadenze al presunto imprenditore britannico: entro lunedì prossimo l’“uomo venuto dal nulla” dovrebbe ricapitalizzare per circa 200mila euro, mentre entro il prossimo 31 gennaio dovrebbe versare il rimanente milione di euro, centesimo più centesimo meno. È vero che è la matematica che non è un’opinione, ma in questo caso anche l’italiano non lo è e continuiamo a domandarci, assieme ai tifosi, come mai il contenuto del verbale non sia stato rispettato.

calcio-monza-stadio-brianteo-tribuna-striscione-mbPeraltro, stando così le cose, significa che entro lunedì verrebbero pagati al massimo solo gli stipendi di settembre (a quello di agosto i giocatori e lo staff tecnico hanno rinunciato e quelli successivi sono ancora da liquidare). Sempre perché la matematica non è un’opinione, il monte-ingaggi della rosa biancorossa ammonta a 2 milioni e mezzo di euro lordi, ai quali vanno sommati quelli dello staff tecnico e degli altri dipendenti e collaboratori per un totale complessivo di oltre 3 milioni di euro. Tale cifra, divisa per 13 mensilità, ci conduce a un numero che corrisponde all’incirca alla prevista mini-ricapitalizzazione. E allora riponiamo le domande già scritte in un precedente articolo: quand’è che i giocatori riceveranno le altre mensilità che hanno maturato? Quand’è che i creditori (i debiti del club verso i fornitori ammonterebbero a circa 1 milione e 600mila euro) riceveranno i soldi per cui molti di loro hanno ottenuto già il decreto ingiuntivo e il pignoramento verso terzi? Ricordiamo che il Monza, oltre ai debiti verso i fornitori, ai debiti verso il Comune a ai debiti verso le banche, ogni mese deve rastrellare 300-400mila euro per “mandare avanti la baracca”, in primis pagare gli stipendi. Chi aveva già preparato l’istanza di fallimento, da presentare seguendo l’esempio dello studio di architettura e dello studio di ingegneria che avevano lavorato al project financing per lo stadio, si è fermato al momento di recarsi in tribunale. Tutti attendono che sia qualcun altro a fare la prima mossa.

calcio-monza-monzello-allenamentoGli unici che continuano a giocare, sia in campo che fuori da esso, sono i calciatori. In tenuta da gara hanno chiuso il 2014 all’ottavo posto in classifica, ma in tenuta borghese si sono messi in fila al Monzello per chiedere la rescissione consensuale del contratto. Francesco Virdis e Igor Radrezza l’hanno ottenuta lo scorso venerdì: il primo si è accasato a L’Aquila già l’altroieri, giorno in cui si sono svincolati anche Mehmet Hetemaj (il finlandese era l’unico straniero in rosa) e Salvatore Burrai. Sabato prossimo Bingham tornerà dall’Inghilterra e dovrebbe trovare fuori dalla porta del suo ufficio Leonardo Massoni, Valerio Anastasi, Marco Perini, Alessio Vita, Valerio Foglio, Gabriele Franchino, Marco Briganti, Walter Zullo, Matteo D’Alessandro e “capitan” Marco Anghileri. A meno che tutti, o alcuni di questi, nel frattempo saranno stati convinti dal direttore tecnico Alfredo Pasini e dall’allenatore Fulvio Pea a rimanere fino a gennaio sperando che Bingham dia un minimo segnale di credibilità.

Certo che le premesse sono tutt’altro che confortanti: domenica scorsa i Giovanissimi Nazionali sono andati in trasferta ad Assemini, in Sardegna, per affrontare il Cagliari, solo in dodici e solo grazie all’autotassazione dei genitori di questi. È vero che la trasferta era stata prenotata quando Bingham non era ancora amministratore unico, però il “patron” è tornato in Inghilterra per Natale senza aver loro rimborsato alcunché… Per la cronaca i ragazzi brianzoli hanno vinto e crediamo che l’allenatore Fulvio Saini, “bandiera” storica del Monza, ci abbia messo molto di suo per motivarli.

dennis-binghamIl mistero su Bingham si arricchisce inoltre di un’indiscrezione pervenutaci da più persone entrate nei giorni scorsi in contatto con lui. Abbiamo scritto che egli dichiara di essere titolare di Royal Pearl International, società di trasporti e servizi con sede in Oman di cui però non si trova traccia sul web e abbiamo scoperto che sul noto social forum Linkedin dichiara di lavorare sì nel campo dei trasporti, per la società Pacific Rail Service, ma come semplice project manager. Beh, pare che quello che dovrebbe essere il “salvatore della nostra patria” calcistica vada in giro a dire di essere uno delle migliaia di creditori di EcoHouse Group, la multinazionale di costruzioni di proprietà di Armstrong-Emery che versa in gravissime difficoltà finanziarie. Vorremmo chiedergli conto di questa cosa e di tante altre, come ad esempio del fatto che ha chiesto ad alcuni imprenditori locali di rilevare delle quote di minoranza, ma purtroppo la società è ancora in silenzio stampa e non si sente pronta ad affrontare una conferenza stampa che si preannuncia “calda”.

ultras-monza-stadio-mbLa tifoseria, come da molto tempo a questa parte, viaggia su binari separati: gli ultras dei SAB hanno incontrato in delegazione Bingham lo scorso venerdì e hanno piantato pure loro dei paletti per mettere alla prova il britannico. Fiducia a tempo sì, ma il tempo stringe. E molto. Il Monza Club Libertà ha invece preso subito una posizione ostile nei confronti della nuova “governance”. Dopo le contestazioni registrate in occasione dell’ultima partita casalinga e le dichiarazioni pronunciate al Natale del Monza Club, l’associazione ha emesso il seguente comunicato: “Il Monza Club Libertà non riconosce il signor Dennis Bingham come proprietario e presidente dell’Ac Monza Brianza 1912 fino a quando con mostrerà pubblicamente la documentazione che ne accerta la regolare acquisizione”.

In attesa degli eventi, in continua evoluzione, restano le tre cordate che erano interessate a rilevare il Monza in caso di mancata sottoscrizione delle azioni da parte di Armstrong-Emery prima e di Bingham dopo: quella a guida veneta, quella brianzola e quella di matrice svizzera.

Tutto può davvero succedere insomma. Chissà come sarà il Monza che giocherà martedì 6 gennaio, alle ore 14, al Brianteo contro la Pro Patria… Di certo in campo non ci saranno Zullo e Vita, squalificati dal Giudice sportivo.

 

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Camillo Chiarino
Monzese da sempre, ma frequento assiduamente la Brianza perché amo la quiete e la natura. In particolare adoro la Valsesia, la terra dei miei antenati paterni. Giornalista professionista "tuttologo", mi piace scrivere in particolare di politica e sport. Sono tifoso di tutte le squadre cittadine di qualsiasi disciplina e seguo da vicino le partite del Monza 1912, della Vero Volley Monza e della Saugella Monza. A proposito di pallavolo, l’ho praticata per 17 anni in società della zona, ma quando capita non mi tiro indietro a giocare a nulla, soprattutto se l’invito arriva da una esponente del gentil sesso… Mi piace molto navigare in internet, visitare mostre e monumenti e assistere a concerti, in particolare di musica folk e celtica.


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