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L’esperto risponde. Sì al periodo di aspettativa non retribuita per motivi di salute

L’esperto risponde. Sì al periodo di aspettativa non retribuita per motivi di salute

29 Settembre 2014

Buongiorno,
sono costretto a scrivervi dopo aver usufruito di un lungo periodo di malattia. Il mese prossimo scadrà il comporto di malattia e non riceverò piu’ alcuna retribuzione dal mio datore di lavoro, quindi, oltre ad avere un problema di salute avrò anche un problema economico.
Il mio datore di lavoro, mi dice che superando il periodo di comporto sarà costretto a licenziarmi ed io in quel momento potrò chiedere la disoccupazione.
Anche se fosse vero immagino che la disoccupazione non tenga conto che era da trenta anni che lavoravo in quell’azienda e che ci lavoravo da quando ne avevo 14, e, quindi, credo che sia una prestazione solo per pochi mesi.
Dopo la disoccupazione mi hanno riferito non esiste nessun altro ammortizzatore sociale e se fosse così io non saprei proprio come vivere. Potreste dirmi quali sono i miei diritti? Posso ricevere altro? Da trenta anni lavoro in questa azienda e non ho mai chiesto nulla a nessuno, ma, forse adesso è arrivato il momento di farlo.
Vi ringrazio per qualsiasi consiglio utile mi potrete dare

Buongiorno,
Sono molto dispiaciuto per la situazione che ci ha descritto, che per la sua complessità puo’ essere gestita in un altro modo. Innanzitutto, nonostante non conosca il contratto di lavoro che le viene applicato, tutti i contratti prevedono la possibilità di richiedere un periodo di aspettativa non retribuita per motivi di salute. Questo le permetterebbe di mantenere attivo il suo rapporto di lavoro e di rientrare al lavoro, magari dopo un ulteriore periodo di cure.
Avrebbe potuto richiedere subito, dal momento in cui ha scoperto di averi problemi di salute, l’invalidità civile e riconoscimento legge 104 e soprattutto avrebbe potuto richiedere l’assegno ordinario d’invalidità, che è un assegno INPS che dura tre anni poi rinnovabile se persistono le problematiche sanitarie.
E’ concesso a tutti coloro che hanno una riduzione a meno di un terzo della capacità di lavoro.
Il requisito amministrativo nel suo caso è ampiamente perfezionato, in quanto sono necessari almeno 5anni di contributi di cui tre anni negli ultimi 5anni dalla domanda.
L’assegno è di importo pari alla contribuzione versata, quindi, nel suo caso una buona prestazione ed è cumulabile con l’attività lavorativa.
Se le condizioni di salute sono invece molto piu’ serie vi è la possibilità di richiedere la pensione d’inabilità, che viene concessa a tutti quei soggetti che non sono più in condizione di rientrare al lavoro in quanto considerati inabili a qualsiasi lavoro. In questo caso la prestazione potrebbe godere di un calcolo più favorevole per via di una maggiorazione contributiva concessa sul calcolo della pensione.
Prima di iniziare comunque l’iter delle domande le consiglio di recarsi presso i nostri uffici del Patronato Inca, per avere tutte le informazioni necessarie anche su ciò che dovrà richiedere al suo medico di base.

Saluti

Buongiorno,

sono costretto a scrivervi dopo aver usufruito di un lungo periodo di malattia.

Il mese prossimo scadrà il comporto di malattia e non riceverò piu’ alcuna retribuzione dal mio datore di lavoro, quindi, oltre ad avere un problema di salute avrò anche un problema economico.

Il mio datore di lavoro, mi dice che superando il periodo di comporto sarà costretto a licenziarmi ed io in quel momento potrò chiedere la disoccupazione.

Anche se fosse vero immagino che la disoccupazione non tenga conto che era da trenta anni che lavoravo in quell’azienda e che ci lavoravo da quando ne avevo 14, e, quindi, credo che sia una prestazione solo per pochi mesi.

Dopo la disoccupazione mi hanno riferito non esiste nessun altro ammortizzatore sociale e se fosse così io non saprei proprio come vivere. Potreste dirmi quali sono i miei diritti? Posso ricevere altro?

Da trenta anni lavoro in questa azienda e non ho mai chiesto nulla a nessuno, ma, forse adesso è arrivato il momento di farlo.

Vi ringrazio per qualsiasi consiglio utile mi potrete dare

 

Buongiorno,

Sono molto dispiaciuto per la situazione che ci ha descritto, che per la sua complessità puo’ essere gestita in un altro modo. Innanzitutto, nonostante non conosca il contratto di lavoro che le viene applicato, tutti i contratti prevedono la possibilità di richiedere un periodo di aspettativa non retribuita per motivi di salute. Questo le permetterebbe di mantenere attivo il suo rapporto di lavoro e di rientrare al lavoro, magari dopo un ulteriore periodo di cure.

Avrebbe potuto richiedere subito, dal momento in cui ha scoperto di averi problemi di salute, l’invalidità civile e riconoscimento legge 104 e soprattutto avrebbe potuto richiedere l’assegno ordinario d’invalidità, che è un assegno INPS che dura tre anni poi rinnovabile se persistono le problematiche sanitarie.

E’ concesso a tutti coloro che hanno una riduzione a meno di un terzo della capacità di lavoro.

Il requisito amministrativo nel suo caso è ampiamente perfezionato, in quanto sono necessari almeno 5anni di contributi di cui tre anni negli ultimi 5anni dalla domanda.

L’assegno è di importo pari alla contribuzione versata, quindi, nel suo caso una buona prestazione ed è cumulabile con l’attività lavorativa.

Se le condizioni di salute sono invece molto piu’ serie vi è la possibilità di richiedere la pensione d’inabilità, che viene concessa a tutti quei soggetti che non sono più in condizione di rientrare al lavoro in quanto considerati inabili a qualsiasi lavoro. In questo caso la prestazione potrebbe godere di un calcolo più favorevole per via di una maggiorazione contributiva concessa sul calcolo della pensione.

Prima di iniziare comunque l’iter delle domande le consiglio di recarsi presso i nostri uffici del Patronato Inca, per avere tutte le informazioni necessarie anche su ciò che dovrà richiedere al suo medico di base.

 

Saluti

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Simone Cereda
Simone Cereda – Segretario generale NIdiL CGIL Monza e Brianza. 36 anni, nel sindacato dal 2005, prima come delegato dei lavoratori precari di un Comune, poi a tempo pieno, sempre in NIdiL, la categoria della CGIL che si occupa di lavoro atipico. Giornalista professionista (ma mai al New York Times, purtroppo), una laurea in Storia dell’Europa Orientale conseguita per passione, senza pensare al lavoro. Un figlio di quasi 4 anni e una bella famiglia allargata (in tutto siamo a quota 6).


Commenti

  1. Guido Giannetti dice:

    posso fare una domanda? se uno prende aspettativa NON retribuita per accudire madre con ictus,in attesa di l-104,poi nello stesso periodo mi ammalo seriamente cosa succede? devo rientrare anche se anmmmalato e poi andare in malattia oppure posso andare in malattia senza rientrare? GRAZIE COMUNQUE

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