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Consonno, in vendita la Las Vegas della Brianza - MBNews
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Consonno, in vendita la Las Vegas della Brianza

Gli eredi del conte Bagno, l'uomo che negli anni Sessanta acquistò il borgo per realizzare una città del divertimento, hanno dato mandato a un gruppo immobiliare

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Da paese fantasma a maxi complesso residenziale con ville, piscine e centro commerciale. Consonno, in Provincia di Lecco, il piccolo borgo rurale che negli anni Sessanta sarebbe dovuto diventare la Las Vegas della Lombardia, è stato messo in vendita. Gli eredi del conte Mario Bagno, l’uomo che dopo averle acquistate, decise di radere al suolo quelle quattro cascine abitate da 200 contadini per erigere al loro posto la città dei balocchi, hanno dato mandato a un gruppo immobiliare di vendere la collina con tutto quello che non è crollato dopo circa 40 anni di oblio.

Consonno6-mbOggi come oggi Consonno è un paese fantasma, meta per gite col brivido e rave party. La sua storia inizia alla fine degli anni 50, quando il conte Bagno questa località affacciata sul Resegone per dare vita al suo sogno. I lavori durarono cinque anni e alla fine al posto delle stalle e degli abbeveratoi per le mucche sorsero unminareto alto 30 metri, colonne in stile medioevale, un finto cannone fatto arrivare da Cinecittà, sfingi egiziane, pagode cinesi e sale da gioco. Per qualche anno, la Las Vegas brianzola fu un vero successo. Gli ospiti, da Pippo Baudo ai Dik Dik, facevano a gara a farsi invitare. Esaurita la novità, però, la clientela cominciò a diminuire e poi, a partire dal 1976, arrivò l’abbandono: una frana travolse l’unica strada di accesso e il Comune, ai ferri corti con Bagno per il suo carattere irruento, non la fece ricostruire.

L’inserizione di vendita pubblicata on line dice: “Splendida posizione in collina vista lago. Proponiamo intero paesino da demolire esclusa chiesa e canonica, con la possibilità di edificare 30 mila metri quadri in parte residenziali e in parte commerciali›. Nell’inserzione si accenna anche a un’ipotesi progettuale che prevede la creazione di hotel con piscine, villette singole e a schiera, appartamenti e di un centro commerciale in un’area che occupa 1.700.000 mq di terreno, il 60% dei quali composti da boschi con piste ciclabili e altre attrattive”. Il conte, che dagli abitanti del luogo venne ribattezzato il conte “Amen” per l’ineluttabilità del suo modo di intendere gli affari, pagò 22 milioni e mezzo di lire per la proprietà di Consonno. Oggi, invece, bisognerà pagare 12 milioni di euro. Tuttavia, il gruppo che sta gestendo l’operazione immobiliare per conto della proprietà assicura che grazie alle possibilità edificatorie “si dovrebbe avere un utile tra i 10 e i 14 milioni di euro”.

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