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Crisi metalmeccanica: quasi 250 aziende coinvolte solo in Brianza

Crisi metalmeccanica: quasi 250 aziende coinvolte solo in Brianza

1 Agosto 2014

La Cisl ha stilato la mappa della crisi del primo semestre 2014: una “crisi terribile” per il sindacato che ha fotografato un continuo aumento di ricorso alla cassa integrazione straordinaria per molte aziende brianzole del settore. Il vimercatese la zona più colpita.

E’ una crisi quella metalmeccanica, che ha coinvolto soprattutto aziende sotto i 100 dipendenti (il 92%) del totale ma con grandi realtà che hanno pesato molto sulla bilancia della crisi: nel 69% di aziende in crisi, queste hanno utilizzato la cassa integrazione straordinaria, a fronte di un 26% di cassa ordinaria e un 5% di mobilità.

Rispetto al secondo semestre del 2013 ci sono 15 aziende in più coinvolte con 1356 lavoratori in più rispetto a sei mesi fa. A pesare su questi numeri ci sono alcune situazioni importanti affrontate in questo primo semestre, come la chiusura di Carrier, il caso Micron, la vicenda Electrolux e gli esuberi di Alcatel Lucent.

In tutta la Brianza in questo primo semestre sono 244 (contro le 229 del semestre precedente) le aziende industriali ed artigiane coinvolte da processi di crisi e difficoltà con un totale di 10.765 (erano 9.409) addetti occupati e 7.931 (erano 6.617) addetti coinvolti dall’utilizzo di “ammortizzatori sociali”.

Nella suddivisione per aree fra Vimercate, Desio, Carate e Monza, si nota come sia Desio il territorio col maggior numero di aziende coinvolte (105), ma è il vimercatese (69 aziende coinvolte) con il peso delle multinazionali presenti a pagare il maggior prezzo con 3mila addetti coinvolti che si trovano o in Cigo, in Cigs o in mobilità.

La Cisl MB ha infine tracciato le linee guida da seguire per cercare di arginare la crisi e far ripartire l’importante sistema industriale brianzolo:

“Vanno attuate politiche pubbliche di sostegno agli investimenti e all’acceso al credito, condizionate da programmi di consolidamento industriale e piani sociali per l’occupazione da parte delle imprese – si legge nella nota stampa – Vanno attuate strategie di sviluppo e di dotazione infrastrutturale, per rafforzare il settore manifatturiero, favorire l’accesso al credito per gli investimenti industriali e le innovazioni, e garantire la sostenibilità. E’ positivo in tal senso la costituzione dei confronti permanenti in sede regionale e nazionale sui settori dell’Ict, dell’elettronica e degli elettrodomestici. Va tutelata e sostenuta l’occupazione che costituisce insieme patrimonio professionale e di conoscenza per le aziende e preziosa ricchezza per il nostro territorio con l’utilizzo di strumenti alternativi ai licenziamenti e con l’attuazione di politiche attive del lavoro e di riqualificazione. Deve essere favorito l’utilizzo dei contratti di solidarietà ed è fondamentale che questo strumento continui ad essere adeguatamente finanziato.”

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Lorenzo Giglio
Classe 1981, giornalista pubblicista, ho sempre cercato la verità bella o brutta che sia in tutto ciò che mi circonda. Amante dell'arte, della fotografia e soprattutto del rock, non mi tiro mai indietro se devo guardare una bella partita di calcio. Non mi piacciono gli schemi prestabiliti e trovo troppo strette le appartenenze di partito, anche perchè come dicevano i Queen: "Anyway the wind blows doesn't really matter to me".


Commenti

  1. Paese allo sbando, siamo alla DEINDUSTRIALIZZAZIONE costante.
    Nessuno muove un dito per arginare il problema. Uno SCHIFO !!!!

  2. Sergio Andreani dice:

    Non capisco che problema ci sia : gli immigrati pagheranno le loro pensioni,come ci hanno detto i sindacalisti della CGIL per anni.

    Di lavoro ce n’è tanto in Agricoltura come ci insegnano i dirigenti della Coldiretti : infatti negli ultimi 20 anni,solo in Lombardia, le aziende agricole sono passate da 130.000 a 48.600 (Vedi dati Unioncamere Lombardia ).

    Per ultimo si può sempre emigrare : magari in Africa a raddrizzare le banane con il c….

    I leghisti li avete sempre trattati da ignoranti, ma queste cose le avevano capite già 25 anni fa : voi che avete studiato tanto invece ci siete arrivati solo adesso quando la crisi vi ha travolti.
    Auguri.

    P.S. : la Cgil ha sempre detto assieme a Confindustria che il lavoro si crea con la flessibilità. Provatela voi ora,bamboccioni, dopo averla ammollata per due decenni ai vostri figli.

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