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Monza, Pista di via Boccaccio: ultimo appello. O il "tempio" dell'hockey sarà demolito

Monza, Pista di via Boccaccio: ultimo appello. O il “tempio” dell’hockey sarà demolito

31 Luglio 2014

Da luogo di grandi eventi sportivi a rifugio per tossicodipendenti: ecco cosa è diventata la mitica pista di pattinaggio all’aperto di via Boccaccio, teatro di tutti e sette gli scudetti vinti dall’Hockey Club Monza. Il mancato accordo per la sua gestione tra il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, proprietario dell’area, e le società rotellistiche cittadine ne ha causato il totale abbandono.

Di chi la colpa? Lasciamo ai lettori farsi un’idea dopo un breve ricordo di cosa è stata quella pista e le interviste agli attori del mancato accordo.

monza-pista-pattinaggio-hockey-internazionale-boccaccioLa pista di via Boccaccio fu realizzata in soli quattro mesi nel 1936, cioè tre anni dopo la nascita dello Skating Hockey Club Monza (poi divenuto HC Monza) per volontà di Ambrogio Mauri, Gianni Radaelli, Luigino Kullmann e Federico Fossati, costretti a giocare le partite sotto la galleria del cinema Centrale, ribattezzato il salone delle dodici colonne. Tra Monza e i pattini a rotelle fu amore a prima vista e la tradizione, nonostante le mode e l’ultradecennale mancanza di spazi in città dove praticare l’hockey e il pattinaggio, resiste ancora adesso grazie a diverse associazioni sportive dilettantistiche, la più antica delle quali è lo Skating Club Monza, sorta nel 1947 e per sei volte campione d’Italia di artistico. All’epoca l’impianto di via Boccaccio (oltre alla pista era successivamente stata realizzata anche una tribuna) era considerato uno dei migliori del suo genere in Europa. I monzesi si appassionarono sempre di più all’hockey e alle sue squadre cittadine (dopo il Monza ne sorsero altre) e al sabato sera di primavera ed estate (una volta si giocava nella bella stagione) divenne abituale per gli sportivi recarsi a piedi alla pista “in processione” attraverso i vialetti dei Boschetti Reali. Su quella pista i biancorossi conquistarono ben sette scudetti (1951, 1953, 1956, 1961, 1965, 1966, 1968) e numerosi trofei nazionali e internazionali. Il cambiamento delle regole, con lo spostamento del campionato nel periodo invernale e dunque in sedi coperte, decretarono l’inizio della fine della struttura di via Boccaccio. Erano i primi anni ’70. L’abbandono, il degrado, l’abbattimento della tribuna, il “sacrilegio” dell’occupazione dell’area da parte del disco restaurant Barrio Barracuda e di nuovo il degrado sono le ultime tappe del calvario. Il locale da ballo all’aperto era stato infatti sfrattato nel 2011 perché col passaggio della proprietà dell’area dai Comuni di Monza e Milano al consorzio si doveva procedere con la realizzazione del parcheggio per i pullman dei turisti in visita alla Villa Reale e al Parco, come da progetto di recupero dell’architetto Giovanni Carbonara. L’Amministrazione comunale guidata da Marco Mariani, su sollecitazione delle società rotellistiche, aveva però convinto il consorzio a restituire l’area in gestione a chi ha dato maggiormente lustro, “autodromisti” a parte, alla storia sportiva della città. La direttiva politica è stata poi confermata dall’attuale Amministrazione retta da Roberto Scanagatti. L’accordo, però, è saltato.

monza-pista-pattinaggio-hockey-boccaccio-bambinoA denunciarne l’affossamento è Andrea Brambilla, il presidente dell’Hockey Roller Club Monza, l’unica società di hockey su pista ancora operativa (nel frattempo la città ha vinto altri quattro scudetti con il Sodalizio Hockeystico Roller Monza): “Tre anni fa avevamo presentato al consorzio una proposta di recupero da 45mila euro che prevedeva il rifacimento della pista, la sistemazione del casotto e la creazione di nuovi spogliatoi tutto a carico della società di hockey. Il consorzio ci aveva risposto chiedendoci un affitto annuale di 46mila euro! Di fronte al nostro stupore, e al fatto che gli abbiamo evidenziato che senza copertura la pista è utilizzabile solo da aprile a settembre, la cifra è scesa a 23mila euro. In seguito ad alcuni chiarimenti riguardo alla nostra attività sportiva (la squadra di punta è in terza serie, ndr) la cifra è ulteriormente calata a 6mila euro, ma non ci siamo ancora. Insomma, il consorzio non considera il nostro investimento sulla pista e il fatto che la nostra è un’associazione dilettantistica senza scopo di lucro. Ci aspettavamo il comodato gratuito almeno per i primi 6 anni, naturalmente con l’impegno a mantenere la struttura in buono stato. Si vede che preferiscono avere lì i balordi tra i cespugli anziché i pattinatori. E sì che il volantino elettorale di Scanagatti parlava di ‘attenzione e rivalutazione degli sport minori’… A Viareggio, al Circolo Ancora, c’è una pista più piccola dove per tutta l’estate di giorno si tengono camp di hockey per ragazzi mentre alla sera si organizzano partite e tornei come noi siamo abituati a vedere per il calcio a 5. Perché non far diventare anche la nostra via Boccaccio un luogo di aggregazione per tanti ragazzi e genitori? Il consorzio pensa che noi dalla pista vogliamo guadagnarci, ma non è assolutamente vero. È il consorzio che vuole lucrare da quel sito, ma allora può sempre pubblicare un bando per la gestione del solo chiosco!

monza pista hockey via boccaccio 1La questione è monitorata dall’Amministrazione comunale tramite il consigliere delegato allo Sport, Silvano Appiani: “Il Comune nella vicenda ha un ruolo da mediatore perché la competenza è del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza essendo la pista di via Boccaccio all’interno delle mura dei Giardini Reali. Certo è che la situazione di degrado non ci fa piacere, così come quella esistente nei Boschetti Reali. Solo che per questi c’è un progetto di riqualificazione che a breve verrà attuato, mentre lungo il perimetro sud dei Giardini c’è un ‘buco nero’. È un problema che non si riesce a risolvere anche perché la pista può essere usata solo in estate dal momento che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Lombardia non consente la posa di una copertura. Di conseguenza la richiesta di pagamento di un canone annuale per la sua gestione fa fatica a essere accettata dalle società rotellistiche. Qualcuno però deve ora prendersi la briga di gestirla questa pista perché così com’è l’area non può rimanere. Riguardo all’accusa di scarsa attenzione e rivalutazione degli sport minori da parte dell’Amministrazione comunale, la rispedisco al mittente. È da tempo che mi sto muovendo per realizzare in città una ‘casa del pattinaggio’: all’inizio del prossimo settembre il progetto dovrebbe essere pronto da sottoporre alle società rotellistiche. Si tratterà di una tensostruttura di ultima generazione che già la Federazione Italiana Pallavolo promuove presso i propri associati. Sarà dotata di tribune rimovibili per una capienza di qualche centinaio di spettatori (per ospitare partite di regular season di Serie A1 sono necessari 800 posti, per finali scudetto 1500 posti, ndr). L’ubicazione dovrebbe essere quella dell’attuale ciclodromo di via Rosmini, che verrebbe smantellato perché poco utilizzato”.

monza-pista-pattinaggio-boccaccioTornando alla pista di via Boccaccio, il direttore generale del consorzio Lorenzo Lamperti preannuncia la distruzione dell’impianto: “Noi eravamo pronti a pubblicare un bando per la gestione della pista, in modo che le società rotellistiche potessero rispondere positivamente alla nostra volontà di venire incontro alle loro esigenze, dato che il consorzio è di proprietà anche del Comune di Monza, la cui volontà è di aiutare le associazioni cittadine. Però non so per quale motivo le società sportive interessate alla gestione della pista hanno rifiutato la nostra proposta. Alcuni mesi fa avevamo allora deciso di unificare il bando per la gestione della pista con quello per la gestione del circolo per il tennis (situato poche decine di metri più a est, ndr). Anche in questo caso, però, la cosa non è stata portata avanti, stavolta per volere dell’Amministrazione comunale che sperava ancora di recuperare il rapporto interrotto con le società rotellistiche. Secondo loro chiederemmo una somma troppo alta? Devono capire che il consorzio non è un ente morale, ma un ente che vive dei proventi delle concessioni. Se vogliono recuperare le spese del canone basta che gestiscano anche il chiosco. Comunque se la proposta di valorizzazione della pista non interessa loro, ne prendiamo atto e utilizzeremo l’area in altro modo. Stavamo giusto considerando che sarebbe il punto d’accesso ai Giardini Reali privilegiato quando diverranno a pagamento. Potremmo insediare lì il punto informazioni. Una cosa è certa: l’attuale degrado è inaccettabile, così come le accuse di responsabilità dello stesso da parte del consorzio”.

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euro roller games 2006 di tweetysf

 

 

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Camillo Chiarino
Monzese da sempre, ma frequento assiduamente la Brianza perché amo la quiete e la natura. In particolare adoro la Valsesia, la terra dei miei antenati paterni. Giornalista professionista "tuttologo", mi piace scrivere in particolare di politica e sport. Sono tifoso di tutte le squadre cittadine di qualsiasi disciplina e seguo da vicino le partite del Monza 1912, della Vero Volley Monza e della Saugella Monza. A proposito di pallavolo, l’ho praticata per 17 anni in società della zona, ma quando capita non mi tiro indietro a giocare a nulla, soprattutto se l’invito arriva da una esponente del gentil sesso… Mi piace molto navigare in internet, visitare mostre e monumenti e assistere a concerti, in particolare di musica folk e celtica.


Commenti

  1. MassimoC dice:

    Quindi vorrebbero realizzare un palahockey in via Rosmini?
    Ma sono matti?
    Abbiamo il palaiper che da progetto iniziale era stato costruito proprio per l’hockey!!! E che adesso soltanto il Vero può usufruire (ma per quanto poi?) a causa dei costi stratosferici.
    Vadano ad adeguare il palaiper per l’hockey così che, tra l’altro, si possano anche ripartire i costi!!!! Altro che nuovo palazzetto!

  2. no basket dice:

    Massimo l’Hockey é mer*a chissenefrega ti tale roba?

  3. Andrea Brambilla dice:

    MassimoC, sarebbe utile capire se esiste un sistema per trasformare il palaIper in qualcosa di più piccolo o di divisibile. A me pare che la struttura non lasci molto scampo. Sarebbe forse stato meglio (per Monza) realizzare con gli stessi soldi un palazzetto di capienza 1000/1200 posti e magari due palestre piccole con copertura a tensostruttura, più gestibili dalle singole società.
    Oggi a Monza le ore a disposizione di pattinaggio artistico e hockey (tralascio il free style che può allenarsi sul linoleum) sono relegate in due palestre: Ardigò e Tacoli.

    Ardigò è l’unica pista con balaustra (per cui a hockey ci si può allenare solo lì)
    Tacoli non ha balaustra e ha pure pareti in cartongesso per cui solo pattinaggio

    Il totale delle ore (tenendo conto di usarla tutti i giorni della settimana dalle 17 in avanti) è di circa 90 ore. Siamo in 4 società ad utilizzarle e il regolamento comunale assegna più o meno ore a seconda di criteri come il numero di atleti, di quanto è storica la società, etc…

    Per il numero di atleti servirebbero almeno altre due palestre per soddisfare tutte le richieste di ore, ma ovviamente già averne una in più sarebbe ORO.
    Se il comune una volta nella sua vita decidesse di imporsi e di spingere su una sistemazione con copertura (anche temporanea) di via Boccaccio, già sfrutteremmo una pista praticamente già pronta e funzionante (basterebbero pochi mesi). Tutto questo mentre il comune definisce (speriamo) il progetto della palestra nuova (o come dici tu, ma soluzione difficile e forse più costosa) dell’adeguamento del pala IPER.

    …perchè in fondo le uniche discipline in cui a Monza abbiamo vinto e siamo conosciuti sono l’Hockey e il Pattinaggio…mi spiace per gli altri!

    • MassimoC dice:

      2 cose vorrei sapere:
      1 – come ripeto, il palaiper INIZIALMENTE era stato costruito proprio per dare casa alle nostre 2 squadre di hockey cittadine. Cosa è successo, in corso d’opera, di così grave tale per cui il progetto è stato completamente stravolto? E’ vero, le 2 società sono fallite, ma questo non basta a giustificare la cosa: avrebbero potuto essere rifondate, cosa che non è avvenuta nell’immediato, ma di certo a priori non potevano saperlo.
      2 – TECNICAMENTE (quindi a prescindere dai costi) che cosa impedisce al palaiper di ospitare l’hockey? Dimensioni del campo? Materiale della superficie? O che altro?

      • Andrea Brambilla dice:

        1) Al momento della sua costruzione, delle due squadre cittadine era rimasto solo l’HC Monza, decaduto e passato all’hockey in line, nelle mani del Sig. Giusti (tutt’ora presidente o dirigente della società). Da quello che so venne consigliato di inserire all’interno del PalaIper non una pista 20×40 (misure regolamentari da hockey pista) ma una pista 30×60 (misure regolamentari da hockey in line). Questo perchè si vedeva nell’hockey in line il futuro della disciplina rotellistica. Invece poi l’Hockey pista (che ha una storia più consolidata rispetto alla disciplina inline) ha ripreso piede e pur tra mille problemi oggi vanta un palcoscenico di maggior prestigio. Basti pensare che le finali scudetto dell’in-line si giocano a Milano in un pallone, mentre quelle dell’hockey tradizionale in un palazzetto gremito da 1200/2000 posti.
        Purtroppo il palaIper è stato concepito su un progetto preesistente (quello di Desio) che a parere mio sembra difficile da modificare, anche se lo stesso Giusti anni fa presentò un idea per la trasformazione che a me piacerebbe vedere. Io avrei preferito creare più palazzetti (tipo il pala Porada di Seregno) da 1000/1200 posti…che sarebbero stati meno onerosi da gestire e con un prezzo più abbordabile.

        2) Il PalaIper attualmente ospita il Vero Volley, che gioca su una superficie per il volley e che per essere rimossa porta via almeno una giornata. A questo va aggiunto il fatto che la pista per il nostro hockey non va bene (30×60 invece che 20×40) e che la balaustra non è montabile se non sul 30×60. Per gli europei del 2006 infatti si utilizzò una balaustra diversa fatta per il 20×40. Il problema di far coesistere una balaustra fissa 20×40 con un campo da volley dentro (9×18) credo sia nelle vie di fuga, che per la A1/A2 sono notevoli (ma non sono certo della cosa). Poi bisogna affrontare il tema dei costi. Un palazzetto da 4000 posti per una disciplina come l’hockey sarebbe davvero troppo grande, da riempire, da scaldare o raffreddare, da gestire…
        E’ praticamente come voler girare per i canali di Venezia con un trialbero da 40 metri…troppo grande, purtroppo!

        La soluzione di Biassono, cioè una tensostruttura da 800/1000 posti a sedere sembra (purtroppo la migliore) per il momento.

        Spero di essere stato di aiuto a capire meglio…

        • MassimoC dice:

          Per il punto 2 diciamo che bisognerebbe invertire le parti: non un impianto per il volley prestato all’hockey ma un impianto per l’hockey prestato al volley. In altre parole, sistemi tutto per l’hockey, che richiede molte più strutture, e il volley vi si adegua (alla fin fine a loro che sia giù la gomma o il linoleum poco dovrebbe importare, o no?)
          Se il campo è più grande rispetto a quanto previsto dalla federazione, tanto meglio, i problemi ci sarebbero stato se fosse stato più piccolo, non ti pare?
          Quanto alla freddezza del posto, non possiamo farci niente, non ha colpa nessuno, se non noi stessi, se i Monzaschi preferiscono andare a vedere gli sport milanesi che quelli cittadini. Diciamo che non avrebbero dovuto costruire un palasport così grande, così come il Brianteo, ma ormai c’è e ce lo teniamo così.
          Consumare suolo per costruire un palazzetto diverso per ogni sport mi sembra folle.
          Curiosità: ma a Novara e Lodi come fanno? I loro palasport ospitano solo l’hockey o anche altro?

          • Andrea Brambilla dice:

            La superficie di base è il parquet, cha a noi va benissimo, mentre il volley necessita (per imposizione della federazione volley) di un linoleum speciale, la cui stesa non è proprio velocissima, ma se si vuole si fa. In ogni caso bisognerebbe provare a toglierlo e rimetterlo per capire quanto tempo necessita.
            Il problema del campo non sussiste, infatti, a noi basterebbe predisporre i buchi per il fissaggio di una balaustra (anche fissa) lungo il 20×40 e tutto sarebbe a posto, il costo infatti non è molto… si tratta di fare buchi nuovi e di acquistare una balaustra 20×40 (o costruircela noi).
            A Lodi il palazzetto ha balaustra fissa e parquet, non so se oltre all’hockey vi gioca qualcun altro, penso il basket, che però non credo abbia fatto storie per la balaustra fissa.
            A Novara hanno tre impianti: Pala Dal Lago con balaustra fissa e parquet, Pala Verdi idem e la vecchia pista di via Buonarroti (balaustra fissa e piastrelle) che d’inverno viene coperta col pallone gonfiabile tipo tennis. Novara ha due società di Hockey ed entrambe hanno una parte di ore nei palazzetti.
            Ovviamente i tre palazzetti a Novara non sono solo per l’hockey, ma l’uso principale è quello…

  4. La città di Monza è ‘l’assenza di sport. Bastava essere presenti in questi giorni in area Cambiaghi per capirlo. Le vicende dell’Hockey e del Tennis Monza fotografano la tragica situazione

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