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Monza si prepara al bike sharing: sette ciclostazioni dislocate in città

Monza si prepara al bike sharing: sette ciclostazioni dislocate in città

25 Luglio 2014

Tutto pronto per il bike sharing. Salvo intoppi dell’ultima ora, entro la prossima primavera l’amministrazione comunale darà il via libera ai lavori di allestimento del noleggio bici a Monza.

Il progetto prevede una fornitura di 60 biciclette e l’entrata in funzione di sette ciclostazioni in zone strategiche della città: stazione FS di via Arosio, stazione FS lato porta Castello, largo XXV Aprile, tribunale presso piazza del Carrobiolo, via Sempione/via Stelvio, Ospedale San Gerardo e Villa Reale. Costo dell’appalto: circa 256 mila euro di cui 138mila in cofinanziamento con Regione Lombardia.

Le 7 stazioni saranno dotate complessivamente da 8 a 16 cicloposteggi. Il numero è stato scelto come giusto equilibrio tra costi economici e necessità legate allo studio dei risultati ottenuti dopo una prima fase di attivazione del servizio, in seguito al quale potrà essere ricalibrato il sistema per adeguarlo alle esigenze espresse dagli utenti. Il siestema adottato, viste le caratteristiche e la dimensione della città di Monza sarà di tipo elettronico “a tessera”, attraverso l’uso della carte regionale dei servizi.

Ciascuna stazione sarà costituita da: cicloposteggi cui ancorare le bici, 7 biciclette, un totem interattivo con informazioni relative la cartografia e la dislocazione delle altre stazioni, una colonnina di ricarica per mezzi elettrici, una videocamera di sorveglianza.

Quindi, le prime bici si vedranno in circolazione subito dopo l’estate, anche se non è escluso che alcune velo stazioni entrino in servizio anche se i lavori non sono ancora ultimati.

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


Commenti

  1. ninetofive dice:

    il “bike ciuling” arriva a ruota … per i forestieri ciulare= rubare!

    p.s. che idee del cazzo!

    • Darkkest dice:

      Il bike ciuling non arriva a ruota se piazzi telecamere e soprattutto ogni prelievo è registrato. A londra per prendere le bici o fai un abbonamento e quindi sanno chi sei oppure vai di carta di credito, e quindi se la bici non torna la conseguenza è facilmente intuibile.
      Ergo non è un’idea del cazzo ma una cosa che c’è in mezzo mondo e funziona, basta volerla far funzionare ed essere inflessibili con chi fa stronzate.
      Semmai vorrei sapere per curiosità quanto è costata ogni bicicletta, al netto delle stazioni etc etc, solo la bicicletta nuda e cruda.

      • ninetofive dice:

        funziona nel mezzo mondo che funziona. meno di mezzo, un quarto a essere positivi .. insomma, paesi anglosassoni e scandinavia.
        nel terzo mondo non può funzionare. tempo 3 mesi e le hanno rubate tutte.

        • Paolo Bartoli dice:

          beh, per rubarle dovrebbero clonare anche la tessera regionale…

          • ninetofive dice:

            e secondo lei un napoletano si ferma davanti a cosi’ poco??!!

          • Paolo Bartoli dice:

            il bike sharing è diffuso in tutto il mondo e se gestito correttamente è un contributo importante per la mobilità. Penso sia un contributo importante anche a Monza. Chi si muove ad esempio in treno (ma non solo) potrà usufruire del bike sharing per muoversi in città.

  2. Uno sperpero assurdo di soldi pubblici. Ogni monzese possiede una o più bici. Servono piste ciclabili, non queste buffonate.

    • mairizio erba dice:

      NON E’ SPERPERO DI DENARO PUBBLICO PERCHE POI LE DEVONO PAGARE GLI UTENTI CHE POI SIAMO ANCORA NOI,

  3. MassimoC dice:

    La buona riuscita o meno non dipende dal Comune, non credo proprio che siano soldi pubblici, o lo sono solo in parte, ma dall’impresa aggiudicataria della gara d’appalto.
    Ebbene, a Milano sembra che il servizio funzioni. Questo perchè il servizio se l’è aggiudicato ATM, un’azienda di dimensioni enormi che non ha problemi a rimpinguare con gli introiti gli inevitabili vandalismi che ci sono e sempre ci saranno.
    La tecnologia può aiutare: ok la CRS, ma anche microchip GPRS nascosti nel telaio aiuterebbero a rintracciare le bici che verranno rubate (e ce ne saranno, anche questo è sicuro purtroppo) o utilizzo in luoghi impropri.
    Ma alla base di tutto, come ripeto, ci deve essere la solidità dell’azienda che curerà il servizio: Valentina, puoi dirci qualcosa in merito?
    Stante questo, il servizio limitato alla sola Monza città mi sembra limitato e limitante: meglio sarebbe estenderlo su scala provinciale, sarebbe senz’altro più appetibile.

  4. mairizio erba dice:

    7/8 BICICLETTE A PUNTO DI UTILIZZO ???????? CON 256.000 EURO COMPRAVANO 2.560 BICICLETTE – NO CON 60 BICICLETTE DEVONO AMMORTIZZARE IL COSTO CHE VUOL DIRE 4.266 EURO A BICICLETTA QUNTO CAZZO SONO LE TARIFFE?????????????????

  5. Credo invece sia una buona idea dare la possibilità anche ai non residenti di avere a disposizione delle biciclette. Sicuramente si potrà migliorare il sistema, si potranno abbattere i costi e fare tanto altro, ma da qualche parte bisognerà pur cominciare…..cerchiamo di essere meno chiusi alle novità.

  6. Paolo Bartoli dice:

    Mi sembra un buon inizio. Decisamente poche le biciclette a disposizione, ma da qualche parte bisogna pur cominciare…

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