22 Settembre 2021 Segnala una notizia
Monza, la pista da hockey su rotelle è abbandonata: in tanti ne auspicano il recupero

Monza, la pista da hockey su rotelle è abbandonata: in tanti ne auspicano il recupero

24 Luglio 2014
Teatro di gioie da parte dell’Hockey club Monza, prima, luogo desolato, oggi. E in tanti sono coloro che auspicano il recupero della pista di hockey su rotelle di via Boccaccio.
Storie di sport e amicizia che restano per sempre impressi nell’anima e che si spera presto possano ripetersi attraverso le azioni delle nuove generazioni.
Lo stato attuale della storica pista di via Boccaccio ha destato molta indignazione da parte di chi in quella pista ha trascorso parte della sua gioventù. Nell’impianto comunale solo erbacce, incuria e abbandono.
monza pista hockey via boccaccio 3

L’hockey su pista arrivò a Monza nel 1932 grazie ad alcuni giocatori delle squadre milanesi dell’epoca, e nel 1933 fu fondato l’Hockey Club Monza, col nome di Skating Hockey Club Monza, da Ambrogio Mauri e Gianni Redaelli, che erano i titolari dello skating nel salone delle dodici colonne di Piazza Garibaldi.

L’Hockey Club Monza giocò la sua prima partita il 3 marzo 1933 perdendo 6-5 contro il Gloria di Milano. La rivincita avvenne il 9 marzo seguente e il Monza vinse 3-0.

monza pista hockey via boccaccio 2
Non sono solo gli sportivi però a gridare “vergogna”, anche chi un tempo quel luogo l’aveva già rimesso a nuovo e con la concessione del comune ci aveva fatto un locale. Il “Barracudino”, uno dei pochissimi locali all’aperto di Monza, città che offre sempre meno a livello di offerta per il divertimento. La concessione non fu rinnovata tra non poche polemiche e … questo è il risultato?

Condividi questa notizia

Facebook & Newsletter

Cliccando sulla Pagina Facebook Ufficiale di MBNews e mettendo "MI PIACE" ti aggiorniamo in maniera esclusiva ed automatica su tutte le NEWS. Se vuoi beneficiare delle nostre promozioni e degli sconti che i nostri clienti riservano a te, iscriviti subito alla Newsletter.
Redazione
La redazione di MB News è composta da giornalisti professionisti e pubblicisti. Il direttore è Matteo Speziali col quale ogni giorno chi collabora con il giornale si confronta per offrire a voi lettori un giornale di giorno in giorno più interessante e più vicino a voi. Se avete qualche bella storia da raccontarci o se volete denunciare un fatto chiamate lo 039361411 oppure scrivete a [email protected] .


Commenti

  1. MassimoC dice:

    Ormai da recuperare non c’è più niente. La bella tribuna per il pubblico è stata abbattuta, rimane soltanto il quadrato di gioco e il casottino fatiscente degli spogliatoi, privo di qualunque valore artistico.
    Le norme federali attuali non consentono più nessuna gara agonistica, non so se sia usufruibile a livello amatoriale o dimostrativo, ma se anche fosse ne varrebbe la pena?
    Morale: tiriamo via tutto e restituiamo l’area a verde.

    • Andrea Brambilla dice:

      MassimoC…vedo che sei un esperto di norme federali…spiegaci meglio quali sono…
      La pista è un campo regolare da 20×40 metri, le recinzioni (per quanto rovinate dall’incuria del proprietario) sono addirittura meglio di molte piste di serie A1 (e questo te lo garantisco da esperto). Ci si potrebbero fare tantissimi tornei estivi, anche senza copertura, e tanti atleti (ora destinati a pattinare altrove) potrebbero fruirne (magari anche a costo zero visto che a Monza si paga anche un cesso di pista chiamato Ardigò).

      Se solo a Monza si decidesse di vincolare una società a non farne lucro, ma a gestirla pagandosi i soli costi di esercizio, e a darla a costo zero (a patto che questa venga tenuta in buono stato) sarebbe un successo, invece si vuole guadagnare a tutti i costi…

      Tre anni fa avevamo fatto una proposta di recupero con la sistemazione della pista, a carico della società di hockey (nuovo manto fornito dalla MAPEI, sistemazione casotto e creazione spogliatoi…

      Il consorzio della VR ci ha chiesto prima 46000€, per poi scendere a 23000€ per poi alla fine chiedere un “obolo” di 6000€. Considerato che non lo facevamo per soldi e che già ci impegnavamo a investire 25000€ per la pista sarebbe valsa la pena di darlo a titolo gratuito per i primi 6/8 anni, la pista con i suoi fruitori magari avrebbe tenuto un po’ più lontano gli spacciatori…

      la risposta della dott. Larcher del Consorzio Villa Reale è stata:”Ma tanto poi se la sistemate chi la usa oltre a voi e al pattinaggio?”

      Lì ho capito che lottavo contro i mulini a vento…però, da stupido omantico quale sono, spero sempre che qualcuno si svegli! D’altronde il volantino elettorale di Scanagatti non parlava forse di ATTENZIONE e RIVALUTAZIONE degli sport minori?

      • MassimoC dice:

        Senz’altro hai le mani in pasta molto più di me.
        Quanto alle norme sono andato per logica: se un tempo il Monza giocava lì i suoi campionati e poi ha dovuto trasferirsi in un luogo chiuso, una ragione ci sarà stata…
        E’ possibile giocare ad hockey sotto la pioggia?
        Tieni poi conto che usufruendola solo nelle stagioni calde, ma pur sempre solo col bel tempo, avresti dei costi fissi spropositati che andrebbero spalmati anche nelle stagioni fredde. Chi paga?
        A meno che non si voglia coprire il tutto con un tendone, ma allora ha senso farlo nella villa reale? Non è forse meglio cercare la palestra di qualche scuola?

  2. Il problema è che se si restituisce la zona verde si darebbero solo più luoghi dove certe persone si possano nascondere, drogare e lasciare in giro siringhe (che tra i giardinetti li davanti e i giardini della villa reale si trovano guardando bene), per non parlare degli spacciatori (nonostante l’ambiente sia migliorato di parecchio rispetto ad anni fa…vivo li in zona quindi so come va li)
    Inoltre ci sarebbe anche il baracchino dei giardinetti, quelli che affacciano anche su piazza citterio (re di sasso), sempre abbandonato dove invece si potrebbe fare un baretto fantastico!!!
    L’altro problema è che il comune (non si spiega mai il perché) revoca sempre i permessi quando l’attività funziona perfettamente. “Il Barracudino” era un locale non troppo vicino alle case (si in casa sentivo un po di musica ma in egual modo sento quella del Saint George Premiere del parco) e comunque la musica non era mai a cannone.
    Queste normative costringono i giovani a cercare posti a Milano o in Brianza per andare a bere e poi … gli incidenti. Mentre li si potrebbe arrivare tranquillamente a piedi senza problemi. Vicino al centro e facile da raggiungere.

    • Andrea Brambilla dice:

      MassimoC, non ho detto che alla pista di via Boccaccio ci si debba tornare a fare i campionati italiani…semplicemente che la pista è lì a far niente, inutilizzata. Con un intervento non esagerato (e magari la pubblicità di qualche sponsor) si potrebbe fare diventare (anche solo d’estate) la zona un centro di aggregazione per tanti ragazzi e genitori. Se invece la vogliamo lasciare in mano a spacciatori e maniaci, allora hai pienamente ragione. A viareggio al circolo Ancora c’è una pista che fa ridere, al confronto…ebbene, per tutta l’estate si tengono camp estivi di hockey, con 200 ragazzi che partecipano, oltre ad essere utilizzata per partite serali (si paga come un normale campo di calcetto ma si gioca ad hockey)…settimana scorsa ad esempio c’era un torneo giovanile, e hanno partecipato anche due atleti di Monza (aggregati ad altra società). Uno di loro mi chiede dopo una partita:”Perchè non lo facciamo anche da noi questo torneo?”….

      Piantiamola di vedere lo spreco nel mantenere questo o quell’impianto sportivo…iniziamo a farli gestire da gente per bene. LO SPRECO STA DA UN ALTRA PARTE…

Articoli più letti di oggi