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Barlassina, Cesano, Meda e Seveso: allagamenti e day after. Le voci dei sindaci - MBNews
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Barlassina, Cesano, Meda e Seveso: allagamenti e day after. Le voci dei sindaci

Dopo la tempesta si contano i danni. E così si sta facendo in tutti i Comuni della Brianza: per MBNews le voci di amministratori e cittadini tra cantine allagate e fiumi di fango.

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Dopo la tempesta si contano i danni. E così si sta facendo in tutti i Comuni della Brianza, sia da parte delle amministrazioni, che in diversi casi stanno pensando, se non l’hanno già fatto, di chiedere lo stato di calamità, sia, e forse soprattutto, da parte di quei cittadini che si sono trovati allagati cantina e garage, e talvolta anche il primo piano di casa.

Nella notte tra il 7 e l’8 luglio molti dei sindaci erano per strada, insieme a Vigili del Fuoco e  Protezione Civile: nella serata di martedì, quasi 24 ore più tardi, la prima e più grave emergenza sembra essere passata. «La situazione è ora della massima tranquillità – ci ha detto al telefono il neosindaco di Barlassina, Piermario Galli, interrompendo per qualche minuto la seduta della giunta comunale -. Abbiamo attivato il Piano di emergenza già all’una di notte, e con i Carabinieri di Seregno e i Pompieri di Cesano Maderno non abbiamo perso tempo, lavorando fino alle 4.30, principalmente nella zona di via Marconi, dove il Seveso è esondato». Che misure sono state prese? «Abbiamo chiuso la strada fino alle 7.00, poi l’acqua ha cominciato a defluire. Ora abbiamo a che vedere con qualche cantina allagata, ma nulla di più».

Piazza Cavour, 8.07 h19.00

Piazza Cavour, 8.07 h19.00

Più grave la situazione a Meda, Seveso e Cesano Maderno: verso le ore 18.30 di martedì, il sindaco di Meda, Giovanni Giuseppe Caimi, prevedeva: «Torneremo operativi da domani: il Comune è andato in blackout perché due cabine dell’Enel sono state sommerse dall’acqua, il problema si è risolto solo a metà pomeriggio. Stanotte piazza del Municipio, così come anche piazza Cavour, era un lago: un lago che si muoveva a velocità impressionante, con l’acqua incanalata nelle vie vicine. Stiamo provvedendo a conteggiare i danni: chiederemo se sia possibile superare il patto di stabilità per poter venire incontro ai cittadini. Non vorrei che, oltre al danno, subissero anche la beffa». Il punto è capire se “il danno” fosse prevedibile: «No, anche se credo che un evento naturale così dipenda ormai dalla sub tropicalizzazione del clima – afferma Caimi -. Per questo sono tanto orgoglioso: Protezione civile e Vigili hanno svolto un lavoro encomiabile. Stanotte sono uscito alle 3.30 e il primo gruppo della Protezione civile stava già drenando l’acqua nelle case di via Garibaldi».

Foto gentilmente concessa da Anastasia Iurato

Foto gentilmente concessa da Anastasia Iurato

Un evento non prevedibile anche secondo il vicesindaco di Cesano Maderno, Pietro Nicolaci: «Il segnale di emergenza ci è arrivato addirittura nella giornata di oggi: o la “bomba d’acqua” era del tutto inaspettata, o qualcosa non ha funzionato – ha dichiarato -. Da noi non è stato il Seveso a fare danni, ma il torrente Comasinella, che è tracimata dalla vasca dove è tenuto in osservazione e sotto controllo da una 20ina d’anni. Dalla zona del Biulé, nel quartiere Snia, l’acqua è straripata confluendo in via Friuli, una strada a forte pendenza, in fondo alla quale si trova la Caserma dei Carabinieri, che infatti è stata allagata. Non solo: anche alcune cantine e aziende della zona, come Crippa Cucine, hanno subito danni. Senza contare il disastro sulla Nazionale dei Giovi. Nella iattura, però – continua il vice di Ponti – abbiamo avuto almeno due fortune: nel giro di 12ore il grosso dell’emergenza è stato risolto grazie a un massiccio utilizzo delle forze a disposizione. Inoltre, abbiamo attivato subito con Protezione Civile e Vigili del Fuoco il Piano per le emergenze che avevamo approvato ad inizio anno». Particolare, quest’ultimo, tutt’altro che superfluo: è previsto infatti che un Comune possa accedere agli eventuali fondi  solo nel caso abbia approntato un Piano per le emergenze. «Abbiamo già chiesto lo stato di calamità naturale – conferma Nicolaci -, anche se dobbiamo ancora fare una stima dei danni. Il lavoro è stato notevole – conclude, ringraziando i Vigili e tutti gli interessati che hanno lavorato no-stop -: abbiamo anche fatto intervenire una ditta per mettere a posto i tombini saltati e l’asfalto danneggiato. In mezza giornata hanno sistemato tutto e abbiamo potuto riaprire la strada». Emergenza superata, ma nessuna intenzione di abbassare la guardia: «Restiamo all’erta fino a giovedì», assicura il vicesindaco.

«Il traffico deviato da Cesano è stato fatto passare su Seveso perché il territorio è sicuro – sottolinea il vicesindaco sevesino Giusy Cilia -. L’amministrazione è stata presente al 100% sul territorio, anche per contingentare la paura: l’acqua è caduta talmente violentemente e talmente a lungo che l’evento deve certamente ascriversi come straordinario. I danni ci sono stati, ma – ha concluso la vice di Butti, che nella notte si trovava per le strade del suo Comune insieme alla Protezione Civile e alla Polizia Locale – il paese ha retto».

A sera, i cittadini puliscono e contano i danni

A sera, i cittadini puliscono e contano i danni

E se nella serata di martedì tutto sembrava quasi nella norma, a parte le pozzanghere e le tracce di fango, non ovunque era così: in via Redipuglia, a Seveso, è esondato anche il torrente Certesa, allagando garage e cantine di condomini e villette. Tra cui anche quella del dottor Michele Iurato, che alle 19.00 era in strada a cercare di far defluire l’acqua: «La Protezione Civile è arrivata subito, è vero, ma aveva mezzi inadeguati, e dopo poco hanno persino finito la benzina – ha protestato -. L’acqua ha sommerso la cantina, è arrivata a un centimetro dal piano della casa». Il problema infatti non era solo il torrente, ma, piuttosto, la fognatura: i tombini sono andati fuori uso, e presto hanno cominciato a rigurgitare anche l’acqua degli scarichi. «Ci vorrà almeno un altro giorno di lavoro – dice un operaio occupato a ripulire il piano interrato del condominio di fianco -. Mai visto un allagamento così».

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