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Consiglio provinciale ultimo atto, palazzo Grossi cambia pelle

Ieri martedì 10 giugno si è svolta l'ultima riunione dell'assemblea provinciale. Da oggi entreranno in carica i sindaci dei 55 Comuni della Brianza

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Cala il sipario sul Consiglio provinciale. Martedì 10 giugno, si è svolta l’ultima seduta dell’aula che avrebbe dovuto rappresentare e difendere gli interessi della Brianza.

Invece, dopo cinque anni di lavori, 231 sedute di Consiglio, 1705 commissioni, 182 delibere e 350 ordini del giorno, “tutto andrà perduto nel tempo come lacrime nella pioggia (la citazione non è casuale e chi non la conosce la cerchi on line ndr)”.

Da oggi la Provincia così come l’abbiamo conosciuta non esiste più. I 13 consiglieri non verranno rieletti. Al loro posto, dopo un periodo di traghettamento che sarà gestito fino alla fine dell’anno dal presidente Dario Allevi, arriveranno i sindaci dei 55 Comuni del territorio e un consiglio di 16 rappresentanti nominati dai consigli comunali. Insomma, la Provincia non è stata cancellata, ma politicamente decapitata.

Da ieri funzionerà esclusivamente come organo amministrativo e martedì sono stati approvati gli ultimi atti, fra cui un paio di ordini del giorno relativi al Tavolo della sicurezza e all’Osservatorio rifiuti. Per quanto riguarda il trasloco nella nuova sede realizzata sull’area dell’ex casermone IV Novembre, il rinvio a luglio ha subito un ulteriore slittamento a ottobre.

Tombale il commento dell’assessore di Forza Italia, Martina Sassoli: “Hanno tolto ai cittadini la possibilità di eleggere i loro rappresentanti, mentre hanno dato vita a una casta che ne nominerà un’altra”. In queste ore il presidente Dario Allevi e il sindaco di Monza, Roberto Scanagatti si sentiranno per stabilire la data per la prima convocazione dell’assemblea.

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