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Monza, un museo in parabolica per l'Autodromo. Semaforo verde da Regione - MBNews
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Monza, un museo in parabolica per l’Autodromo. Semaforo verde da Regione

Il Consiglio regionale lombardo oggi ha dato il via libera alla mozione, presentata dal consigliere brianzolo Lino Fossati, che chiede l’apertura di un museo interattivo negli spazi sottostanti alle sopraelevate.

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Il Consiglio regionale lombardo oggi ha dato il via libera alla mozione, presentata dal consigliere brianzolo Lino Fossati, che chiede l’apertura di un museo interattivo negli spazi sottostanti alle sopraelevate, all’interno dell’autodromo di Monza. E la politica si divide.

«L’autodromo – ha spiegato Lino Fossati – è un circuito automobilistico internazionale, situato all’interno di un Parco che rappresenta un’eccellenza da valorizzare anche in vista di Expo 2015, evento di cui la città di Monza, peraltro, ha un ruolo di rappresentanza. L’esposizione universale, che porterà sul territorio lombardo milioni di visitatori, si configura dunque quale occasione di promozione dell’autodromo, famoso per ospitare il Gran Premio di Formula 1».

«L’apertura di un museo – ha continuato Fossati – potrebbe essere l’occasione per far sì che i visitatori possano ripercorrere la storia dell’autodromo e dell’automobilismo, ospitando anche le automobili che hanno corso nel “catino dell’alta velocità. Lo spazio multimediale, così come indicato nella mozione, potrebbe essere realizzato negli spazi sottostanti una delle sopraelevate, al fine di tutelare e dare nuova vita alle stesse. Costruite nel 1955 e tutelate dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, essendo “architettura industriale da conservare” e rara opera superstite nell’ambito degli autodromi sportivi, le sopraelevate saranno a breve sottoposte ad un restauro conservativo. Collocare il museo in questi spazi, significherebbe creare uno polo culturale in un contesto architettonico unico e di pregio”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Massimiliano Romeo, consigliere regionale brianzolo in quota Lega: «Il museo è tristemente chiuso dal 1997 e il nostro auspicio è quello di riaprirlo in tempi ragionevoli, magari nell’ambito del progetto di restauro delle sopraelevate, con l’utilizzo degli spazi sottostanti. Il ripristino di uno spazio museale dedicato ai motori e ai veicoli che hanno fatto grande la storia del circuito di Monza potrebbe rappresentare un ulteriore buon motivo per visitare la città di Teodolinda per i tanti appassionati di motori che si recheranno in Italia in occasione di EXPO2015. Resto convinto della necessità di una maggiore partecipazione di Regione Lombardia alle vicende riguardanti l’autodromo monzese».

Più cauti i democratici, che si sono astenuti e che ricordano altre priorità per Monza, come commenta Enrico Brambilla: «Un museo nell’autodromo di Monza non è certo una cattiva idea. Anzi, pensiamo che la pista e le sue pertinenze siano un vero e proprio patrimonio per la provincia e tutta la Lombardia che va valorizzato, anche attraverso una sede museale. Ma non è certo con una mozione che fa i conti in tasca dei proprietari senza che la Regione ci metta nulla del suo, che si potrà realizzare. Che fine hanno fatto le priorità individuate nell’ordine del giorno approvato dal Consiglio a marzo, dopo il primo giro di consultazione nelle province lombarde? In quel caso stabilimmo una precisa programmazione con cui impegnare la Giunta, nella quale del museo non c’era traccia e la priorità per Monza e Brianza era l’Istituto superiore d’arte».

E anche Gianmarco Corbetta, consigliere del Movimento 5 Stelle, che ha votato contro, riassume la posizione dei pentastellati: «Sì alla realizzazione di un museo dell’automobile a Monza, recuperando una delle tante aree industriali dismesse del centro; Sì all’abbattimento delle sopraelevate per restituire al parco un’importante superficie riqualificata di 60 ettari in coerenza con la reale memoria storica di quel capolavoro architettonico e naturalistico che è il Parco di Monza; No al recupero di quel fallimento tecnologico, di quell’errore di progettazione che furono le sopraelevate».

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