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Brianza, la sanità top che si mette le bende. I cantieri e gli ospedali coinvolti

Brianza, la sanità top che si mette le bende. I cantieri e gli ospedali coinvolti

10 Aprile 2014

È uno dei vanti del territorio. Eccellenza riconosciuta in tutta Italia. La sanità, in Brianza, e più in generale in Lombardia, ha sempre rappresentato il fiore all’occhiello, il non plus ultra. Negli anni i direttori generali delle aziende ospedaliere e delle Asl l’hanno ripetuto come un mantra: “Vengono tutti da noi perché siamo il top”. Vero. L’affluenza fuori regione è sempre stata molto alta. I medici e il personale infermieristico di assoluto prestigio. La vicinanza con la sede distaccata dell’Università di Medicina Milano Bicocca a sottolineare la reputazione. Eppure, oggi, la sanità brianzola è in buona parte in convivenza con cantieri.

Si parte dall’ospedale San Gerardo di Monza. Centro nevralgico dell’intera provincia e, certamente, struttura di rilievo lombarda e italiana. Il cantiere, in via Pergolesi, è iniziato a settembre 2013 e dovrebbe durare fino a dicembre 2019. Dovrebbe, perché nel frattempo hanno mozzato – leggasi arrestato – i vertici di Infrastrutture Lombarde, partecipata di Regione Lombardia e grande regista del cantiere da 207 milioni di euro e 350 operai che mette a dura prova – sindacati, politici e personale docet – la convivenza tra prestazioni sanitarie e polvere, ruspe e rumore. Il sindaco di Monza, Roberto Scanagatti, ha recentemente messo in dubbio la prosecuzione del cantiere per come lo conosciamo. Mentre le prime conseguenze dei lavori sono già verificabili: viabilità esterna modificata, traffico in aumento e parcheggi al lumicino. “Mettere giù la macchina” nei dintorni del San Gerardo è diventata un’impresa.

Veniamo all’azienda ospedaliera di Desio e Vimercate, l’altra grande realtà del territorio, che comprende gli ospedali di Carate Brianza, Desio, Giussano, Seregno e Vimercate. E proprio quest’ultimo, inaugurato a dicembre 2009 dall’allora governatore lombardo, Roberto Formigoni, doveva essere la “risposta” brianzola al cantiere del San Gerardo. Era lo stesso direttore generale del nosocomio monzese ai tempi del progetto, Francesco Beretta (poi dimessosi in seguito allo scandalo Maugeri, senza mai essere indagato) a dirlo: “Metteremo cartelli in ospedale: ricorderemo l’esistenza di altre strutture, come Vimercate”. E invece dopo poco più di tre anni anche Vimercate starebbe pensando a una riorganizzazione logistica e interna. Qualcuno parla della chiusura di Cardiologia, uno dei reparti vimercatesi più noti. Altri insinuano problemi di grandezza, di dispersione e di “spending review”.

E poi i cantieri in arrivo a Carate Brianza e Giussano grazie ai fondi di Regione Lombardia. A Carate si amplia il pronto soccorso con la costruzione di un volume aggiuntivo per aumentare lo spazio dell’accoglienza e l’area dedicata all’osservazione dei pazienti: lavori da aprile 2014 ad aprile 2015. Giussano diventerà un Polo Materno Infantile, come da progetto del direttore generale di Desio e Vimercate, Pietro Caltagirone. Prima la messa in sicurezza: costruzione di un corpo aggiuntivo composto da ingresso principale, due ascensori e un corpo scala in modo da adeguare la struttura all’attuale normativa antincendio, con inizio dei lavori previsto per settembre 2014 e il termine per marzo 2016. Poi, a settembre 2014, dopo che la Direzione del nosocomio avrà presentato alla Direzione Generale Salute della Regione Lombardia la documentazione per gli interventi da attuare con il nuovo finanziamento, il bando di gara per la realizzazione del Polo Materno Infantile, termine cantiere previsto per settembre 2017.

A Desio il cantiere per l’ampliamento della struttura ospedaliera ha portato alla luce addirittura una discarica abusiva, l’azienda ospedaliera che è risultata estranea ai fatti, ha fatto sapere che si sta già provvedendo a bonificare l’area interessata.

Infine l’incursione delle Iene al Policlinico di Verano Brianza, con la denuncia shock del programma Mediaset: la struttura avrebbe erogato cure fisioterapiche placebo sui pazienti, attraverso macchinari non funzionanti, rotti, oppure spenti. Il contenzioso è ancora in corso, il Policlinico ha presentato in procura a Monza una denuncia a tutti gli autori e le persone coinvolte nel servizio.

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Andrea Meregalli
Ho sempre sognato di scrivere una biografia in terza persona singolare, ma ora mi vergogno. E allora Andrea Meregalli, classe 1984, vivo con Isabella e Arturo Bandini, giornalista pubblicista e lettore professionista con una passionaccia [cit.] per la letteratura latinoamericana del novecento, faccio alcune cose male tra cui giocare a backgammon e suonare l'ukulele, mi piacciono il jazz e il calcio, il poker e la mitologia norrena, i whisky e la filosofia greca antica. Soprattutto mi piacciono i libri, cartacei come digitali. Mi trovate su Twitter, su Facebook (poco) e su Finzioni Magazine.


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