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Pedemontana, sindaci tratta B2: “Se Maroni non ci ascolta siamo pronti a bivaccare fuori dalla Regione”

Pedemontana, sindaci tratta B2: “Se Maroni non ci ascolta siamo pronti a bivaccare fuori dalla Regione”

4 Aprile 2014

Ancora polemiche sulla Pedemontana. Questa volta ad alzare la voce sono i sindaci della tratta B2: Rosella Rivolta (Lentate sul Seveso), Anna Maria Frontini (Barlassina), Giuseppe Caimi (Meda), Paolo Butti (Seveso), Luigi Ponti (Cesano Maderno).

Regione Lombardia vuole infatti rendere operativa entro maggio 2015 la tratta Cassano Magnago-Lentate sul Seveso, connettendola alla superstrada Milano-Meda: i cinque sindaci ritengono che, senza opere di adeguamento, l’aumento del già consistente traffico sulla ex superstrada 35 sarebbe disastroso. Dopo aver inutilmente richiesto un incontro con il presidente della Regione, Roberto Maroni, si sono autoconvocati presso il suo ufficio per l’11 aprile (venerdì prossimo).

«Attenzione – precisa il sindaco di Meda Giuseppe Caimi -: noi non vogliamo fermare l’opera, che è fondamentale, soprattutto per una città come Meda, che ospita le più grandi aziende del mobile. È un collegamento importante, almeno per noi che – e qui il sindaco del Pd si lascia ad una frecciatina contro la Lega Nord – abbiamo un concetto più vasto di Padania». Che cosa chiedono dunque i sindaci a Maroni? «Che si rispettino i patti – risponde semplicemente Caimi -. Chiediamo che vengano realizzate le opere connesse di sostegno alla mobilità e mitigazione ambientale previste dall’accordo di programma: richiamiamo il presidente Maroni e l’assessore Del Tenno alla correttezza del loro ruolo». Più cauto il sindaco di Cesano Maderno, Luigi Ponti: «Non possiamo avere la certezza di riuscire – ha ammesso – ma dobbiamo tentare: vogliamo far vedere ai cittadini che non ci siamo dati per vinti».

Per farsi ascoltare sono disposti persino, afferma Caimi a «bivaccare in Regione: siamo attrezzati con viveri e sacchi a pelo. E non scherzo: è da tempo che abbiamo chiesto un colloquio con Maroni, che però rinvia continuamente di 10 giorni in 10 giorni. Ora non siamo più disposti ad aspettare: se non ci avrà dato appuntamento entro l’11 aprile, andremo noi da lui».

Il presidente della Regione potrebbe però ribattere che le richieste dei sindaci non possono essere esaudite: com’è noto, mancano i fondi. «Il finanziamento non ci riguarda – ha replicato Caimi – Noi chiediamo che vengano realizzate le opere concordate: questa è la posizione univoca dei cinque sindaci. La nostra è un’azione politica, fatta dalle istituzioni nei confronti di altre istituzioni che rischiano un comportamento dissennato -. Il primo cittadino medese si augura di essere ricevuto presto dal presidente Maroni, ma non rinuncia ad un’ultima battuta-: E speriamo che non si metta la sua cravattina verde. Noi portiamo il tricolore e ne siamo orgogliosi».

G.S.

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