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Legge Merlin, Romeo: “Basta con il far-west della prostituzione di strada”

Legge Merlin, Romeo: “Basta con il far-west della prostituzione di strada”

9 Aprile 2014

Via libera dal consiglio regionale alla proposta di referendum parzialmente abrogativo della legge Merlin. In merito è intervenuto il capogruppo del Carroccio Massimiliano Romeo, che è anche relatore e primo firmatario del provvedimento: “La nostra proposta nasce dall’esigenza di abrogare una normativa che, dopo 60 anni, può considerarsi del tutto superata e inefficace. E’ sotto gli occhi di tutti, purtroppo, che la legge Merlin sia costantemente aggirata, basti pensare ai centri massaggi cinesi o agli annunci in internet e sui quotidiani. Per non parlare poi del far-west della prostituzione di strada, dove domina lo sfruttamento e la violenza dei racket criminali dell’est-Europa. Il popolo deve avere la possibilità di esprimersi sull’argomento e sotto la pressione di un possibile referendum il Parlamento sarà finalmente obbligato a legiferare su questo tema.”

“L’odierna approvazione della mia proposta – ha continuato Romeo – fa seguito a un preciso impegno che già avevo intrapreso da assessore alla sicurezza a Monza, ovvero togliere la prostituzione dalle strade restituendo dignità e vivibilità ai nostri quartieri. Da assessore alla Sicurezza avevo applicato le ordinanze anti-prostituzione e fatto eseguire parecchi blitz dalla polizia locale, ora da consigliere regionale ho proseguito nel raggiungimento di questo obiettivo con la presentazione della proposta di abrogazione della Merlin che oggi è stata approvata dal Pirellone.”

 

 

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Commenti

  1. Francostars dice:

    Come si può fare con la Convenzione ONU 1949/51, che l’Italia, a differenza di altri Stati come la Germania e l’Olanda, ha definitivamente ratificato nel 1980 e l’articolo 75 comma secondo della Costituzione Italiana che vieta i referendum abrogativi sui trattati internazionali? In più, la prostituzione in Italia è già tassata, grazie ai dettami dell’articolo 36 comma 34bis della Legge 248/2006, come chiarificato dalla Cassazione con le Sentenze n. 10578/2011 e 18030/2013.

    • scusa x curiosita` cosa dicono i decreti della Cassazione? In termini comprensibili intendo xche` sarei prorpio curiosa di sapere in che modo ritengono gia` tassata la prostituzione in Italia questi qui…

      • Francostars dice:

        Puoi trovare i relativi testi in Rete. Comunque secondo i Giudici della Suprema Corte, l’articolo 36 comma 34bis della Legge 248/2006 (finanizaria estiva di quell’anno) ha modificato l’articolo 14 comma 4 della Legge 537/1993 (finanziaria 1994), ponendo come redditi tassabili anche quelli illeciti non classificabili e di conseguenza, ha creato una tassazione generale di tutte le attività presenti in Italia. In questo modo, i vari divieti di registrazione, sfruttamento/favoreggiamento dell’altrui prostituzione, previsti dalla Legge 75/1958 “Merlin” s’intendono derogati, anche se solo in campo fiscale.
        Tale tassazione del meretricio è oltretutto stata applicata in base alla Sentenza del 20 novembre 2001, ricorso C-268/99 della Corte di Giustizia dell’UE, la quale, ai sensi dell’articolo 2 CE del trattato Europeo (adesso 3 TUE e 119 TFUE del Trattato di Lisbona), ha dichiarato che la prostituzione dove è considerata legale come guadagno deve essere tassata.

  2. Questa legge è da abrogare. Una legge figlia di un bigottismo spropositato, e miope. Miope perchè la prostituzione non sparisce semplicemente chiudendo le “case”, si trasferisce per strada, o in altre “case” mascherate sotto altre insegne… con tutto quello che ne segue.

  3. MassimoC dice:

    Riaprire le case chiuse potrebbe avere una sua valenza ai fini fiscali, nel senso di garantire qualche euretto in più alle entrate fiscali, di certo però non sarebbe una soluzione per levare le prostitute dalle strade.
    Infatti siamo in itaglia: a fronte delle prostitute “legalizzate” il loro posto sui marciapiedi verrebbe preso da quelle abusive, che a minor prezzo offrirebbero la stessa prestazione.
    E’ inutile fare raffronti con l’Europa, qui siamo in itaglia! Terra di inciviltà e abusivismo, e la prostituzione non farebbe di certo eccezione.

    • Si potrebbe fare il classico periodo di prova ( 1 anno ) per tirare le conclusioni.

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