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Fine della Provincia e i comuni del vimercatese pensano già al futuro

Fine della Provincia e i comuni del vimercatese pensano già al futuro

8 Aprile 2014

La provincia di Monza e Brianza sparisce? I comuni del vimercatese hanno pensato bene di rimboccarsi le maniche e iniziare a discutere del futuro dei servizi fino ad oggi gestiti da Palazzo Grossi.

Si è svolto lo scorso 2 aprile a palazzo Trotti l’incontro fra 13 sindaci del vimercatese per discutere di trasporti pubblici locali, scuole superiori, pedemontana, metropolitana e servizi sanitari sul territorio. A partecipare alla tavola rotonda Agrate Brianza, Bellusco, Bernareggio, Burago Molgora, Mezzago, Ornago, Ronco Briantino, Sulbiate, Arcore, Caponago, Cornate d’Adda e Lesmo e ovviamente i padroni di casa: i primi cittadini di questi comuni hanno iniziato a pensare a un dopo provincia e soprattutto a come affrontare gli oneri che ne arriveranno in dote.

Non possiamo permetterci che ciascuna delle nostre amministrzioni abbia da affrontare il proprio problema isolato da quello degli altri – chiarisce Paolo Brambilla, Sindaco di Vimercate, che parla anche dei servizi sanitari e sociosanitari – Penso all’ospedale e alla destinazione della sua vecchia sede: il tema della copertura dei servizi ambulatoriali, per i quali il Vimercatese rappresenta il territorio più gravemente scoperto.”

Fra i temi toccati durante l’incontro, la spendig review statale, l’ospitalità ai profughi, le grandi infrastrutture stradali e non (Tem, Pedemontana, il prolungamento della M2, il collegamento A4- tangenziale est, il raccordo con la viabilità locale).

Nell’incontro Brambilla ha voluto strizzare l’occhio anche alle altre amministrazioni della Brianza Est per quanto riguarda l’Unione dei comuni che porterà nei prossimi mesi/anni Ornago, Carnate, Burago e Vimercate ad unire i propri servizi per diminuire i costi e aumentare i servizi al cittadino. “Il progetto a cui stiamo dando corso vuole rappresentare un tentativo di fare efficienza e miglioramento dei servizi nel territorio di 4 comuni – conclude il sindaco – ma non toglie nulla al fatto che i suoi 4 sindaci si riconoscono pienamente in un coordinamento di tutto il vimercatese. Anzi, l’augurio è che la nostra iniziativa possa rappresentare qualche riferimento per altri comuni del territorio che ritenessero utile unirsi per essere insieme più forti.”

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Lorenzo Giglio
Classe 1981, giornalista pubblicista, ho sempre cercato la verità bella o brutta che sia in tutto ciò che mi circonda. Amante dell'arte, della fotografia e soprattutto del rock, non mi tiro mai indietro se devo guardare una bella partita di calcio. Non mi piacciono gli schemi prestabiliti e trovo troppo strette le appartenenze di partito, anche perchè come dicevano i Queen: "Anyway the wind blows doesn't really matter to me".


Commenti

  1. MassimoC dice:

    E’ proprio il dubbio che avevo sollevato io già alcuni topic fa: cosa farà adesso il Vimercatese? Da sempre quella zona, in mano oggi ai Brambilla come ieri alla Mazzucconi, ha sempre visto col fumo negli occhi la provincia MB, in quanto la vedono come un’espressione delle destre e/o come una sorta di tentativo di estendere una supremazia Monzasca. Niente di più sbagliato, ma tant’è.
    C’è da credere quindi che stiano già remando per staccarsi da noi e annettersi all’area metropolitana.
    Perderemo un pezzo importante, da sempre legato a Monza checchè i politici suddetti ne dicano.
    Probabilmente la stessa strada la seguiranno i comuni dell’estremo ovest della provincia, Misinto ecc.: quelli a ragion veduta, in quanto in effetti con Monza non hanno nè hanno mai avuto niente a che fare (quella zona sarebbe la provincia negata di Saronno).
    Bisogna però guardare al futuro: escluso il voltarsi a sud (che il Cielo ce ne scampi!) spero che i nostri amministratori guardino alla Brianza attualmente lecchese: la zona di Merate, Montevecchia, Monticello e Casate direi che hanno più legami con Monza che non con Lecco; potremmo formare dei consorzi.
    Sarebbe un’occasione per non restare isolati: più soli rimarremmo più aumenterebbe la bava alla bocca di Pisapia, che non vede l’ora di azzannare la parte più prelibata della sua ex-provincia.

    • Segnalo che tra i comuni della zona ovest c’è Limbiate che ha già votato lo scorso anno in consiglio comunale l’adesione alla prossima Città Metropolitana. A breve ci sarà una tornata elettorale per i sindaci che coinvolgerà più della metà dei comuni MB e molto dipenderà dall’esito delle urne. La posizione del PD provinciale sembrerebbe essere quella di aderire alla Città Metropolitana e se verrà mantenuta probabilmente anche Monza vi aderirà e a ruota Lissone, Desio e Cesano che sono tutti in mano a sindaci PD. Personalmente credo che se “dobbiamo” per forza tornare con Milano conviene farlo subito partecipando alle assemblee per definire assieme lo statuto della nuova Citta Metropolitana e far sentire da subito il peso del territorio brianzolo. Altri comuni importanti del varesotto come Saronno e Busto Arsizio hanno aderito alla CM con lo scopo di tenere unito (con Legnano) il territorio dell’alto-milanese e far pesare il loro ruolo affinchè la CM non diventi milanocentrica come era la vecchia provincia di MI.

      • MassimoC dice:

        Vedrai che l’a.m. seguirà la stessa logica dell’Itaglia: prima creano l’ente, poi, alla cieca, lo statuto. Il risultato sarà una massa informe che annasperà tra burocrazia e paradossi, esattamente come lo stato centrale, allorchè si creò l’Italia senza che esistessero gli Italiani (che non esistono ancora al giorno d’oggi, dopo piu di 150 anni).
        Il fatto è che la legge sostanzialmente dice che il Comune capoluogo allargherà i suoi confini inglobando quelli della ex provincia. Punto e stop.
        Le assemblee dei sindaci, Milano che si scorpora nella miriade di Comunelli pre-Mussolini sono tutte ipotesi, senz’altro logiche e razionali, ma soltanto ipotesi, seghe mentali, nulla più. La legge nulla dice a riguardo.
        Pisapia sarà libero di proclamarsi granduca di Milano e mettere a tacere gli altri ex Comuni, sarà libero di dire “costruiamo un intero quartiere di case ALER a Legnano e piastrellare d’oro una via di Milano, piuttosto che costruire un inceneritore fronte-case a Gorgonzola.
        Ne vedremo delle belle. Da spettatori, perchè noi nell’area metropolitana non ci entreremo, non possono obbligarci. I comuni della nostra provincia ci tradiranno? Pazienza, ma noi mai e poi mai saremo milanesi. Brianzoli siamo e Brianzoli resteremo. MUNSCIASCH A VITA!

        • Brianzoli, monzesi, si certo come a Busto i bustocchi e a Magenta i magentini ma forse tutti nella A.M. di Milano?
          E’ inutile guardare cosa farà Pisapia, farà quello che potrà fare, io guarderei piuttosto in casa nostra cosa faranno Scanagatti e gli altri suoi amici del PD… Anche perchè poi non so che fine farebbe l’area vasta (ex Provincia) di Monza e Brianza senza Monza.
          Staremo a vedere, secondo me prima delle prossime elezioni nessuno dirà nulla, ma dopo temo che qualcosa si muoverà….

          • Fabian Limitrofi dice:

            io spero monza torni nell’area metropolitana di milano. monzese e grande milanese. qual’è il problema, una cosa non esclude mica l’altra.

          • MassimoC dice:

            Eh già, perchè dire risotto e dire pastasciutta è la stessa cosa. Ma dove vivi?
            Cmq non si “torna” nell’area metropolitana di Milano, perchè non ci siamo mai stati. E mai ci andremo, salvo precisa scelta dei nostri amministratori. E’ proprio adesso che si vedrà quanti e quali tra i nostri politici locali avranno le palle e quanti e quali saranno dei quaqquaraqqua.
            Ah dimenticavo…. Milano piuttosto stia attenta, perchè come nell’a.m. ci si può entrare, si può anche uscire. Se, come penso, si rivelerà un inutile dinosauro, nulla può vietare a Sesto o Cinisello di uscirne ed annettersi a noi, piuttosto che a Locate Triulzi di annettersi a Pavia o Melegnano a Lodi.

  2. povera itaglia dice:

    rischiavamo di entrarci nel forno metropolitano per legge e l’abbiamo scampata. adesso entrarci per scelta sarebbe il colmo! perché poi a milano destinerebbero a noi (monza, legnano, busto ecc.) soldi per le case popolari degli immigrati per tenere a milano i soldi per il lusso. questo lo capisce pure un neonato.

    tempo 10 anni e sogneremmo di emigrare a quarto oggiaro! sicuri che qualcuno voglla questo? scanagatti, incambio di un cadreghino da vice pisapia anche domani, temo.

  3. Io ho molta stima per Monza e i monzesi, perchè Monza è l’unica vera città dell’area metropolitana milanese oltre a Milano, ha una storia, è la terza città della Lombardia ecc; e non condivido i milanesi che dicono che Monza è un’escrescenza di Milano; tuttavia non si può nemmeno negare che sia pienamente parte dell’area metropolitana di Milano, tanto che per le stime più allargate addirittura essa arriverebbe sino a Lugano; non credete sia meglio che ad esempio i trasporti pubblici siano regolati da un unico ente?

    Tra l’altro, ho diversi amici brianzoli che si sentono ben più milanesi che monzesi; in realtà il Monzese storico è limitato a Brugherio e Villasanta, non a caso la provincia di chiama Monza e Brianza, proprio per distinguere Monza, che ne è capoluogo in quanto centro più importante, ma non culturalmente egemone, dalla Brianza che storicamente è sempre stata più legata a Milano.
    Attenzione che soprattutto laddove ci saranno amministrazioni di centro-sinistra la tentazione di tornare con la C.M saranno molto forti, tanto che penso che non solo Limbiate e il Vimercatese, ma pure Nova, Varedo, Muggiò, Desio, Lissone e tutto l’estremo ovest legato a Saronno; a Monza potrebbero rimanere fedeli Seregno, Giussano e tutta la parte nord della provincia, ma a quel punto che senso avrebbe rimanere con un’area così poco vasta e quasi circondata dalla C.M di Milano?

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