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Direttore Lombarda Petroli in aula: "Ho fatto quello che potevo per bloccare il disastro"

Direttore Lombarda Petroli in aula: “Ho fatto quello che potevo per bloccare il disastro”

8 Aprile 2014

“Ho pensato a quali operazioni fare per bloccare il disastro, per prima cosa ho staccato la cabina elettrica e quando Tagliabue mi è passato accanto l’ho avvisato subito di quanto stava accadendo”. Sono le parole di Vincenzo Castagnoli, direttore dello stabilimento Lombarda Petroli di Villasanta, ascoltato ieri in aula per il processo che lo vede coimputato per disastro doloso, relativamente allo sversamento del 22 febbraio 2010.

LA STORIA – La mattina del 23 febbraio 2010 una marea nera investì prima il depuratore di San Rocco, arrivando alle vasche attraverso la fognatura, e poi si riversò nel Lambro, arrivando fino al mare. Un disastro ecologico senza precedenti, che vide oltre 2400 tonnellate di gasolio ed idrocarburi sversati in acqua.

Le indagini della Procura di Monza hanno iscritto nel registro degli indagati, per disastro doloso, i responsabili dell’impianto Lombarda, i cugini Tagliabue, e Castagnoli. “Solo chi conosceva bene l’impianto poteva aprire le valvole e far uscire il gasolio e gli olii, e anche ipotizzarlo al buio, davvero doveva sapere dove mettere le mani – prosegue Castagnoli – quella mattina forse avrei potuto chiamare subito i soccorsi, ma appena mi hanno chiamato ho pensato a staccare la corrente e fare in modo di bloccare la fuoriuscita dalle cisterne di stoccaggio. E’ stato un atto criminale interno, di un dipendente o di un autista che conoscevano bene tutto, o esterno di qualcuno che però aveva modo di accedere allo stabilimento e sapere come funzionava. Un fatto curioso è che alcuni serbatoi pieni da solo un giorno, che avrebbero aumentato davvero il danno, non sono stati aperti. Per chi non lo sapeva, potevano apparire rotti perché il galleggiante non funzionava. Il mio interesse è che venga scoperto chi è stato, io ho dato tanto per questo lavoro, tutto quello che potevo fare ho fatto. La contabilità però, non era cosa mia.”

 

 

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Valentina Rigano
Nata a Milano nel '78', cresciuta in provincia di Monza e Brianza, sangue siculo-austro-serbo-toscano nelle vene, mi sento cittadina del mondo grazie alla passione per i viaggi passatami dai miei genitori. Studente irrequieta, ho scoperto la meraviglia del ricercare la verità degli accadimenti nel 2001. Grazie a un coraggioso direttore, ho iniziato dalla "cronaca di un marciapiede rotto", per arrivare a nera e giudiziaria passando dallo sport in tv, approdando alla famiglia MB News oltre che a collaborazioni con un'agenzia di stampa ed un quotidiano nazionali. Scrivere è la mia passione, un lavoro e anche un po' una missione:). Amo tutte le forme di sport e nel tempo libero mi rilasso in lunghi giri in auto cantando Ligabue a squarciagola o leggendo un buon libro spaparanzata in qualche parte del mondo, meglio se ci arrivo su un'auto senza finestrini o facendo l'auto stop! Mi direi "cronicamente combattiva, femminista progressista che rovescia le tazze di caffè e inciampa costantemente nei gradini e che sogna un faro circondato dal mare in tempesta dove scrivere libri...Un sacco di gradini per cadere"!!


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