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Barlassina al voto: 4 aspiranti sindaci per il 25 maggio #elezionitourmb

Barlassina al voto: 4 aspiranti sindaci per il 25 maggio #elezionitourmb

26 Aprile 2014

Quattro candidati sindaci per un Comune con meno di 7mila abitanti: è questo lo scenario barlassinese per le elezioni del 25 maggio.

A continuare idealmente il programma del sindaco Anna Maria Frontini sarà l’attuale assessore al bilancio, Piermario Galli, con la lista civica di centro-sinistra “Insieme per Barlassina”:  «Mi muovo seguendo un ideale di continuità, a partire dal nome della lista, ma anche di innovazione – ha affermato il candidato – delle 12 persone che presento, 4 sono dell’attuale amministrazione, ma 8 sono nuove». Istruzione e lavoro, insieme con cultura, sicurezza e ambiente saranno i punti nodali del programma, consultabile online e spedito in forma cartacea a tutte le famiglie. «Ci tengo a sottolineare che i soldi per la creazione, la stampa e la distribuzione dell’opuscolo non sono pubblici, ma li ho messi, com’è giusto, di tasca mia» precisa Galli, che, dietro invito, si sta recando nelle case dei cittadini per discutere dei problemi della città a un livello micro-territoriale (dall’inizio della campagna elettorale ha tenuto oltre 30 di questi incontri).

Se il centro-sinistra si mostra compatto e con l’idea ben precisa di continuare il lavoro delle precedenti amministrazioni, però, non altrettanto si può dire per gli altri candidati, riconducibili a un’area politica di destra o centro-destra: il farmacista Paolo Vintani, con la lista civica “Scelgo Barlassina”, William Ricchi per la lista Barlassina Viva (FI) e Donatella Galli (Lega Nord), identica all’aspirante sindaco di centro-sinistra per il cognome, ma non per le idee. Anche se ci tiene a precisare che si tratta di rivalità prettamente politica: «In realtà, abbiamo tutti quanti a cuore Barlassina: spero che chiunque vinca possa fare il bene del nostro paese».

Ma non è un’ingenuità che, dei 4 candidati, 3 siano di destra? «Attenzione: il nostro non è un partito di destra – precisa Donatella Galli, già consigliera provinciale della Lega -. Noi difendiamo il territorio, a prescindere dalle ideologie di destra o di sinistra. E il territorio di Barlassina, dopo che da anni in Comune c’è sempre la stessa zuppa, si sta addormentando e rovinando: siamo diventati un dormitorio, le attività e i negozi chiudono. La nostra piccola cittadina sta soffocando su se stessa, per via del traffico e della cementificazione: solo negli ultimi 5 anni la popolazione è aumentata di 300 abitanti, e non abbiamo più un posto dove costruire».

«Correre divisi non è una scelta nostra – sottolinea William Ricchi -. A Barlassina comunque la Lega (che si era presentata con una lista a parte anche alle passate comunali, ndr) è molto poco rappresentata, non ci spaventa. Vintani invece ha fatto una scelta apartitica, con altre persone». Ricchi non è nuovo alla politica: è stato capogruppo in consiglio comunale, consigliere dell’Opera Pia Porro e, per 6 anni, presidente del Parco delle Groane. «La scelta – continua – deve andare al di là del voto politico: devono scegliere la persona e il programma». Il candidato di Forza Italia punta il dito sulla viabilità: «è un disastro, basti pensare alla via delle scuole – commenta -. Per non parlare della Pedemontana -. E conclude -: L’amministrazione deve essere più vicina ai cittadini: io ho aperto la campagna elettorale al centro polifunzionale, un punto problematico anche per i numerosi furti che ci sono stati. Forse potremmo migliorare la situazione di Barlassina anche aprendoci a degli accordi con i privati».

Totalmente nuovo alla politica è invece Paolo Vintani, che però sembra avere già le idee chiare: «Non si possono fare miracoli con i fondi comunali – ammette -, ma, guardando le cose da un’altra angolazione, vogliamo provare a fare qualcosa di nuovo, rendendo attraente Barlassina, per esempio dal punto di vista culturale». Non solo: il farmacista “storico” del paese punta l’accento anche su commercio e sicurezza, chiedendo ai barlassinesi, in 4 incontri organizzati per rione, di portare avanti richieste, lamentele e desideri. Con un occhio di riguardo al concreto: «Non mi importa mettere il wi-fi in piazza, come voleva il sindaco Frontini: ci ritroveremmo tutti gli immigrati concentrati intorno alla fontana, tutti con i cellulari in mano per comunicare con i loro parenti – ha dichiarato-. Preferisco di gran lunga pensare a marciapiedi dove una carrozzina possa passare senza problemi, e a sistemi di illuminazione o sorveglianza tramite telecamere che permettano ai barlassinesi di muoversi senza timore in ogni punto della città».

G.S.

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