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Viaggio nelle stazioni brianzole. Lissone, il brutto anatroccolo diventerà un cigno?

Viaggio nelle stazioni brianzole. Lissone, il brutto anatroccolo diventerà un cigno?

5 Marzo 2014

La stazione di Lissone-Muggiò è un crocevia di migliaia di pendolari, lavoratori e studenti che giornalmente transitano da uno degli snodi ferroviari più importanti della provincia. Non sempre impeccabile nel corso degli anni. Vetri rotti, muri imbrattati, disservizi, sono solo alcune delle situazioni che gli habitué del viaggio su rotaia hanno incontrato a Lissone. Oggi, per fortuna, qualcosa sta cambiando.

L’amministrazione Monguzzi, nella persona dell’assessore alla Città vivibile, Marino Nava, ha cominciato un’importante rivisitazione del trucco per la stazione lissonese. I sottopassi che collegano i binari sono stati riverniciati settimana scorsa con uno smalto speciale, grigio «un po’ ospedale», per dirla come Riccardo, universitario e pendolare, che ha pulito i numeroso graffiti che adombravano il passaggio. «Uno smalto la cui composizione – chiosa Nava – impedisce una corretta sovrapposizione di scritte».

Dallo scorso dicembre, inoltre, ventidue telecamere vigilano su eventuali fenomeni di vandalismo, teppismo e microcriminalità, sotto la lente di ingrandimento, in particolare, le banchine, gli stessi sottopassi, la sala d’attesa e gli spazi occupati dalla Pro Loco.

In arrivo il progetto ciclofficina, che prenderà corpo dopo la demolizione di due edifici adiacenti alla stazione, oggi “casa” di una colonia felina, che il comune di Lissone destinerà alla costruzione di una ciclofficina con incluso il deposito custodito delle biciclette, al fine di incentivare la mobilità sostenibile e l’accoppiata treno-bicicletta, i costi per l’operazione proverranno dai 125.000 euro pattuiti come risarcimento per il crollo della ciminiera dell’ex Incisa.

A Lissone niente biglietteria, per i biglietti rivolgersi al bar della stazione, ma all’orizzonte l’ipotesi della distribuzione automatica. «Rete Ferroviaria Italiana – conferma Nava – ha predisposto l’arrivo della corrente per la futura installazione di biglietterie automatiche».

Fuori dai giochi, ormai dal 2013, l’Osservatorio Colore, attiguo alla stazione, inaugurato dall’amministrazione precedente, un centro studi che si occupava di studiare gli aspetti percettivi del colore, “pensionato” dalla giunta Monguzzi. «Stiamo cercando di capire cosa farne – commenta Nava – metterlo a reddito o dedicarlo a utilizzi culturali e giovanili. Non si vuole lasciarlo libero».

Nella città del mobile resta la grana sicurezza. Parcheggiare si conferma un problema per l’utenza, tra vetri rotti, portiere divelte e persino ruote rubate, anche in pieno giorno.

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Andrea Meregalli
Ho sempre sognato di scrivere una biografia in terza persona singolare, ma ora mi vergogno. E allora Andrea Meregalli, classe 1984, vivo con Isabella e Arturo Bandini, giornalista pubblicista e lettore professionista con una passionaccia [cit.] per la letteratura latinoamericana del novecento, faccio alcune cose male tra cui giocare a backgammon e suonare l'ukulele, mi piacciono il jazz e il calcio, il poker e la mitologia norrena, i whisky e la filosofia greca antica. Soprattutto mi piacciono i libri, cartacei come digitali. Mi trovate su Twitter, su Facebook (poco) e su Finzioni Magazine.


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