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Viaggio nelle stazioni brianzole. A Meda, lavori in corso per la riqualificazione

Viaggio nelle stazioni brianzole. A Meda, lavori in corso per la riqualificazione

19 Marzo 2014

Come le stazioni di Seveso e Cesano, anche quella di Meda è stata inaugurata nel 1879, con l’apertura del tronco ferroviario proveniente da Bovisio Masciago. E come per Seveso e altre stazioni della tratta, anche a Meda sono in corso i lavori di riqualificazione in vista di Expo 2015.

A Meda in particolare sono previsti la ristrutturazione e il potenziamento dell’intero impianto. Noi di MBNews siamo andati in stazione a vedere com’è ora, e a cercare di immaginare come sarà.

È innegabile che gli anni si facciano sentire, soprattutto per quel che riguarda la struttura. La riqualificazione consisterà in primo luogo nell’innalzamento di entrambe le banchine: di conseguenza l’attraversamento pedonale sui binari sarà abbandonato. Dovrà inoltre essere in installato anche un ascensore, come in altre stazioni della tratta. Previsto anche un adeguamento del sottopassaggio di Corso della Resistenza: pur essendo già ampio, bisogna che sia reso di più facile accesso anche alle persone a mobilità ridotta. «L’intenzione è quella di intervenire sull’esistente – ha dichiarato il sindaco, Giovanni Giuseppe Caimi -. Il sottopassaggio andrà comunque rivisto completamente, anche perché diventerà il punto di connessione tra la Meda storica e quella nuova».

 Piccola ma del tutto agibile, invece, la sala d’attesa con biglietteria e biglietteria automatica per i viaggiatori. Introvabili, al contrario, i servizi igienici. Il piazzale binari, dunque, è nel complesso funzionante, anche se richiede di certo dei miglioramenti (per esempio, quello di una tettoia per riparare i viaggiatori). Ci siamo così spostati all’esterno, all’ingresso della stazione, in via Pietro Orsi.

Qui troviamo due rastrelliere per biciclette, posizionate su un marciapiede che sembra anch’esso necessitare di un rifacimento; la strada è poi in parte occupata dalla recinzione in plastica arancione che delimita l’area del cantiere. Via Pietro Orsi è anche la via preferita da chi cerca un posto dove lasciare l’automobile, sia per la sua vicinanza ai binari, sia perché, a differenza di altri punti, come il piazzale della Medateca in via Yuri Gagarin, i parcheggi non sono né a limitazione oraria, né a pagamento: ma i posti disponibili non sono così numerosi. «Effettivamente i parcheggi sono un punto dolente – ha ammesso il primo cittadino -. In più, abbiamo dovuto sacrificare alcuni parcheggi in Corso della Resistenza per la fermata dell’autobus: per poter accedere ai fondi europei e avere i finanziamenti dalla Regione era condizione indispensabile avvicinare i mezzi di trasporto su ferro e su gomma. D’altra parte, intervenire in modo raffazzonato sarebbe ancora peggio: vogliamo redigere un nuovo Piano urbano del traffico mettendoci la testa. Assumeremo tramite bando un architetto urbanista esperto, ma purtroppo i tempi della burocrazia sono lunghi, si parla di un’attesa di mesi». Sempre nel rifacimento del Piano urbano del traffico vanno a inserirsi i numerosi cambiamenti alla viabilità, come è avvenuto in via Pace e in via Enrico Cialdini. «Vogliamo mettere mano al centro storico con l’aiuto di privati ed investitori, ma senza costruire: ci sono già state delle ripercussioni, per esempio nella nuova traccia del traffico – ha dichiarato il sindaco Caimi -. Questo ha provocato malumori e diverse lamentele, anche se abbiamo cercato di venire incontro alla cittadinanza con incontri informativi ed organizzativi». Confidiamo che alla fine dei lavori, prevista per il 31 luglio 2014, la viabilità sia migliorata, insieme all’asfalto di via Pietro Orsi, danneggiato per un lungo tratto, anche per via del cantiere della stazione.

G.S.

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