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Seveso, "Il tempo senza lavoro". Gruppi di aiuto per uscire dalla crisi (della disoccupazione)

Seveso, “Il tempo senza lavoro”. Gruppi di aiuto per uscire dalla crisi (della disoccupazione)

11 Marzo 2014

Tempo di disoccupazione, di crisi, ma anche voglia di rialzarsi e rimettersi in gioco, a partire dai gruppi di auto e mutuo aiuto per chi ha perso il lavoro. Si è parlato di questo mercoledì sera alla Biblioteca “Villa del Sole” a Seveso. Massimo Cirri, psicologo e conduttore di Caterpillar su Radio2, Corrado Mandreoli, segretario della Camera del Lavoro di Milano, e Paola Fontana, ex lavoratrice Eutelia, presentati dagli assessori sevesini Formenti e Caria, hanno parlato per poco più di un’ora davanti a un folto gruppo di ascoltatori, provenienti da Seveso e dintorni, del libro “Il tempo senza lavoro” e del progetto AMALav (Auto Mutuo Aiuto Lavoro).

 

È Paola Fontana a rompere il ghiaccio. Ripercorre con molta sincerità la sua storia all’Eutelia, fino alla cassa integrazione. «Il lavoro, per alcuni anche dopo 40 anni – ricorda – non c’era più. Le persone si vergognavano, non volevano uscire di casa per non farsi vedere “a spasso”, altri non volevano alzarsi dal letto. Qualcuno, come me, provava rabbia, ma una rabbia che tra le quattro mura di casa diventava sempre più cupa e negativa». A quel punto, i rappresentanti sindacali hanno avuto l’idea di organizzare un incontro per parlarne. Nonostante le perplessità iniziali, l’idea si è rivelata vincente: «è stato incredibile – ammette Paola -. Già al secondo incontro ci siamo aperti gli uni con gli altri, sono venuti fuori tutti i nostri problemi, esasperati dalla perdita del lavoro». Insieme, sono emerse anche strategie per uscire dal periodo di buio che spesso è la disoccupazione: ed è da questa esperienza che nasce il libro “Il tempo senza lavoro”. «Abbiamo seguito un corso alla scuola Holden di Torino, pagato dalla Cgil – conclude Paola – e, insieme a Massimo Cirri, abbiamo messo per iscritto le nostre storie». Il libro, edito da Feltrinelli, costa 13 euro: la casa editrice si è impegnata a devolvere il 15% degli incassi a iniziative sull’auto e mutuo aiuto.

 

L’importanza della condivisione e della dimensione collettiva è stato rimarcato sia da Cirri che da Mandreoli: «siamo abituati a chiudere il dolore in luoghi protetti, come la famiglia. Portarlo all’esterno – ha detto lo psicologo Cirri – è rivoluzionario. L’esperienza del gruppo di auto e mutuo aiuto è stata un’esperienza sicuramente molto umana, di certo anche politica, nel senso di pòlis, di cittadinanza». «In questi anni si è passato il messaggio che da soli ci si difende meglio – constata amaramente Mandreoli -. Il sindacato invece ha la capacità di mettere insieme le persone per aiutare tutti. E non è solo un problema del lavoro – continua – ma dei nostri paesi, delle nostre piazze, dei nostri partiti comunali, dei nostri giovani: abbiamo costruito e trasformato dei luoghi dove la chiusura è quella delle case. Non c’è più un luogo comune dove stare».

Sono poi intervenuti dei rappresentanti dei gruppi di auto aiuto di Vimercate e Monza (ce n’è uno anche a Seregno, e presto partirà a Limbiate; quello di Seveso, pensato anche per i comuni di Barlassina, Meda e Lentate, debutterà giovedì 13). Coinvolti dalla sincerità e dalla personalità delle esperienze raccontate, i partecipanti sono intervenuti numerosi, condividendo con gli altri il proprio vissuto.

G.S.

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