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Monza, un ricorso al Tar in extremis frena il bikesharing

Monza, un ricorso al Tar in extremis frena il bikesharing

12 Marzo 2014

Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco. Il detto reso famoso da Giovanni Trapattoni calza a pennello per il hike sharing monzese. Fino a poche ore fa il progetto per l’allestimento nella città della regina Teodolina del servizio di noleggio bici sembrava pronto per partire: dall’aggiudicazione dell’appalto erano passati i canoni 30 giorni senza che arrivassero ricorsi al Tar e l’assessore alla Mobilità, Paolo Confalonieri, si era sbilanciato: “Entro metà marzo partiranno le operazioni”.

Tuttavia, non aveva fatto i conti con i ritardi delle Poste italiane, a causa dei quali il Comune si è visto notificare solo in queste ore il deposito di un ricorso Tar presentato entro il termine di legge del 5 marzo. Insomma, per l’amministrazione comunale, oramai pronta a far partire uno dei progetti centrali sul fronte della mobilità, deve fare marcia indietro e congelare l’intervento. A questo punto, prima di far partire l’operazione sarà necessario attendere il pronunciamento della giustizia amministrativa di primo grado e poi, prevedibilmente, anche di secondo.

Il progetto prevede l’allestimento otto velostazioni nei punti chiave della città come ospedale, scuole, stazione Fs per un totale di 60 bici.

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Riccardo Rosa
Monzese di nascita, ma sogno California. Amo le serie tv americane e lo streaming (legale) oltre ad un'insana passione per la cara vecchia Inter. Ho 47 anni, ma nell'animo mi sento un 18enne, sempre alla ricerca di nuove esperienze con la mia nuova bicicletta fiammante. Ah già, dimenticavo: da anni sono un giornalista e con le lettere e il punto e virgola ho un rapporto viscerale. Cosa mi manca? Un biglietto aereo sempre pronto per i mari del Sud.


Commenti

  1. Riccardo Corna dice:

    Cosa viene contestato nel ricorso?

    • Darkkest dice:

      99% la procedura di assegnazione dell’appalto non è stata ritenuta corretta da qualcuno dei partecipanti.
      Strano, di solito le assegnazioni degli appalti pubblici sono così trasparenti e fatte bene…

  2. povera itaglia dice:

    in italia c’è il bikeciuling più che altro …

  3. miao!! dice:

    X LA SERIE, fare ricorso, sempre, x qualsiasi cosa, rompere le palle, sempre, x qualsiasi cosa. Poi ci lamentiamo di crisi e arretratezza…vergogna.

    • MassimoC dice:

      Il problema non è il ricorso in sè per sè: se un concorrente ritiene che un altro abbia vinto in modo non regolare, ha diritto a fare causa, ed è giusto anche per i cittadini che poi dovranno pagare l’opera.
      Il problema sono i tempi della magistratura. Io lavoro 8 ore al giorno (di fatto non meno di 11 o 12, straordinari non pagati), timbrando un cartellino. Quante ore lavorano i magistrati? A me non risulta che timbrino un cartellino, eppure sono dipendenti statali. Se uno lavora 2 ore al giorno, ci credo poi che gli archivi si riempiono di pratiche.

  4. Ecco, ti pareva… Pareva strano che una qualsiasi iniziativa potesse andare in porto senza che arrivasse il solito simpatico ricorso al TAR… La cosa buffa è che in inglese “tar” significa catrame, bitume. Mi verrebbe da dire “nomen omen” allora. Una macchina burocratica più “incatramata” di così non si può… Bene, bene, andiamo avanti così, poi non lamentiamoci se non progrediamo.

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