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Monza, multa da record per Roche e Novartis. 180 milioni dall'Antitrust

Monza, multa da record per Roche e Novartis. 180 milioni dall’Antitrust

5 Marzo 2014

Centottanta milioni di euro. L’Antitrust ha deciso di infliggere a Roche e Novartis, due colossi mondiali del farmaco, la prima con sede italiana a Monza, una multa di 180 milioni per «un cartello che ha condizionato le vendite dei principali prodotti destinati alla cura della vista, Avastin e Lucentis». I due gruppi avrebbero stretto un accordo anti-concorrenza per la cura di gravi patologie vascolari della vista. Accuse pesanti: secondo l’Antitrust l’intesa ha avuto quale possibile conseguenza una maggior difficoltà nelle possibilità di cura e un aumento della spesa a carico del Servizio Sanitario Nazionale stimata in 45 milioni di euro nel solo 2012, con possibili maggiori costi futuri, fino a oltre 600 milioni di euro l’anno.

L’istruttoria è stata avviata nel febbraio 2013 dopo le segnalazioni ricevute da Aiudapds, un’associazione di cliniche private, e dalla SOI-Società Oftalmologica Italiana. L’Autorità ha comminato a Novartis una sanzione di 92 milioni di euro, e al gruppo Roche una sanzione di 90,5 milioni di euro.

Roche, in una nota stampa, «respinge con fermezza le conclusioni del procedimento condotto dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato circa un presunto accordo restrittivo della concorrenza con Novartis. L’azienda ribadisce che le accuse sono prive di qualsiasi fondamento e che ricorrerà in appello presso tutte le sedi deputate, a tutela della propria immagine e dei propri diritti, certa delle proprie ragioni. Roche, nel confermare che non c’è stata alcuna intesa anticoncorrenziale con Novartis, precisa che Avastin (bevacizumab) e Lucentis (ranibizumab) sono farmaci diversi – per composizione, struttura e modalità di somministrazione – sviluppati per scopi terapeutici differenti: Avastin (bevacizumab) è un farmaco oncologico, mentre Lucentis (ranibizumab) è un farmaco ad uso oftalmico».

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Andrea Meregalli
Ho sempre sognato di scrivere una biografia in terza persona singolare, ma ora mi vergogno. E allora Andrea Meregalli, classe 1984, vivo con Isabella e Arturo Bandini, giornalista pubblicista e lettore professionista con una passionaccia [cit.] per la letteratura latinoamericana del novecento, faccio alcune cose male tra cui giocare a backgammon e suonare l'ukulele, mi piacciono il jazz e il calcio, il poker e la mitologia norrena, i whisky e la filosofia greca antica. Soprattutto mi piacciono i libri, cartacei come digitali. Mi trovate su Twitter, su Facebook (poco) e su Finzioni Magazine.


Commenti

  1. Tranquilli, da questa multa non avranno il bencheminimo danno, basterà loro aumentare il prezzo dei farmaci… alla fine la pagheremo ancora noi.

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