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Metrotramvia Milano-Seregno, a maggio cantiere al via

2 Marzo 2014

Aiuti alle imprese che potranno dimostrare conti alla mano di aver perso lavoro e fatturato a causa del cantiere, attenzione nel progetto al mondo della disabilità e innovazione tecnologica e ecosostenibile. Queste le tre novità del progetto della Metrotramvia Milano-Desio-Seregno che, come assicura la Provincia di Milano ente capofila, finalmente vedrà avviare il cantiere a maggio e terminare l’opera per il 2016.

Ad assicurarlo è l’assessore ai trasporti della Provincia Giovanni De Nicola che si è battuto per far realizzare l’opera oggi finanziata. «Per la prima volta nella storia della realizzazione di Opere Pubbliche è stata prevista nel quadro economico dell’opera una somma (oggi di 3,5 milioni, ma aumentabile) – ha detto l’assessore – per risarcire le attività lavorative, artigianali e commerciali che dimostreranno di aver subito nocumento dalla presenza dei cantieri».

Un progetto, che fino a Paderno dugnano sarà pronto per Expo 2015 e che si presenta all’insegna dell’ecosostenibilità e totalmente accessibile ai disabili. Infatti al progetto hanno partecipato le associazioni dei portatori di handicap e dei ciechi. In particolare dunque fermate e gli attraversamenti stradali contigui, saranno realizzate in modo da favorire la piena autonomia delle persone disabili; e in accordo con l’INMACI saranno posizionati nella pavimentazione dei chip di segnalazione attivati da bastone elettronico in grado di guidare il non vedente.

Ad occuparsi della realizzazione dell’opera, dal costo totale di 216 milioni di euro e dalla lunghezza di 14,7 km con 25 fermate nei comuni, sarà la Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna che ha vinto la gara d’appalto da 130 milioni di euro e che si avvarrà della Alstom per tutti gli impianti e i sottosistemi che interessano la metrotramvia.

Il percorso parte dalla zona Nord di Milano Affori per dipanarsi fino a Desio e poi Seregno in modo da servire l’ospedale di Desio e attraverso l’interscambio con la stazione di Seregno anche la Brianza Nord. La nuova linea sarà a doppio binario nella prima parte, da Parco Nord a Paderno Dugnano, per poi proseguire a singolo binario sino al capolinea dello scalo ferroviario di Seregno.

Tra le innovazioni l’installazione da parte di Alstomdi una sottostazione reversibile di ultima generazione HESOP (Harmonic and Energy Saving Optimizer), che permette di recuperare circa il 99 per cento dell’energia prodotta dal tram in frenata e restituirla alla rete elettrica per essere riutilizzata. A proposito di risparmio energetico De Nicola spiega che questa è davvero un’opera green: «Sono molti gli accorgimenti che useremo e il risparmio energetico sarà aumentato dall’uso di pannelli fotovoltaici su tutta la superficie di copertura del nuovo deposito tranviario di Desio. Ci sarà il riciclo di materiali di demolizione, l’utilizzo di asfalti fonoassorbenti, le sezioni con platea a massa flottante per la riduzione del rumore e vibrazioni della tramvia, la piantumazione in numero doppio delle alberature rispetto a quelle espiantate, erba lungo tutta la linea e lampioni a led, semafori per lo spegnimento automatico delle luci di deposito e posto di controllo, infine pannelli informativi touch screen alle principali fermate». A questo punto non resta che aspettare e vigilare sul cantiere.

 

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Laura Marinaro
Giornalista dalla punta dei capelli a quella dei piedi. Nella vita di cronista e di comunicatore a 360 gradi ho fatto di tutto. Gli inizi a La Notte, ultimo quotidiano del pomeriggio, e poi i viaggi per il mondo. Il ritorno alla cronaca è stato a Monza dove attualmente faccio base ma per espandermi nel milanese e in Lombardia. Amo indagare soprattutto sui fenomeni di corruzione. Ho pubblicato due libri, uno sui papà separati e uno sulla Corruzione e ora sono impegnata nel sociale con CosaPubblica. Passioni? Oltre il lavoro la mia splendida Martina;)


Commenti

  1. MassimoC dice:

    Da un lato una buona notizia, dall’altro il solito problema, tutto itagliano, di vedere un’opera ferroviaria solo come slogan da campagna elettorale, ben lontano dalle necessità della gente. Mi riferisco alla variante della linea a Desio. Prima penetrava in pieno centro, adesso è stata spostata in perifieria. Dietro la falsa scusa di voler fluidificare il traffico, si nasconde in realtà la percezione della ferrovia come un fastidio, qualcosa che c’è perchè ci deve essere (tutto sommato porta qualche voto in più), ma buttata là nell’angolino per non dar fastidio a sua maestà la macchina.
    L’esempio più eclatante è la Liguria, dove la splendida linea ottocentesca litoranea, capillare e penetrante nei paesi, è stata eliminata e confinata a monte, in galleria, per non dar fastido all’Aurelia. Sanremo docet. Nel nostro piccolo, è così anche sulla nostra linea in questione.
    Ah. dimenticavo: come già scritto in passato, mi domando perchè di questa linea se ne occupi solo la provincia MI. La parte maggiore del percorso è nel nostro territorio, perchè l’assessore MB non ha mai voce in capitolo? Stesso discorso per la S.S. dei Giovi.

    • Darkkest dice:

      Quando ero piccolo c’era un bellissimo ed utilissimo tram che si faceva da vimercate a milano centro passando per brugherio e cologno.
      Ovviamente a qualche coglione venne l’idea di toglierlo e poi di fermare la metro a cologno senza farla andare oltre.
      Adesso però si rimettono a fare i tram…

      • MassimoC dice:

        Me lo ricordo anch’io. Non pensare però che oggi quella mentalità coglionesca, per usare la tua espressione, sia cambiata. Come dicevo sopra, la ferrovia (o tramvia che sia, in fin dei conti il tram è una ferrovia urbana o suburbana) è sempre vista come un fastidio.
        Persino nella stessa Milano il partito degli anti-tram è agguerrito e numeroso e di tanto in tanto qualche assessore fa la sparata di eliminarli in quanto, a detta loro, sistema obsoleto.
        L’unica cosa per il quale ci si straccia le vesti è la metropolitana, quella è sempre uno slogan ottimo per portare voti. Ma chi fa le sparate di solito è ignorante, e non sa che la metropolitana, per essere remunerativa, deve rispondere a ben precisi parametri, che il politco ovviamente ignora. Ecco quindi che ci propinano la MM1 fino a Bettola, la cazzata più inutile che potessero fare, mentre progetti ben più seri e utili sono ancora al palo e chissà per quanto resteranno tali.

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