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Artisti in Brianza. Alberto Moioli incontra Mario De Leo

Artisti in Brianza. Alberto Moioli incontra Mario De Leo

26 Marzo 2014

Incontrare Mario De Leo nel suo studio significa essere travolti dall’entusiasmo e dalla passione per l’arte, elementi caratteriali che rendono sempre piacevole ogni momento passato insieme. Una delle caratteristiche più evidenti del modo d’essere di De Leo, è la sua straordinaria capacità d’essere sempre positivo e propositivo con chiunque, purchè sia evidente la buona fede. L’ho incontrato nel suo studio, per MBNEWS, nel suo habitat naturale circondato da opere d’arte, cavalletti, pennelli e progetti di nuove opere.

L’incontro con Mario De Leo avviene proprio a ridosso della recente notizia relativa alla prepararazione di un’opera simbolica per la terza edizione della gara podistica a cronometro “Monza – Montevecchia ecoTRIAL 2014” organizzata da Monza Marathon Team. L’artista ha presentato in anteprima l’opera che caratterizzerà la celebre corsa e riprodotta per la straordinaria occasione sui pettorali dei 160 partecipanti, al via il prossimo 8 Giugno dalla Villa Reale di Monza.

2014-dinamiche-nella-brianza-cm35x50Mario De Leo, pugliese di nascita è stato adottato dalla Brianza ormai da molti anni, luogo in cui vive e lavora, ama pensare in grande grazie anche all’interesse suscitato oltre confine, giungendo fino alla Galleria d’Arte Moderna di Mosca senza mai disdegnare il territorio di Monza e Brianza. E’ per questo motivo che ha accolto con vero piacere un nuovo progetto locale al quale a breve ne seguiranno altri.

Mario De Leo oscilla costantemente tra pittura e musica lasciando intravedere nelle sue opere contaminazioni armoniche e frequenti richiami ad un mondo musicale che ancora oggi gli appartiente intimamente.

L’artista gode dell’amicizia di Moni Ovadia in virtù di una stima reciproca di lungo corso e di una carriera artistica che si alterna a grande eventi espostivi come la mostra antologica al Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, Palazzo Ducale di Revere (Mn), la 54° Biennale di Venezia – Padiglione Italia –  e al Museo Parisi Valle di Maccagno (Va), fino  alla fondazione della rivista culturale “Osaon”.

Lo spunto offerto dalla novità più recente, l’opera che hai voluto intitolare “dinamiche della brianza” è un’esplosione di colori e forme che ricordano il dinamismo imprenditoriale, la movimentazione di idee che è propria del DNA di questo straordinario territorio, …..

L’opera porta il titolo “dinamiche della brianza” proprio perché io la brianza la leggo in modo dinamico non l’ho mai intesa come statica, quando viaggio in questo territorio, in auto o a piedi, percepisco proprio questo stato d’animo. Sono rimasto molto colpito dalle molteplici possibilità d’interpretazione del territorio e al tempo stesso dalla laboriosità. Io interpreto la brianza come se questo territorio abbia “ereditato il mondo”, vivere questo territorio significa, per me, “vivere” il mondo, in un continuo binomio tra microcosmo e macrocosmo.

Le tue “Lettere cosmiche” appartengono ad un filone espressivo non nuovo, ma sono il frutto di un’analisi costante, di un’indagine personalistica molto profonda, quale ritieni che possa essere la chiave di lettura di queste opere?

Le mie “lettere cosmiche” appartengono al filone più storico, forse addirittura più profondo.  Un percorso intrapreso verso la fine degli anni ’80.  Il lavoro si avvale dell’uso di materiale non solo elettronico, c’è un recupero delle graffette e la relativa messa in relazione con la tela stessa per un risultato che mi affascina particolarmente perché crea un armonico ritmo e agevola una sorta di corridoio cosmico immaginario. Aspetti della mia poetica che consente di sondare meglio, sia la relazione con l’esteriorità, che quello prettamente intimistico di ognuno di noi.

Per quanto riguarda in “circuiti estatici”, altro importante “momento” artistico che caratterizza la tua storia d’artista, risulta ancora più evidente la presenza di significativi simboli…

I Circuiti Estatici, in effetti, mi hanno offerto la possibilità di ampliare il messaggio spirituale della vita lasciando sempre aperto uno spiraglio di luce affinché attraverso di esso possa intravedere nuove eventuali opportunità d’analisi, nuove letture e filosofie per arricchire l’anoressica cultura moderna occidentale.

Nella storia dell’arte ritroviamo spesso l’uso dei simboli per esprimere concetti determinanti anche per comprendere l’opera stessa, penso all’uso dell’uroburo da parte di Luca Giordano, Giulio Romano e lo stesso Giorgio Vasari, in cui si raffigura una sorta di serpente che si morde la coda, formando un cerchio e rappresentando in questo contesto l’eternità, la continuità della vita e l’universalità come emblema primordiale della creazione, aspetto spesso affrontanto anche dalle tue profonde ricerche personali …

Certo, io mi avvalgo dell’uso ad esempio dell’uovo inteso come perfezione cosmica, come interpretazione di un microcosmo per raffigurare a sua volta un macrocosmo e approdare alla perfezione spirituale della nascita. E su questo argomento anche il mio utilizzo del “cono” è il frutto di una profonda analisi. L’aspetto priramidale per simboleggiare il binomio uomo/donna in un continuo infinito ……

Mario De Leo lascia con le opere e con le parole spazio a interpretazioni varie, offrendo in tal modo spunti sempre nuovi e interessanti per analisi e approfondimenti sempre nuovi, in un mondo moderno nel quale spesso non si trova più lo spazio per fermarsi a interrogarsi e a riflettere.

L’interesse sempre maggiore suscitato dalle opere di Mario De Leo sono anche un riconoscimento a quanti fino ad oggi hanno creduto e sostenuto la poetica dell’artista, per quanto mi riguarda un vero e proprio privilegio poterlo annoverare anche come amico.

L’omaggio disegnato finale è tutto per MB-News e suggella l’avvio di un nuovo percorso ….

 A cura di
Alberto Moioli

In foto Mario De Leo

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Alberto Moioli
Chi sono ? Alberto Moioli, da oltre 10 anni come giornalista mi occupo di studio, analisi e ricerca dell’ambito del mondo dell’arte e della cultura rivestendo incarichi che mi gratificano e mi spingono a proseguire su questa strada. Voglio dar risalto, con il mio lavoro, alla vera ricchezza del nostro paese partendo dagli artisti e dalla loro particolare sensibilità creativa e, ove possibile, sottolineare l’apporto umano e la bellezza che risiede dentro ognuno di noi. Mi occupo di progetti espositivi e editoriali tutti i giorni. Certo che ogni nuovo incontro può essere motivo di crescita, sono a disposizione di tutti al 349.0522793 – info@moiolialberto.it


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