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Lavoratori Micron: “Renzi aiutaci tu”. A breve un possibile faccia a faccia

Lavoratori Micron: “Renzi aiutaci tu”. A breve un possibile faccia a faccia

21 Marzo 2014

Dopo l’incontro al ministero dello Sviluppo economico avvenuto ieri a Roma fra sindacati e vertici Micron, l’unica vera speranza per il rilancio dell’azienda e il mantenimento dell’occupazione sembra venire dal presidente del consiglio Matteo Renzi.

Dal tavolo di confronto non sono uscite particolari novità: l’azienda ha confermato l’investimento di 20 milioni nei prossimi due anni e la riduzione di 110 esuberi, che passerebbero quindi da 419 a 309.

Una riduzione che per le Rsu sarebbe più realisticamente solo di 20 addetti:“L’azienda parla di 110 licenziamenti in meno ma solo 20 persone non verranno più licenziate – afferma Claudio Perego, delegato Rsu – le altre 90 dovranno accettare trasferimenti nelle sedi estere con contratti di due anni. Ad oggi solo 8 colleghi hanno accettato questa proposta”.

Lavoratori e sindacati attraverso il sindacato nazionale cercheranno di avere un incontro con Matteo Renzi, che ha dichiarato che “la rinascita economica del paese dovrà passare proprio dal rilancio dell’high-tech”. A breve il presidente degli USA Barack Obama sarà in visita in Italia e i lavoratori sperano che in quella occasione Renzi possa fare pressione su Obama per ridurre gli esuberi previsti dalla multinazionale.

Ieri era presente all’incontro anche il deputato vimercatese del PD, Roberto Rampi, convinto anch’esso del fondamentale rilancio del settore. Fra l’altro nei giorni scorsi Rampi ha avuto modo di incontrare il premier Renzi e gli ha fatto presente la difficile situazione di Micron e del settore high-tech italiano: “Il settore della microelettronica oggi affronta una crisi occupazionale che coinvolge grandi aziende come Alcatel e Micron, e incrocia il destino di ST e della funzione della sua quota di partecipazione pubblica. Si tratta di aziende competitive per brevetti e qualità della ricerca ma che subiscono la carenza di investimenti nel settore in Italia ed in Europa, come ha sottolineato anche l’ad di Alcatel Combes nella sua recente audizione alla Camera. Il vertice europeo sull’Agenda digitale annunciato oggi per luglio a Venezia, l’impegno a tradurre in atti concreti il lavoro della Commissione guidata dal presidente Francesco Caio, sono passaggi cruciali per rilanciare questo settore che devono essere connessi alle politiche industriali e alle relazioni che nelle prossime settimane il governo dovrà avere con queste importanti aziende.”

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Lorenzo Giglio
Classe 1981, giornalista pubblicista, ho sempre cercato la verità bella o brutta che sia in tutto ciò che mi circonda. Amante dell'arte, della fotografia e soprattutto del rock, non mi tiro mai indietro se devo guardare una bella partita di calcio. Non mi piacciono gli schemi prestabiliti e trovo troppo strette le appartenenze di partito, anche perchè come dicevano i Queen: "Anyway the wind blows doesn't really matter to me".


Commenti

  1. Renzi e’ la causa..non la soluzione..difatti il jobsact prevede riduzione di stipendi e precariato dissuso….u get it?

  2. Solomon Gronski dice:

    piuttosto che chiedere aiuto a quel servo della BCE preferisco morire di fame. il jobs act aumenta il precariato. mi dispiace ma questi si devono vergognare.

  3. Sergio Andreani dice:

    Non capisco che problema ci sia : gli immigrati pagheranno le loro pensioni,come ci hanno detto i sindacalisti della CGIL per anni.
    Di lavoro ce n’è tanto in Agricoltura come ci insegnano i dirigenti della Coldiretti : infatti negli ultimi 20 anni,solo in Lombardia, le aziende agricole sono passate da 130.000 a 48.600 (Vedi dati Unioncamere Lombardia ).
    Per ultimo si può sempre emigrare : magari in Africa a raddrizzare le banane con il c….
    I leghisti li avete sempre trattati da ignoranti, ma queste cose le avevano capite già 25 anni fa : voi che avete studiato tanto invece ci siete arrivati solo adesso quando la crisi vi ha travolti.
    Auguri.

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