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Intervista al papà di "Bea": "Tre anni al pirata della strada, ma ho perso mia figlia"

Intervista al papà di “Bea”: “Tre anni al pirata della strada, ma ho perso mia figlia”

10 Marzo 2014

Beatrice tornava a casa, in bicicletta. La strada buia, un’auto che arriva all’improvviso, non vede la sedicenne dai profondi occhi blu, non si ferma e “Bea Stay Strong” non c’è più. Oggi il Tribunale di Milano ha condannato Gabardi El Habib, il pirata che ha travolto ed ucciso Beatrice Papetti il 10 luglio scorso a Gorgonzola, a 3 anni e 4 mesi di reclusione col rito abbreviato e la sospensione della patente per altri 3 anni.

«Mi aspettavo di più – dichiara Nerio Papetti, il padre di Bea – in questa strada ora è tutto cambiato, sono comparsi semafori e attraversamento pedonale, intanto io ho perso mia figlia». Quella maledetta notte Beatrice rientrava da una passeggiata in paese con il cugino, ha attraversato la Strada Padana Superiore, la provinciale che la separava da casa, quando il Peugeot Ranch di Gabardi l’ha travolta ed uccisa, per poi svanire nel nulla. Solo dopo una settimana, il 39enne si è costituito affermando di avere avuto paura e di non aver visto la ragazza.

Oggi la sua condanna è stata decisa dopo una richiesta di 4 anni e 8 mesi da parte del Pubblico Ministero Laura Pedio, a cui il Gup ha risposto con 3 anni e 4 mesi, senza attenuanti generiche. Per Papetti nessuna condanna risarcisce la perdita «Non c’è nulla da commentare, certo mi aspettavo qualcosa di più – prosegue il padre, ancora distrutto dal dolore – ma da come è partito il difensore temevo il peggio. Diceva che la strada non era illuminata, che mia figlia non aveva i catarifrangenti sulla bicicletta, l’omissione di soccorso la giustificava con lo spavento. Insomma, meno male che c’erano i dati, i documenti».

Oggi, nella via dove la bella Bea ha trovato la morte, è tutto cambiato «Nel giro di 15 giorni hanno modificato tutto. Adesso c’è il limite di velocità, semafori, passaggio pedonale, guardrail – conclude Nerio – erano anni che i residenti chiedevano tutto ciò. Almeno non si faranno male altre persone, intanto però, io ho perso mia figlia».

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Valentina Rigano
Nata a Milano nel '78', cresciuta in provincia di Monza e Brianza, sangue siculo-austro-serbo-toscano nelle vene, mi sento cittadina del mondo grazie alla passione per i viaggi passatami dai miei genitori. Studente irrequieta, ho scoperto la meraviglia del ricercare la verità degli accadimenti nel 2001. Grazie a un coraggioso direttore, ho iniziato dalla "cronaca di un marciapiede rotto", per arrivare a nera e giudiziaria passando dallo sport in tv, approdando alla famiglia MB News oltre che a collaborazioni con un'agenzia di stampa ed un quotidiano nazionali. Scrivere è la mia passione, un lavoro e anche un po' una missione:). Amo tutte le forme di sport e nel tempo libero mi rilasso in lunghi giri in auto cantando Ligabue a squarciagola o leggendo un buon libro spaparanzata in qualche parte del mondo, meglio se ci arrivo su un'auto senza finestrini o facendo l'auto stop! Mi direi "cronicamente combattiva, femminista progressista che rovescia le tazze di caffè e inciampa costantemente nei gradini e che sogna un faro circondato dal mare in tempesta dove scrivere libri...Un sacco di gradini per cadere"!!


Commenti

  1. marcoL dice:

    7 anni a un fotografo…3 a un killer che è scappato e ha nascosto l’auto. altri commenti? direi meglio di no..

    • Vincent Motisi dice:

      da un punto di vista giuridico quello che hai detto è una bestemmia.

      • marcoL dice:

        cioè? ha investito una persona, è scappato, ha nascosto l’auto, si èè “costituito” quando praticamente la polizia era sulla porta di casa sua. dove sarebbe la “bestemmia giuridica ” che ho detto?non è un killer? allora come lo chiamiamo? una risorsa? ah specifico, che il fotografo in questione mi sta altamente sulle balle.

        • Davide dice:

          Appoggio Marco al 100% ! Non c’è giustificazione plausibile per chi uccide qualcuno e,perdipiù,scappa. negli ultimi anni le cronache sono piene di morti simili ( e molti senza patente e/o ubriachi-drogati ). Ma dove cavolo sta la giustizia ? Fanculo a Lui ( l’investitore ) e tutti quelli come lui !

        • Massimo Lucchetti dice:

          l’omicidio colposo stradale è punito con pene edittali dai sei mesi ai 5 anni, si parte da lì. un killer è qualcuno che uccide volontariamente, spiace ma è così. in ogni caso si tratta del primo grado, in appello potrebbe anche prendere una condanna maggiore.

          il fotografo, come lo chiami tu, ha almeno 6-7 condanne passate in giudicato e per i reati più disparati. basta che ti fai un giro su wikipedia.

          • marcoL dice:

            quindi uno che investe e scappa e nasconde la macchina non è un killer. ok.abbiam opinioni diverse. resta il fatto che il fotografo( so benissimo che ha svariate condanne, fatture false ricatti etc) non ha ucciso nessuno . questo ha UCCISO una ragazzina di 16 anni. si può dire UCCISO oppure anche in questo caso vengo bacchettato?in appello prenderà meno, poi con la buona condotta e i “salva carceri” questo se sta dentro un anno è tanto.

          • dorian dice:

            Ti consiglio di farti un trenino a San Vittore con lui allora 😀

          • marcoL dice:

            bella risposta da demente.se sai leggere, avrai anche capito che nel primo intervento ho scritto che mi sta altamente sulle palle. però c’è una sproporzione della pena, uccidi una ragazzina e ti danno 3 anni? ma stiamo scherzando? che tra sconti di pena, buona condotta etc questo tra un anno e mezzo è fuori?

    • Giovanni Bianchi dice:

      Corona non ha scattato solo foto…. Questo guidatore meritava di più, siamo d’accordo ma non mischiamo le carte….

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