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Fortaleza Agency: i principali punti di forza di un investimento in Brasile

Fortaleza Agency: i principali punti di forza di un investimento in Brasile

6 Marzo 2014

Come detto, il Brasile è ormai la sesta potenza economica mondiale. Nel corso del 2011 si è verificata un’ulteriore ascesa del Brasile nella graduatoria economica mondiale, a discapito proprio dell’Italia che retrocede all’ottava posizione e all’Inghilterra, che passa alla settima.

In nove anni il Paese sudamericano ha scalato 6 posizioni nel ranking mondiale. Nel solo 2010, secondo quanto riportato dall’IBGE (Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica), il Pil è cresciuto del 7,5%, la produzione industriale è aumentata del 10,5%, l’agricoltura e l’allevamento del 6,5% e sono stati creati 2,5 milioni di nuovi posti di lavoro.

Il Brasile, con riserve valutarie di oltre $300mld, è un paese trasformato rispetto a solo qualche anno fa quando era un debitore dipendente dagli aiuti del Fondo Monetario Internazionale. Oggi il Brasile è il quarto creditore netto nei confronti degli Stati Uniti, con un credito di oltre 200 miliardi di dollari.

La stampa nazionale ed internazionale dedicano sempre maggiore attenzione al Brasile che è oggi uno dei prioncipali catalizzatori degli investimenti internazionali.

Nel 2010 aveva ricevuto $45mld di investimenti con la previsione di riceverne $65 nel 2011. Nonostante diverse misure adottate dal Governo per rallentare i flussi di capitali in entrata, nel 2011 erano già arrivatinel Paese 128 miliardi di dollari.

L’Italia è l’ottavo partner commerciale del Brasile, secondo, tra gli europei, solo alla Germania e prima della Francia. Ma se consideriamo la graduatoria mondiale siamo solo al 17esimo posto tra i paesi investitori.

Secondo quanto emerge dall’Annuario statistico 2011, presentato dall’Istat, e dal Ministero dello Sviluppo economico, l’export italiano verso il Brasile è cresciuto del 15,8% durante l’esercizio 2010 e rappresenta il 3% del totale, mentre le importazioni sono aumentate del 23,4%.

Le notizie che leggiamo recentemente sulla stampa nazionale parlano di Mondiali di Calcio 2014, di missioni imprenditoriali, di crescita della classe media brasiliana, di aperture di nuove filiali o unità produttive di aziende italiane (ultimo il nuovo insediamento produttivo di FIAT annunciato nei mesi scorsi a Goiana, vicino a Recife), insomma di molteplici accordi di collaborazione ai livelli più vari.

I “grandi eventi” (così la stampa brasiliana ama definire i Campionati Mondiali di Calcio 2014 e i Giochi Olimpici del 2016 a Rio de Janeiro) saranno accompagnati da “grandi opere” riguardanti le infrastrutture della città sede delle competizioni (principalmente nei settori dei trasporti pubblici, della costruzione civile, in quello alberghiero e di tutti i servizi collegati all’attività sportiva e turistica).

Il Brasile necessita, di fatto, di urgenti investimenti nel settore infrastrutture.

La commissione del Senato di Brasilia ha recentemente pubblicato un report in cui si evidenziano le specifiche degli investimenti da effettuare entro il 2014 e, secondo tali stime, il Brasile spenderà più di quanto è stato speso negli ultimi tre mondiali messi assieme: i mondiali svolti in Giappone e Corea, Germania e Sudafrica sono costati complessivamente 30 miliardi di dollari, mentre le stime del Governo brasiliano prevedono investimenti per almeno 40 miliardi di dollari.

La crescita della classe media e l’alto potenziale di consumo della stessa rappresentano uno dei principali punti di forza, nonchè driver dell’economia brasiliana.

Nel solo ultimo decennio, più di 30 milioni di brasiliani non abbienti (appartenenti alle classi D e E) sono entrati nella classe media divenendo a tutti gli effetti consumatori. La classe media, indicata come classe C, include i brasiliani con reddito mensile da            R$1.610 a R$6.941 e rappresenta attualmente il 53,3% (93mln di persone).

La crescita economica brasiliana è stata trainata principalmente dall’aumento dei consumi delle famiglie, stimolati dall’aumento del credito. Tale politica ha permesso al Brasile di mantenere una crescita stabile durante la recessione economico-finanziaria iniziata nel 2008. Nei soli primi mesi del 2011 il prestito alle imprese era cresciuto del 18% rispetto al 2010 mentre il prestito alle famiglie del 23%.

Nonostante tale corsa al credito abbia causato l’aumento dell’inflazione (uno delle principali preoccupazioni dell’attuale governo brasiliano), salita al 6,9% durante il 2011, allo stesso tempo è un’ulteriore conferma della crescita ininterrotta del mercato domestico.

Da notare inoltre che la crescita della classe media e il suo consolidarsi verso l’alto in termini di stili di vita e di aspirazioni aumentano le opportunità per i nostri prodotti di qualità e più in generale per il Made in Italy.

È indubbio che il mercato brasiliano immobiliare stia vivendo un grande momento di gloria, con un enorme incremento degli investimenti sia nazionali che esteri, stimolati anche dalla fornitura del credito, con tassi di interesse in costante discesa, chiari fattori che dimostrano la stabilità economica che il Brasile ha ormai raggiunto.

Lo sviluppo del mercato brasiliano immobiliare sta attirando dunque notevoli capitali esteri e il Paese presenta forti ragioni per continuare a crescere per molti anni ancora in tale settore.

Il principale motivo risiede nell’enorme deficit di abitazioni, stimato oggi in quasi 8 milioni di unità. E al numero in costante aumento negli ultimi anni dei molti brasiliani che erano costretti a vivere in passato nelle ristrettezze economiche e che ora invece sono riusciti a guadagnare una seppur modesta agiatezza, sufficiente comunque a permettere loro l’acquisto di una abitazione, anche grazie ai numerosi programmi di interventi statali a favore di finanziamenti immobiliari parzialmente a fondo perduto.

 

PERCHÈ INVESTIRE A FORTALEZA E NELLA REGIONE DEL CEARÀ

1- Per quanto concerne il mercato nordestino, ed in particolare lo stato del Cearà, di cui Fortaleza è la capitale, è interessante sottolineare che si è venuta a creare una straordinaria sinergia tra i molti nuovi investimenti industriali, prevalentemente nei dintorni del vasto porto commerciale di Pecem, dove sono in atto investimenti colossali anche da parte di multinazionali straniere , e lo sviluppo turistico delle splendide località costiere, che enumerano alcune delle più famose spiagge del Brasile.

Sviluppo turistico certamente favorito anche da un clima estremamente piacevole grazie alla posizione geografica equatoriale e ai venti costanti che permettono temperature che variano tra i 24° e i 28° C tutto l’anno, con il sole che regna più di 300 giorni l’anno.

2- È la seconda regione più popolosa del Brasile il Pil è in crescita ogni anno e in modo particolarmente accentuato rispettoagli altri Stati brasiliani. Infatti, il Cearà è uno degli stati che ha un potenziale più elevato di crescita e di investimento, anche perchè relativamente più bassi sono i valori di partenza rispetto agli stati del sud, che storicamente erano economicamente e socialmente più avanzati.

Ma una rapida e decisa equiparazione di tali valori è già in corso, permettendo quindi alle proprietà immobiliari del Cearà di godere di notevoli rivalutazioni. Tutte queste ragioni hanno fatto del Nord-Est del Brasile un obiettivo molto ricercato per gli investimenti immobiliari delle più importanti società brasiliane, ed ora il loro esempio sta interessando anche gruppi ed investitori esteri, prevalentemente portoghesi, inglesi, ma anche italiani.

Possiamo dunque dire che la Terra della Luce, come viene romanticamente descritto il Cearà, è probabilmente oggi uno dei luoghi più adatti ed interessanti per un saggio e proficuo investimento immobiliare.

Ed è importante sottolineare che i continui apprezzamenti dei valori immobiliari non devono essere confusi come effetti di una presunta bolla speculativa.

Infatti, a differenza di quanto successo in passato in mercati che hanno subito un pari vertiginoso incremento per poi arrestarsi e anzi regredire vistosamente, in quanto oggetto di una pura speculazione finanziaria (Spagna e Dubai ad esempio) ma senza che vi fosse una reale esigenza abitativa, il Brasile in genere ed il Cearà in particolare hanno una reale, continua ed urgente necessità di abitazioni, e di abitazioni primarie.

Per maggiori informazione visita il sito: www.paviaincorporadora.com 

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