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Chiusura del Brianteo per razzismo: il Monza presenta ricorso

Chiusura del Brianteo per razzismo: il Monza presenta ricorso

27 Marzo 2014

Il Monza ha presentato ricorso alla Corte di giustizia della Federcalcio contro la parziale chiusura dello stadio Brianteo nelle prossime due partite di campionato causata da cori razzisti che sono stati intonati da tifosi biancorossi durante la finale di andata della Coppa Italia Lega Pro giocata mercoledì 19 marzo contro la Salernitana.

monza-salernitana-by-brioschi (7)La decisione è maturata 48 ore dopo la sanzione inflitta dal Giudice sportivo, che ha lasciato di stucco tutti (o quasi, perché il bastian contrario non manca mai) coloro che quella sera hanno assistito a quella che è stata una festa dello sport. Pochissimi hanno udito i cori razzisti provenire dalla tribuna centrale, nella “zona vicina al terreno di gioco”, come è stato riportato nel comunicato della Lega Pro. E si è scoperto anche il perché: a intonarli sono stati solo 4 o 5 tifosi (ma sarebbe più giusto chiamarli idioti) notati dagli steward e subito richiamati a un comportamento civile. A questo punto sorge spontanea una considerazione: ma solo a Monza capita che il comportamento di 4 o 5 persone troglodite si tramuti in una punizione per tutti gli abbonati (in questo caso 606) al campionato? Crediamo di sì. Nessuno si è permesso, per esempio, di punire le centinaia di supporters laziali che domenica scorsa hanno manifestato razzismo nei confronti di allenatore e giocatori di colore del Milan. Guarda caso il proprietario della Lazio è lo stesso di quello della Salernitana…

stadio-brianteo-curva-sud-monza-salernitana-mbA Monza gli ineffabili commissario di campo (lo stesso di Pisa-Monza finale play-off di ritorno 2007 per la promozione in Serie B, passata tristemente alle cronache per il clima intimidatorio e i gravi incidenti causati dai tifosi nerazzurri che non vennero sanzionati) e collaboratore della Procura federale non hanno avuto un attimo di esitazione nel compilare un referto severissimo, di fatto dipingendo il pubblico brianzolo come un concentrato di nazisti in assetto di guerra. Chi scrive era stato il primo a stigmatizzare il comportamento di curva Sud “Davide Pieri” e tribuna in occasione di Monza-Rimini dello scorso 29 settembre, quando i ripetuti cori razzisti intonati dai tifosi in occasione delle giocate del senegalese Ameth Fall, non contestati dal resto dallo stadio, avevano costretto l’arbitro a una breve sospensione della gara. Il Monza era stato sanzionato con la chiusura per un turno della curva, ma con la “condizionale” di un anno. Stavolta, però, i quattro idioti che hanno iniziato nei primi minuti a ululare contro il “colored” francese della Salernitana, Mohamed Fofana, sono stati subito zittiti dai capi dei SAB, gli ultras biancorossi. Inoltre, su sollecitazione del dirigente dell’ordine pubblico e del responsabile della sicurezza, è stato diffuso un annuncio per interrompere “tali comportamenti”. Purtroppo c’erano altri quattro idioti nei bassifondi della tribuna che nessuno ha sentito, a parte il commissario di campo e il collaboratore della Procura federale che erano posizionati proprio dietro le panchine e che hanno “chiaramente percepito”, come si legge nel comunicato sanzionatorio. E così una serata di festa è stata rovinata a sei giorni di distanza. Il Giudice sportivo ha deciso per la “chiusura per una gara effettiva di campionato con decorrenza immediata del settore del proprio impianto sportivo individuabile nella Curva Sud”, dunque per Monza-Bassano in programma domenica prossima alle ore 15, e la “chiusura per una gara effettiva di campionato, con decorrenza dalla data di esecuzione della precedente sanzione, del settore del proprio impianto sportivo individuabile nella Tribuna centrale”, dunque per Monza-Torres in calendario domenica 6 aprile alle 15.

In molti credevano che gli emissari della Figc avessero scambiato i tifosi della Salernitana ospitati in tribuna, che cantavano “Noi non siamo napoletani”, per tifosi del Monza. In realtà così non è stato per il semplice motivo che il coro in questione pare non sia più considerato di discriminazione e in ogni caso sarebbe stato di discriminazione territoriale e non razziale.

maglia-razzismo-monzaIl presidente del Monza, Anthony Armstrong-Emery, ci ha comunque pensato un po’ su e alla fine ha deciso che sì, la sanzione inflitta al suo club non è giusta e va revocata. È stato dunque presentato ricorso alla Cgf, del quale è stata data notizia attraverso un comunicato pubblicato sul solo sito internet ufficiale della società. “Come riportato dall’organo di giustizia sportiva – si legge nella nota – nel corso della finale d’andata di Coppa Italia Lega Pro dalla tribuna centrale dello stadio Brianteo si sono alzati cori i cui contenuti sono stati letti come aventi stampo razzista. La società,  a seguito di detta condotta posta in essere da un numero estremamente limitato di soggetti (circa 4/5), è stata sanzionata con la chiusura per una giornata della curva e una della tribuna (provvedimenti avverso i quali la Società ha già proposto reclamo) creandosi altresì un precedente pericoloso che potrebbe tradursi, in presenza di altre violazioni, nell’attribuzione di punti di penalizzazione. La società cercherà in tutte le sedi opportune di dimostrarsi estranea alle condotte contestate e di opporsi alla decisione dell’organo di giustizia sportiva riguardo le varie penalizzazioni; preme sottolineare come l’Ac Monza Brianza si sia da tempo distinta per la propria battaglia contro il razzismo, al punto da rinunciare allo sponsor principale per dedicare la propria maglia alla battaglia contro qualsiasi forma di razzismo. Anche relativamente all’episodio contestato, gli addetti alla sicurezza dello stadio sono immediatamente intervenuti identificando e bloccando i responsabili dei cori in oggetto, che sono pertanto immediatamente cessati. La società e la proprietà della stessa, nella figura del presidente Anthony Armstrong e di tutto lo staff, ci tengono a sottolineare ancora una volta la propria condanna verso qualsiasi forma di discriminazione e la ferma determinazione nel combattere detta odiosa forma di inciviltà. La società ci tiene infine a ringraziare il proprio pubblico, con particolare riferimento alla curva Davide Pieri, che ha sempre dimostrato e dimostra regolarmente il proprio grande attaccamento alla squadra nel pieno rispetto dei principi etici e morali che informano la gestione della società Ac Monza Brianza”. Che dire? Meglio tardi che mai. Anche se dalle stanze dei “sepolcri imbiancati” degli organismi di giustizia federale la società di via Ragazzi del ’99 rischia di uscire come il mitico Calimero del Carosello anni ‘60-’70: gli “anta” si ricordano cosa diceva a fine spot? “Eh, che maniere! Qui tutti ce l’hanno con me perché io sono piccolo e nero… è un’ingiustizia però”.

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Camillo Chiarino
Monzese da sempre, ma frequento assiduamente la Brianza perché amo la quiete e la natura. In particolare adoro la Valsesia, la terra dei miei antenati paterni. Giornalista professionista "tuttologo", mi piace scrivere in particolare di politica e sport. Sono tifoso di tutte le squadre cittadine di qualsiasi disciplina e seguo da vicino le partite del Monza 1912, della Vero Volley Monza e della Saugella Monza. A proposito di pallavolo, l’ho praticata per 17 anni in società della zona, ma quando capita non mi tiro indietro a giocare a nulla, soprattutto se l’invito arriva da una esponente del gentil sesso… Mi piace molto navigare in internet, visitare mostre e monumenti e assistere a concerti, in particolare di musica folk e celtica.


Commenti

  1. TifosoMB dice:

    Infatti…
    Oltre alla respinta del ricorso subiamo anche la lezione di italiano da parte dei professoroni della Corte di Giustizia Federale della FIGC: ci puntualizzano con maestria che sia curva sud che tribuna domenica saranno chiuse.
    Ecchè, non lo avevate capito?
    Coooosa ???? Quell’obbrobrio di sentenza scritta in politichese da due soldi voleva dire che i due settori erano chiusi contemporaneamente???
    Caspita che stupidi! Dovevamo sfogliare il dizionario italiano/politichese per capirlo!
    Cappello a tutti i professoroni.
    Insomma da qui non se ne esce. Dalla situazione pallonara che si è venuta a creare in Italia.
    Per prima cosa, i fatti violenti commessi dalle tifoserie non devono ricadere, per la ridicola “responsabilità oggettiva”, sulle società. Queste sono ricattate e ricattabile, oltre a pagare di tasca propria per fatti non imputabili alla propria volontà.
    Seconda cosa, punire i colpevoli “ad personam”, non fare di tutta l’erba un fascio: 1000, 2000, 10000 persone incolpevoli (e paganti) non devono più andare di mezzo per colpa degli imbecilli di turno.
    Quindi cambiare le regole.
    Le varie leghe calcio ed i loro presidenti devono spingere in questa direzione, altrimenti addio al più bello sport del mondo (o quello che ne è rimasto).
    Stiamo convergendo verso l’irreale, con partite giocate in ogni luogo meno che al loro posto: SUL CAMPO E CON GLI SPALTI PIENI.
    Saluti.

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