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Bike sharing a Monza, entro metà marzo via libera ai lavori

Bike sharing a Monza, entro metà marzo via libera ai lavori

10 Marzo 2014

Tutto pronto per il bike sharing. Salvo intoppi dell’ultima ora, entro la metà di marzo l’amministrazione comunale darà via libera ai lavri di allestimento del noleggio bici a Monza.

Il progetto prevede una fornitura di 60 biciclette e l’entrata in funzione di otto punti di interscambio in zone strategiche tipo stazione ferroviaria, ospedale, università e scuole. Costo dell’appalto: quasi 300 mila euro. I lavori durarenano sei mesi. Quindi, le prime bici si vedranno in circolazione subito dopo l’estate, anche se non è escluso che alcune velo stazioni entrino in servizio anche se i lavori non sono ancora ultimati.

Il progetto prevede anche la ristrutturazione del vecchio deposito Fs di via Caduti del Lavoro affinché venga trasformato in parcheggio e officina. Il semaforo verde all’operazione è scattato solo adesso, a distanza di un mese dalla data dell’aggiudicazione, perché l’amministrazione comunale ha voluto attendere eventuali ricorsi al Tribunale amministrativo: un conto è affrontarli quando i lavori sono ancora iniziati, un’altro invece dovere affrontare una bega amministrativa mentre il cantiere è già aperto.

Superato lo scoglio del Tar, il progetto è adesso quasi completamente in discesa e le operazioni dovrebbero iniziare già la prossima settimana.

Foto generica bike sharing: archivio MBNews

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Riccardo Rosa
Monzese di nascita, ma sogno California. Amo le serie tv americane e lo streaming (legale) oltre ad un'insana passione per la cara vecchia Inter. Ho 47 anni, ma nell'animo mi sento un 18enne, sempre alla ricerca di nuove esperienze con la mia nuova bicicletta fiammante. Ah già, dimenticavo: da anni sono un giornalista e con le lettere e il punto e virgola ho un rapporto viscerale. Cosa mi manca? Un biglietto aereo sempre pronto per i mari del Sud.


Commenti

  1. MassimoC dice:

    Idea buona nelle intenzioni, speriamo che il vincitore dell’appalto ne sia all’altezza. Però si continua a ragionare nell’ottica dell’orticello, sempre su scala comunale. Per essere competitivo, l’ambito deve essere esteso quantomeno su scala REGIONALE!. Con un solo abbonamento prendo la bici al S. Gerardo (nei pressi del quale ipoteticamente risiedo), la ripongo in stazione, prendo il treno, vado a Desenzano del Garda, dove prendo un’altra bici per andare a Sirmione. Stessa cosa per il ritorno. E’ solo un esempio, ovviamente, ma è tutto dire. Il tutto con una tessera, che peraltro esiste già, è quella sanitaria, sul quale già oggi si può caricare l’abbo annuale per i trasporti (con la “sola” esclusione della navilaghi e, per l’appunto, dei vari bike sharing comunali).
    Gli strumenti informatici ci sono già, vedremo chissà se un giorno ci sarà anche la volontà politica?

    • cristina dice:

      vero, con la tessera regionale bisognerebbe iniziare ad usarla( è una stupidata farlo!!) se poi lo facessero anche nelle Asl e in comune sarebbe meglio,magari quando c’è un decesso con un clic si toglie il defunto dalle liste inps e da quelle dei medici di base..così si liberano i posti e si evita di pagare pensioni per secoli a gente morta da anni….

  2. miao!! dice:

    Se fanno il bike sharing regionale i soldi li cucca la regione. così li prende il comune. e poi tu che non vuoi nessuno che non siano i monzesi sul territorio, chi ti dice che uno di sirmione è contento se vai a pedalare la? ehehehe scherzo ovviamente. saluti

    • MassimoC dice:

      Magari fosse così semplice la logica dei riparti degli introiti derivanti dal sistema trasportistico! Non immagini neanche la jungla che sta dietro!

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