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Afol, i dati sul (non) lavoro a Seveso e in provincia - MBNews
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Afol, i dati sul (non) lavoro a Seveso e in provincia

Afol Monza e Brianza ha presentato i dati su lavoro e disoccupazione riferiti alla provincia e al comune di Seveso, di cui gestisce lo Sportello lavoro. Nel 2013, i disoccupati della provincia sono stati il triplo di quelli del 2008.

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Afol MB ha presentato i dati su lavoro e disoccupazione riferiti alla provincia e al comune di Seveso.

Antonella Romano, responsabile del Centro per l’impiego di Cesano Maderno e Seregno, ha presentato i numeri sui disoccupati della provincia. Nello scorso anno sono state 24.335 le persone (11.902 uomini e 12.443 donne) che si sono recate nei Centri per l’impiego della provincia perché senza lavoro, il 14% in più rispetto al 2012, quando i disoccupati rivoltisi ai Centri erano stati 21.378: un dato triplicato rispetto al 2008.

Allo Sportello del lavoro di Seveso, invece, dal 14 ottobre 2013, giorno di apertura, fino al 28 febbraio 2014 si sono presentati in 125: 106 disoccupati e 9 alla ricerca di un nuovo impiego. 4 di questi sono stati inseriti in un nuovo contesto lavorativo. Nei soli primi mesi del 2014, sono state 67 le persone rivoltesi allo Sportello, 36 donne e 31 uomini, di cui 56 disoccupati, quasi tutti italiani.

«Si parte sempre da un colloquio base – ha spiegato Elena Abbondi, che gestisce lo Sportello di Seveso -. Proseguiamo con l’inserimento del profilo dell’utente in banca dati, e con una serie di incontri per accompagnarlo alla ricerca di un’occupazione. Ci occupiamo poi di sottoporre il profilo del candidato per offerte di lavoro e stage, ma gli offriamo anche la possibilità di auto consultazione del punto informativo. Le persone che vengono da noi – ha concluso – sono moltissime».

Anche colf e badanti? Il presidente delle Acli, Eugenio Viscardi, ha dichiarato che «ultimamente abbiamo notato una forte richiesta: colf e badanti vengono licenziate perché le famiglie non possono più permettersele». «Lo Sportello in realtà non è il posto più indicato per questo – ha risposto Antonella -. È capitato che qualcuno ci chiedesse di baby sitter e donne delle pulizie, ma raramente. Piuttosto, ci occupiamo di regolarizzare il lavoro nero, soprattutto se si tratta di prestazioni occasionali, presentando ai datori di lavoro il regime di facilitazione fiscale previsto dalla riforma Biagi». Secondo l’assessorealle attività produttive Andrea Formenti, quello svolto finora è un ottimo lavoro: «i risultati sono migliori rispetto a quelli della precedente esperienza, svoltasi tra l’altro in un contesto migliore dal punto di vista economico. Lo Sportello, che costa ad ogni cittadino 80 centesimi l’anno, contribuisce alla sinergia funzionale all’ampliamento delle assunzioni».

G.S.

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