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Viale Lombardia. Scanagatti: "Un gesto irresponsabile, poteva essere tragedia"

Viale Lombardia. Scanagatti: “Un gesto irresponsabile, poteva essere tragedia”

25 Febbraio 2014

Un gesto drammatico che poteva tramutarsi in tragedia. Così il sindaco di Monza, Roberto Scanagatti, ha definito quanto accaduto in viale Lombardia. Carlo De Gaetano, 52 anni, proprietario del bar “Il Raffaello”, al civico 260, si è dato fuoco questa notte per protestare contro la costruzione di barriere anti-rumore davanti al suo locale.

«Una vicenda drammatica su cui ci si deve interrogare. – ha commentato il primo cittadino – Siamo sollevati per il fatto che tutti siano fuori pericolo ma preoccupati  per il poliziotto ancora ricoverato. Agli agenti vanno tutta la nostra solidarietà e la nostra vicinanza. L’episodio è purtroppo conseguenza del gesto irresponsabile di una persona che non ha voluto accettare la indispensabile collocazione di barriere antisfondamento – in grado di resistere all’urto di un tir – e antirumore ».

Una decisione, quella di porre le barriere, che lo stesso borgomastro monzese spiega sia stata assunta dalle autorità statali in base alle normative sulla sicurezza stradale e previsto dal progetto di realizzazione dell’infrastruttura, definitivo da ormai quasi 10 anni. «Si tratta di un intervento per altro sostenuto con forza dai cittadini che abitano in prossimità dell’uscita del tunnel della Statale 36, diventato ormai, di fatto, molto simile a un tratto autostradale.​ Negli ultimi mesi, da quando è sorta la protesta, pur non avendo alcuna competenza sull’intervento, il Comune di Monza ha tentato di dialogare con il commerciante e il suo avvocato, spiegando e ribadendo i motivi di sicurezza che impongono la necessaria collocazione delle barriere e dichiarando la disponibilità a trovare soluzioni, per quel che compete l’amministrazione comunale, in grado di rispondere ai problemi sollevati dall’esercente».

 

 

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


Commenti

  1. Mi auguro che intervenga la magistratura per chiarire cosa ci fa un cantiere ancora in opera con anni e anni di ritardo, dopo aver rovinato gli affari di decine di commercianti sul Viale e nelle vie limitrofe. Vorrei anche capire cosa servono le piste ciclabili se i semafori sono perennemente rossi. E vorrei capire se c’è un progetto per l’area sopra il tunnel o stanno ancora guardando i disegnini a matita di Kipar. Inoltre vorrei sapere se il Comune ha intenzione di sistemare le aree adiacenti o se continuerà a lavarsene le mani, come sta facendo per il discorso “buche”.

    • ,Impalatore, dice:

      In italiano “decine e decine” vuol dire almeno 80. Se su viale Lombardia prima del tunnel c’erano 80 esercizi commerciali allora Cicciolina è vergine

    • beh è sempre rosso anche per le auto. io ho proposto di fare i semafori ciclabili a chiamata, in modo da snellire il traffico.(trovo assurdo stare fermo di notte in alcuni semafori aspettando di vedere passare qualcuno a piedi o in bici in via montelungo ad esempio) per ora han risposto picche…

    • potevi lamentarti del fatto che alcune ciclabili sono bloccate da reti arancioni o da blocchi di cemento, ma che i semafori sono sempre rossi non te lo concedo (la faccio quasi tutti i giorni da quando hanno inaugurato il sopra tunnel)

  2. abodeabis dice:

    una volta tanto sno d’accordo con il sindaco, come si può pensare di lasciare un esercizio commerciale a fianco ad una strada a 3 corsie senza una protezione adeguata….. Spiace per il titolare ma la sicurezza dei suoi avventori è prioritaria e indispensabile e spero che una volta tanto si operi secondo questo spirito e non si cerchino soluzioni accomodanti.

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