26 Novembre 2020 Segnala una notizia
Unione dei comuni: parte il progetto Vimercate. Plauso dalla Regione

Unione dei comuni: parte il progetto Vimercate. Plauso dalla Regione

3 Febbraio 2014

La provincia di Monza e Brianza scomparirà? Nessun problema, almeno per quattro comuni del vimercatese che hanno deciso di unire le proprie forze per fare fronte alle difficoltà del periodo e gestire meglio le proprie risorse.

Burago Molgora, Carnate, Ornago e Vimercate capofila. Queste le quattro amministrazioni che prima delle prossime elezioni amministrative di maggio sanciranno ufficialmente la propria unione: non si tratterà di un’unione politica, infatti ognuno di questi comuni manterrà la propria autonomia in tal senso, ma di un connubio di servizi e professionalità, che soprattutto aiuterà i piccoli comuni con poche risorse sia economiche che di personale:

“Vogliamo arrivare alle elezioni con il nuovo assetto – afferma il sindaco di Ornago Maurizia Erba – Questa unione porterà ad una suddivisione dei servizi dove le professionalità potranno essere a servizio di tutti i comuni.”

Mercoledì prossimo i sindaci dei quattro comuni saranno ricevuti in audizione a palazzo Pirelli dalla commissione Affari istituzionali presieduta da Stefano Carugo per presentare il progetto che potrebbe diventare un punto di riferimento a livello regionale.

“Potremmo razionalizzare le competenze e avere maggiore capacità di contrattare con i fornitori – afferma il sindaco di Carnate Daniele Nava – Passiamo di fatto da essere un comune di 7mila abitanti ad uno di 43mila con maggiore voce in capitolo. Fra le prime mosse si creerà una convenzione fra la polizia locale dei quattro comuni per poi passare gradualmente ad una collaborazione fra gli uffici tributi e la stessa anagrafe. Potrebbe essere una svolta per chi, come il comune di Carnate, ha un budget ridotto all’osso e che potrà contare anche su un allargamento delle maglie del patto di stabilità”.

Da diverse settimane Vimercate sta definendo il progetto con continui contatti con le altre città con l’obiettivo di portare in consiglio comunale entro l’inizio di marzo il progetto definitivo: “Da tempo Vimercate e il vimercatese hanno progetti che uniscono il territorio: due semplici esempi sono il sistema bibliotecario e Offerta sociale – afferma il sindaco di Vimercate Paolo Brambilla – Ora è arrivato il momento di fare un passo successivo e ragionare insieme i servizi per i cittadini per rendere più razionale ed economico il lavoro delle amministrazioni. Se la sperimentazione porterà dei buoni risultati potremmo nei prossimi anni ampliare il numero di comuni all’interno dell’unione. Si dovrà valutare anche se le province scompariranno e in quel caso come verranno redistribuite le loro competenze”.

Cliccando sulla Pagina Facebook Ufficiale di MBNews e mettendo "MI PIACE" ti aggiorniamo in maniera esclusiva ed automatica su tutte le NEWS. Se vuoi beneficiare delle nostre promozioni e degli sconti che i nostri clienti riservano a te, iscriviti subito alla Newsletter.
Lorenzo Giglio
Classe 1981, giornalista pubblicista, ho sempre cercato la verità bella o brutta che sia in tutto ciò che mi circonda. Amante dell'arte, della fotografia e soprattutto del rock, non mi tiro mai indietro se devo guardare una bella partita di calcio. Non mi piacciono gli schemi prestabiliti e trovo troppo strette le appartenenze di partito, anche perchè come dicevano i Queen: "Anyway the wind blows doesn't really matter to me".


Commenti

  1. Massimo Lucchetti dice:

    ma perchè non si uniscono e basta?

  2. MassimoC dice:

    Diciamo che i Brambilla (l’Enrico prima e il fratello ora) non hanno mai gradito di finire in provincia di Monza, tanto che è grazie al primo di questi che la nostra provincia ha un nome tanto assurdo se non patetico, caso unico in Italia.
    Questo perchè ha remato contro dal primo giorno del suo insediamento fino all’ultimo. Tutto ciò in linea con la loro predecessora, la Mazzucconi da Carnate, anch’essa anti MB e filomilanese.
    Credo che lo scopo subdolo di questa unione di comuni sia appunto quello di cercare di destabilizzare il più possibile la provincia, cercando di sovrapporsi ad essa nel tentativo di evidenziarne la presunta inutilità e quindi strizzare l’occhio all’area metropolitana, poltrona alla quale Enrico Brambilla ambisce da sempre.
    In sè per sè, cmq, l’unione di comuni non rappresenta niente di nuovo, esistono da decenni. Per es. nella zona della Tremezzina (lago di Como, zona van de sfroos) i comuni sono in unione da sempre, e soltanto qualche mese fa hanno deciso di fondersi in un unico comune vero e proprio.
    La vera svolta proprio quest’ultima: creare un unico comune. Qui però si parlerebbe non più di collaborazione, ma di fusione vera e propria, quindi sarebbero cadreghe che saltano: voglio vedere se avranno il coraggio di compiere questo passo.
    Quanto all’esempio apportato dall’attuale sindaco di Vimercate, quello delle biblioteche (che è un vero fiore all’occhiello, nulla da dire), sfonda una porta già aperta: fin dalla sua creazione, Brianza Biblioteche ha fatto la corte al sistema Vimercatese per creare un unico grande sistema provinciale: Vimercate gli ha sempre risposto picche. Non vengano quindi a sbandierare aperture e integrazioni, che proprio loro sono stati i primi a sbattere la porta in faccia.

    • aldebaran dice:

      vero Massimo, da vimercatese ti dico che abbiamo sempre guardato con piu` simpatia a Milano che a Monza.
      Chissa perche`?
      Forse perche` “meglio un padrone grande ma lontano che uno piccolo e vicino”
      E poi, diciamo la verita` Monza e i monzesi non hanno mai fatto molto per ingraziarsi il vimercatese, anzi, la mia convinzione e` che Monza stia bene sola o al piu` con i suoi vicini a Nord, nord-Ovest (Lissone, Vedano e la valle del medio Lambro) ma abbia sempre avuto poco a che spartire con la cosidetta Brianza Est.

      • MassimoC dice:

        Non sono molto d’accordo: vero è che Vimercate è una piccola Monza, ha una sua area gravitazionale, come del resto ce l’ha Seregno. La nostra è una provincia sparsa.
        Però vero è anche che l’anti-monzesismo è tutta una questione di colore politico: prima di Brambilla, quando a palazzo Trotti sedeva Boscagli (ricordo bene il nome?), della Lega, stesso colore dell’allora nostro sindaco Moltifiori, Monza e Vimercate andavano d’amore e d’accordo, tanto che Vimercate e il suo bacino avevano votato in massa l’adesione alla istituenda neo-provincia.
        Non appena è salito Brambilla, la prima cosa che ha fatto è stata stralciare l’atto di adesione.
        Riguardo al nord ovest da te citato, non sono assolutamente d’accordo: anzi, tirar dentro le Groane nella provincia MB è stato una vera forzatura, in quanto quella è la provincia negata di Saronno, non ha niente a che vedere con Monza e neppure con la Brianza.
        La provinca MB, avrebbe dovuto comprendere grossomodo i prefissi 039 e 0362, quindi escludere l’ovest e, al contrario, aggregare parecchi comuni più a nord, anche oltre Montevecchia.

        • aldebaran dice:

          Massimo,

          a parte le battute seriamente non sono d’accordo con te.

          Se ne fai una questione di affinita` politica be`, prima
          del centrosx e della meteora Lega (Floriani fu il sindaco) Vimercate annovera
          di fatto un monocolore DC da fine guerra all’avvento della Lega, Monza penso +
          o – lo stesso, piu` affinita` di cosi`…

          Seriamente secondo me ci sono diverse motivazioni “storiche”:

          -legate ai trasporti: Vimercate-Milano unite dal treno
          (Gamba de Legn) da inizio ‘900 molto prima e molto meglio di quanto fosse con
          Monza, tanto che mio nonno e tantissimi della sua generazione lavoravano a
          Milano e pochissimi a Monza.

          Ancora oggi e` quasi piu` comodo raggiungere Milano
          Nord-Est che Monza (tangenziale, bus diretti a Gobba etc…)

          -legate all’industria: Vimercate ospita (meglio dire
          ospitava…) dai primi anni `60 colossi come IBM, Telettra e tutto l’indotto
          arrivate qua indovina un po` da dove? Da Milano portandosi dietro un sacco di
          tecnici/operai/ingegneri milanesi (e tanti altri un po` da tutta Italia) tanto
          che parecchi palazzi furono costruiti proprio per loro

          Insomma per quanto oggigiorno tutte queste motivazioni
          non reggono piu` il retaggio e` quello secondo me.

          Ciao,

          a.d

    • nella prima frase c’è già un errore… dato che Enrico e Paolo non sono fratelli, ne parenti stretti. iniziare così un commento direi che non è il massimo. e anche continuare a leggerlo non ne migliora la situazione.

Articoli più letti di oggi