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Monza, viaggio nelle scuole "2.0". Il "Frisi", liceo scientifico

Monza, viaggio nelle scuole “2.0”. Il “Frisi”, liceo scientifico

14 Febbraio 2014

È stato intitolato all’illustre fisico e matematico monzese nel 1952. Il liceo scientifico statale “Paolo Frisi” è presto diventato un’istituzione, una realtà educativa conosciuta in tutta la provincia. Ancora oggi sono tantissimi i ragazzi che da tutta la Brianza decidono di studiare in via Sempione 21.

Dirigente dell’istituto dall’anno scolastico 2007/08 è il dottor Rodolfo Denti.

«Stiamo vivendo un momento di svolta – spiega Denti – ci troviamo in un passaggio epocale perché per la prima volta sta cambiando il modo di studiare. Un modo che è stato in voga per più di cinquecento anni e basato sulla logica sequenziale del libro. Adesso il presupposto è la navigazione, che permette di sì di ampliare gli orizzonti, ma che può avere conseguenze negative, come la superficialità e la frammentarietà».

Come si può risolvere la questione?
Il vero problema è distinguere tra l’uso giocoso della tecnologia e quello intelligente. Al momento due classi del liceo studiano quotidianamente con i tablet: una lo fa grazie al progetto “Generazione Web” finanziato da Regione Lombardia, mentre nell’altra, d’accordo con i genitori, sono stati comprati i tablet in maniera autonoma e indipendente. Sono due esperimenti che teniamo sotto controllo.

Il Frisi è un liceo “2.0”?
Abbastanza. I finanziamenti statali sono quello che sono, si potrebbe fare di più. In questi mesi abbiamo reso più potente la rete wireless dell’istituto perché stiamo per passare al registro elettronico: dovevamo essere sicuri di riuscire a sostenere tutto il traffico. Il registro elettronico sarà adottato da tutti i docenti il prossimo anno scolastico, adesso lo stanno usando solo alcuni in maniera sperimentale. Inoltre 18 nostri insegnanti hanno partecipato a un corso di aggiornamento di informatica.

Quali sono i punti di forza del liceo?
Si tratta di un istituto di prim’ordine, che ha una solida tradizione, ma che purtroppo deve combattere contro le voci che la considerano una scuola troppo dura. In realtà quello che noi chiediamo è la serietà: i ragazzi devono studiare, è questo il loro lavoro. Non possono pensare di cavarsela mettendo la testa sui libri per un’ora sola al giorno, una volta terminate le lezioni. Forniamo un metodo di studio, che permetterà loro di accedere con facilità al mondo universitario.

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Federica Fenaroli
Cultura, cucina e animali sono il mio pane quotidiano - beh, gli animali solo in senso metaforico, sono vegetariana da una vita. Quando non scrivo leggo tutto quello che mi capita tra le mani, sforno dolci (al cioccolato) o curo le mie rose (rosse). Scrivo per MB News dal 2012.


Commenti

  1. Fabio Rubini dice:

    Confermo da ex-studente: chi va al Frisi all’università farà molta meno fatica di tanti altri, lo dico per esperienza personale e di tutte le persone che hanno fatto il liceo con me. Non posso che suggerire ai genitori di iscrivere i propri figli a questo liceo (a meno che non abbiamo altri interessi si intende 🙂 e di sostenerli nei momenti difficili se ci saranno. Aggiungo infine che è un ambiente non chiuso seppur serio.

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